Reddito di cittadinanza, attese deluse tra nuclei familiari "decaduti" e rinunce

Secondo i dati Inps una famiglia su 100 percepisce un importo mensile superiore a 1.200 euro, ma la maggior parte può fare i conti con un beneficio medio mensile compreso tra 400 e 600 euro. E del milione e mezzo di domande ben 415mila sono state respinte

Sono trentaseimila i nuclei familiari che hanno perso il reddito di cittadinanza e altri tremila quelli che hanno perso il diritto alla pensione di cittadinanza: sono i dati diffusi dall'Inps in cui l'istituto di previdenza rende note le cifre della misura più rappresentativa del governo gialloverde. 

Ad oggi risulta che 39mila nuclei familiari sono decaduti dai benefici a causa - per lo più - della variazione della situazione economica  e della composizione del nucleo familiare. Tuttavia ci sono ben 1950 persone che avrebbero deliberatamente rinunciato al beneficio, il 5% delle cessazioni. 

Molte erano state infatti le lamentele di chi - dopo aver richisto il reddito di cittadinanza - si era trovato ad avere a che fare con un importo inferiore alle attese. E per molti, il 5% dei beneficiari, il gioco non valeva la candela. 

Reddito di cittadinanza, gli importi

Ma quanto si prende davvero con il reddito di cittadinanza? Secondo i dati dell'Inps l'importo medio mensile erogato nei primi tre mesi dall'istituzione del reddito di cittadiananza è di 520 euro, mentre 215 euro per la pensione di cittadinanza, con differenze significative tra le regioni che vedono favorito il Centro Nord.

Sempre secondo i dati Inps solo una famiglia su 100 percepisce un importo mensile superiore a 1.200 euro, mentre la maggior parte delle famiglie (ben 281mila persone) possono fare i conti con un beneficio medio mensile compreso tra 400 e 600 euro.

Reddito di cittadinanza, chi sono i beneficiari

Secondo gli ultimi dati che fotografano la situazione all'8 ottobre sono stati 1,5 milioni i nuclei familiari che hanno presentato una domanda di reddito/pensione di cittadinanza, di queste 982mila sono le domande accolte e ben 415mila sono state respinte o cancellate. In lavorazione ne rimangono solo 126mila: numeri ben lontani quindi dalle ipotesi del governo che aveva stimato come il beneficio potesse eliminare la povertà ponendo fuori dall'indigenza 4 milioni di persone.

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Secondo i dati Inps in realtà sarebbero appena 2,2 milioni le persone "toccate" in famiglia dal reddito di cittadinanza, e appena 118mila da percettori di pensione di cittadinanza.

Analizzando le domande pervenute le regioni del Sud e delle Isole detengono il primato con 849mila richieste, il 56% del totale, mentra la regione che registra il maggior numero di nuclei percettori di reddito/pensione di cittadinanza è la Campania, seguita da Sicilia, Lazio e Puglia: messe insieme nelle quattro regioni risiede il 54% dei nuclei beneficiari.

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Quanto alla cittadinanza del richiedente la prestazione, nel 90% dei casi risulta erogata a un italiano. Solo il 6% dei benefici vengono erogati a un cittadino extra-comunitario in possesso di un permesso di soggiorno.

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