Lunedì, 12 Aprile 2021
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Reddito di cittadinanza, le novità sostanziali all'orizzonte: cosa cambia con Draghi

Ricalibrare i parametri affinché il reddito di cittadinanza non sia penalizzante per le famiglie con più figli. Togliere il requisito dei 10 anni per gli immigrati ammettendo chiunque abbia un permesso di soggiorno di lungo periodo. Sono solo alcune delle possibili modifiche per il sussidio simbolo del M5s. Cosa cambierebbe in concreto

Reddito di cittadinanza al centro del dibattito. Come sarà modificato, aggiornato, corretto nei prossimi mesi? Se ne inizia a parlare e dalla teoria si passa alle prime, seppur vaghe, proposte e idee pratiche. "Dobbiamo confermare la rete di protezione, calibrando meglio alcune misure per avere il miglior effetto possibile" tra cui il reddito di cittadinanza che va migliorato per famiglie numerose e immigrati, spiega oggi la sottosegretaria all'Economia, Maria Cecilia Guerra, in un'intervista ad Avvenire all'indomani della pubblicazione dei dati Istat sulla povertà.

Sono 5,6 milioni le persone in povertà assoluta in Italia. L'incremento è maggiore nel Nord ma il Mezzogiorno resta l'area dove è più elevata, coinvolgendo il 9,3% delle famiglie. L'aumento della povertà assoluta si inquadra nel contesto di un calo record della spesa per consumi delle famiglie (su cui si basa l'indicatore di povertà). Secondo le stime preliminari, infatti, nel 2020 la spesa media mensile è tornata ai livelli del 2000 (2.328 euro; -9,1% rispetto al 2019). Rimangono stabili solo le spese alimentari e quelle per l'abitazione mentre diminuiscono drasticamente quelle per tutti gli altri beni e servizi (-19,2%). Il reddito di cittadinanza è oggi come oggi un aiuto essenziale per molte famiglie.

Reddito di cittadinanza 2021: cosa può cambiare

Al contempo le criticità sono evidenti e il sussidio andrà in qualche modo aggiornato. Nel dettaglio, secondo Guerra, il reddito di cittadinanza "va rivisto con due correttivi principali. Il primo intervento, appunto, è togliere il requisito dei 10 anni per gli immigrati ammettendo chiunque abbia un permesso di soggiorno di lungo periodo. L'altra correzione fondamentale è quella di ricalibrare i parametri affinché il Rdc non sia penalizzante per le famiglie con più figli. Anche per evitare che molti minori crescano in condizioni di difficoltà in partenza da cui è difficile uscire in futuro".

Per quanto riguarda poi gli autonomi "sta per uscire un nuovo decreto, al massimo entro la prossima settimana, che darà sostegno alle attività produttive e alle famiglie in difficoltà. Si riproporrà la misura del Reddito di emergenza, verrà rifinanziato il Rdc e verranno confermati i sistemi di protezione del lavoro (compresa la cassa in tutte le sue declinazioni). Il governo avrà sicuramente attenzione per gli autonomi, una categoria particolarmente colpita, perché c'è idea di intervenire a sostegno di tutti soggetti a partita Iva. È ancora presto però per parlare di cifre".

Poi "al ministero del Lavoro si sta lavorando per fornire risposte adeguate sui congedi parentali e i bonus baby sitter, che vanno confermati come alternativi" prosegue ancora Guerra "Del resto, andiamo incontro a una situazione dura con la chiusura delle scuole e cercheremo di produrre il massimo sforzo per andare incontro alle esigenze di lavoratori e famiglie".

Si ipotizza poi anche una restrizione dell’ambito del suo rinnovo dopo i 18 mesi per tutti i percettori riconosciuti "occupabili", senza possibilità di rinnovo, il tempo necessario quindi per trovare un’occupazione. Altro intervento sollecitato da più parti riguarderebbe l’introduzione di un sistema premiante (tutto da definire) a favore dei percettori che hanno trovato occupazione. Una delle più insistenti critiche è che RdC deriva dalla normativa sottostante, che in alcuni casi può disincentivare il percettore a cercare occupazione, e condurlo senza dubbio alcuno a richiedere il rinnovo del sussidio alla scadenza dei 18 mesi.  

Reddito di cittadinanza: che cosa non ha funzionato

"Oggi uno strumento di sostegno universale al reddito va mantenuto, è previsto in tutti i Paesi, tanto più in tempi di crisi pandemica ma il reddito di cittadinanza ha limiti enormi perché, come ha ammesso anche Di Maio, mette assieme sostegno alla povertà e sostegno a politiche del lavoro, che sono cose diverse. Una correzione sarà obbligata". Pochi giorni fa la ministra per il Sud, Mara Carfagna, aveva posto nuovamente sotto i riflettori il sussidio simbolo del Movimento 5 stelle "di governo". A oggi il reddito di cittadinanza riguarda direttamente e indirettamente 3 milioni di italiani (1,25 milioni i nuclei familiari percettori di reddito o pensione di cittadinanza. L'importo medio è 528 euro.

