Domenica, 28 Febbraio 2021

Reddito di cittadinanza, il piano del governo in due fasi: i soldi arriveranno dopo

La conferma è arrivata dal premier Conte durante l'intervento al Senato: “Il reddito di cittadinanza sarà proporzionale e condizionato”

Conte, Di Maio e Salvini

Il reddito di cittadinanza, insieme alla Quota 100 e alla pensione di cittadinanza, sono tra le misure più importanti contenute nel contratto di governo tra Lega e M5s, proprio perché rivolte ai cittadini in difficoltà economiche o ai pensionati con un assegni troppo bassi. Proprio il reddito di cittadinanza, vero cavallo di battaglia del programma a 5 stelle, è tra le misure più 'richieste' dagli italiani, che cercano sul web dettagli e chiarimenti su questo sussidio che mira a contrastare la povertà. Ulteriori informazioni a riguardo le ha date il neo presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel suo intervento al Senato: “L'obiettivo del Governo è assicurare un sostegno al reddito a favore delle famiglie più colpite dal disagio socio-economico. Il beneficio verrà commisurato alla composizione del nucleo famigliare e sarà condizionato alla formazione professionale e al reinserimento lavorativo”.

Reddito di cittadinanza in due fasi

Stando alle parole di Conte, sarà una misura proporzionale e condizionata da diversi fattori, ma la vera novità sta nella modalità di attuazione, che secondo il premier avverrà in due fasi: “ Ci proponiamo, in una prima fase, di rafforzare i centri per l'impiego, in modo da sollecitare l'incontro tra domanda e offerta di lavoro con la massima efficienza e celerità possibili. Nella seconda fase, verrà erogato il sostegno economico vero e proprio”. 

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Quindi, chi si aspettava subito l'erogazione di assegni per le persone in difficoltà rimarrà deluso. Almeno in un primo momento, stando alle dichiarazioni del premier, l'impegno verrà concentrato nel potenziare centri per l'impiego in modo da renderli più efficienti e rapidi nel trovare occupazione alle persone in cerca di lavoro. Va infatti ricordato che il reddito di cittadinanza non è un 'regalo', ma una sorta di sussidio di disoccupazione da erogare fino a quando il soggetto in questione non trova un posto di lavoro che gli permetta di vivere una vita dignitosa. Senza un adeguato rafforzamento dei centri per l'impiego le casse dello Stato potrebbero rischiare un salasso senza precedenti, proprio per questo era anche stata ipotizzata l'idea di rendere la misura 'a tempo', una possibilità che al momento non sembra percorribile

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Reddito di cittadinanza, le coperture

Resta in piedi l'unico e più forte dubbio sul reddito di cittadinanza: le coperture economiche. Secondo Confindustria, la 'promessa elettorale' dei 5 stelle sarebbe uno spreco, mentre secondo il presidente dell'Inps Boeri ci vorrebbero circa 35 miliardi di euro per realizzare questa misura, a cui viene preferita quella attualmente in vigore, il Rei (Reddito di inclusione). Nei giorni scorsi era arrivato anche l'attacco di Deborah Bergamini, deputata di Forza Italia, che aveva messo in dubbio il piano Lega-M5s: “I conti non tornano. Con entrate aleatorie e spese certe, la misura voluta dai grillini sembra sempre più irrealizzabile. Anzi, al Sud si troveranno senza reddito di cittadinanza e dovranno pagare il costo del debito pubblico”. Un'accusa rimandata al mittente dal leghista Alberto Brambilla: “Sui fondi per il reddito di cittadinanza ci aiuterà il riordino degli ammortizzatori introdotti con il Jobs Act. Inutile tenere in piedi Naspi, Discoll, Asdi, reddito di inserimento”. 

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