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Martedì, 9 Agosto 2022
Economia Italia

Ai "domiciliari" ma col reddito di cittadinanza: assegno da 623 euro ad ex Br

Condannata a 21 anni e sei mesi per l'omicidio del giuslavorista Massimo D'Antona, Federica Saraceni dal 2005 è ai domiciliari e dallo scorso agosto ricevebbe un assegno da 623 euro grazie al reddito di cittadinanza.

"Stiamo veramente cadendo nel ridicolo". È amareggiato Potito Perruggini, nipote dell'agente di polizia Giuseppe Ciotta assassinato nel 1977 dai terroristi rossi e presidente dell'osservatorio nazionale per la Verità storica 'Anni di piombo'. È di oggi la notizia diffusa dal quotidiano La Verità che tra i beneficiari del reddito di cittadinanza vi sarebbe anche Federica Saraceni, ex terrorista delle Br

Condannata a 21 anni e sei mesi per l'omicidio del giuslavorista Massimo D'Antona, Federica Saraceni dal 2005 è ai domiciliari e dallo scorso agosto ricevebbe un assegno da 623 euro grazie al reddito di cittadinanza.

"Se non controlliamo attentamente questi cosiddetti ex terroristi (che per noi familiari non sono mai 'ex' ma rimangono tali perché hanno ammazzato e i nostri morti non saranno mai 'ex morti'), corriamo il rischio di vedere la Saraceni incassare anche la pensione di reversibilità del padre, l'ex parlamentare Luigi Saraceni", continua Perruggini.

"Del resto, questo è solo uno dei tanti episodi che ci portano a riflettere sull'argomento. Non è il primo caso, ne hanno scoperto un altro a Torino. Ci sono terroristi come Enrico Galmozzi, il killer di mio zio, che vive libero e con la libertà di minacciare attraverso Facebook.".

"Questi si sono presi gioco degli italiani e continuano a farlo - conclude il presidente dell'osservatorio 'Anni di piombo' - sulla pelle delle vittime e dei loro familiari che hanno pagato senza mai conoscere un briciolo di verità storica, che nella maggior parte dei casi è diversa da quella giudiziaria".

Riceve il reddito di cittadinanza nonostante sia ai domiciliari

La vicenda sollevata oggi dal quotidiano La Verità è surreale ma mostra quanto le maglie dei controlli siano fallaci. Il reddito di cittadinanza dovrebber essere precluso a coloro che si trovano ad essere sottoposti a 'misura cautelare personale' come si legge nei requisiti del beneficio. 

Tra le condizioni ostative, rileva il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro, anche quella di essere stati condannati in via definitiva nei dieci anni precedenti la richiesta per reati gravissimi ma da questo punto di vista l'ex Br, figlia di uno dei fondatori di Magistratura democratica, l'ex toga rossa Luigi Saraceni poi passata alla politica ed eletto in Parlamento con Ds e Verdi, è in regola: la sentenza definitiva della Saraceni risale infatti al 28 giugno 2007.

"Non è facile comprendere come le sia stato possibile ottenere dai domiciliari un assegno che dovrebbe essere propedeutico alla ricerca di un impiego", tanto che "nei prossimi giorni dovranno darne spiegazione quel ministero del Lavoro (con cui collaborava D'Antona quando venne assassinato) che ha ideato la misura e l'Inps che eroga il sussidio".

Reddito di cittadinanza, Renzi accusa: "Regole violate, Finanza controlli beneficiari" 

A farne le spese chi del reddito di cittadinanza ne sarebbe legittimamente beneficiario, ma invece vede rallentate le proprie pratiche. Con buona pace del contribuente.

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