Se in questi anni come sostegno anti-povertà ha sicuramente funzionato (e anche i suoi detrattori lo hanno ammesso, i sussidi sono essenziali per determinate fasce in difficoltà economica), invece in fase di ricerca di un posto di lavoro le cose non sono andate affatto allo stesso modo. Il 61% dei nuclei percettori e il 65% delle persone hanno la residenza al Sud o nelle Isole maggiori.

Cosa pensa Mario Draghi del reddito di cittadinanza?

Mario Draghi non sembra avere il profilo da "nemico" del reddito di cittadinanza. Lo sviluppo di lungo periodo "non è possibile senza l'etica" scriveva proprio Draghi dodici anni fa, nel 2009 . Ma anche lo scorso anno sul Financial Times, Mario Draghi aveva affrontato il tema del debito buono e del debito cattivo: "La questione fondamentale non è se, ma in che modo lo Stato possa fare buon uso del suo bilancio". Faceva cenno proprio al reddito di base, altra cosa rispetto al reddito di cittadinanza, ma simile come ragionamento di fondo. "La priorità - scriveva Draghi -  non deve essere solo fornire un reddito di base a chi perde il lavoro, ma si devono innanzitutto proteggere le persone dal rischio di perdere il lavoro". Al Meeting ciellino di Rimini del 2020, ospite d’onore, l'ex capo della Bce disse: "Nelle attuali circostanze il pragmatismo è necessario. (…) Dobbiamo accettare l'inevitabilità del cambiamento con realismo e, almeno finché non sarà trovato un rimedio, dobbiamo adattare i nostri comportamenti e le nostre politiche".

"I sussidi servono a sopravvivere, a ripartire. Ai giovani bisogna però dare di più perché i sussidi finiranno e se non si è fatto niente resterà la mancanza di una qualificazione professionale che potrà sacrificare la loro libertà di scelta e il loro reddito futuri". Le critiche che Draghi potrebbe esplicitare nei confronti del reddito di cittadinanza sono quindi legate alla mancanza di visione di lungo periodo, non ai sussidi economici in sé e di per sé. Una ricalibrazione del reddito di cittadinanza per renderlo in qualche modo più sostenibile per le casse dello stato colpite dalla crisi economica legata al Covid-19: questo sì, è uno scenario realistico. E Draghi è il più realista dei realisti.

Intanto il decreto Sostegno, atteso la settimana prossima sul tavolo del Consiglio dei ministri, dovrebbe contenere 1 miliardo per rifinanziare il reddito di cittadinanza e le risorse per due nuove mensilità (febbraio e marzo) del reddito di emergenza. Il rifinanziamento del reddito di cittadinanza punta non solo a contenere la nuova ondata di povertà, ma anche a replicare, seppure in parte, l’impatto anti-povertà positivo che ha avuto nel 2019 e poi, in maniera più leggera, nel 2020, quando la pandemia ha cambiato tutto.

Reddito di cittadinanza: i requisiti per chiederlo nel 2021

Il richiedente deve essere cittadino maggiorenne in una delle seguenti condizioni: italiano o dell’Unione Europea; cittadino di Paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, o apolide in possesso di analogo permesso. cittadino di Paesi terzi familiare di cittadino italiano o comunitario titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente; titolare di protezione internazionale. È, inoltre, necessario essere residente in Italia per almeno 10 anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo.

Il nucleo familiare deve essere in possesso di:

  • un valore ISEE inferiore a 9.360 euro (in presenza di minorenni, si considera l’ISEE per prestazioni rivolte ai minorenni);
  • un valore del patrimonio immobiliare in Italia e all’estero, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 30.000 euro;
  • un valore del patrimonio mobiliare non superiore a 6.000 euro per il single, incrementato in base al numero dei componenti della famiglia (fino a 10.000 euro), alla presenza di più figli (1.000 euro in più per ogni figlio oltre il secondo) o di componenti con disabilità (5.000 euro in più per ogni componente con disabilità e euro 7.500 per ogni componente in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza).
  • un valore del reddito familiare inferiore a 6.000 euro annui, moltiplicato per il corrispondente parametro della scala di equivalenza (pari ad 1 per il primo componente del nucleo familiare, incrementato di 0,4 per ogni ulteriore componente maggiorenne e di 0,2 per ogni ulteriore componente minorenne, fino ad un massimo di 2,1, ovvero fino ad un massimo di 2,2 nel caso in cui nel nucleo familiare siano presenti componenti in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza, come definite ai fini dell’ISEE). Tale soglia è aumentata a 7.560 euro ai fini dell’accesso alla Pensione di cittadinanza. Se il nucleo familiare risiede in un’abitazione in affitto, la soglia è elevata a 9.360 euro.

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