Reddito di cittadinanza, l'ammissione del big M5s: "Abbiamo sbagliato"

Il reddito di cittadinanza, vero e proprio cavallo di battaglia del Movimento 5 stelle, si trova davanti a seri problemi e ora il senatore Gianluigi Paragone spiega: "Non l'abbiamo saputo costruire perché abbiamo accelerato troppo"

Il vice premier e leader del M5s Luigi Di Maio con Gianluigi Paragone (D) sul palco di Italia 5 Stelle al Circo Massimo, Roma, 20 ottobre 2018. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Col reddito di cittadinanza "abbiamo sbagliato a incardinarlo con grande frenesia". Lo dice il senatore Gianluigi Paragone, ospite di in Mezz'ora in più su Rai 3.

"Non l'abbiamo saputo costruire perché abbiamo accelerato troppo, assolutamente".

Che la misura vero e proprio cavallo di battaglia del Movimento 5 stelle presenti più di un problema è ormai cosa nota: se i beneficiari si dicono scontenti per i sussidi troppo esigui, a conti fatti anche nei numeri il provvedimento che doveva cancellare la povertà non ha aiutato molti indigenti. Tanto che l'Inps ha da poco attivato un'attività di informazione specifica per segnalare la possibilità del beneficio a quanti non vi avessero fatto ricorso perché non adeguatamente informati. 

Vi è anche un altro aspetto, forse ancora più grave: la cosiddetta fase due, ovvero quella relativa alle offerte di lavoro da presentare ai beneficiari, non è ancora partita, anzi, rischia di slittare ancora nel tempo. Molti dei patti per il lavoro restano ancora da firmare e come denuncia una inchiesta del Corriere della Sera gli stessi navigator non sarebbero ancora in grado neppure di ricercare tra le aziende che possono offrire posti di lavoro. In pratica i navigator non solo non starebbero parlando con le imprese per comprendere le loro esigenze e intermediare fra loro e i disoccupati, ma non sanno neanche come si fa perché aspettano corsi che ancora non sono iniziati.

Reddito di cittadinanza, effetto "rimbalzo": che cosa preoccupa adesso 

Di fatto anche i "progetti di utilità collettiva", i nuovi lavori socialmente utili da affidare ai percettori del reddito, non partono perché il decreto ad hoc è appena stato varato e mancano i piani dei comuni.

Insomma, un vero e proprio fiasco che potrebbe pesare sulla credibilità del principale sponsor del provvedimento: il movimento 5 stelle. Il senatore Paragone lo dice chiaro e torno: "Il M5S così non sta funzionando".

"Quando perdi milioni di voti devi fare il processo non al capo politico, ma all'intero Movimento. Io mi metto per primo, nel momento in cui sto palesando il mio pensiero".

Ma dal senatore che più volte si è trovato in dissenso con la linea del Movimento arriva anche una durissima constatazione, molto sibillina se vogliano. A domanda diretta sul futuro del Governo, la risposta di Gianluigi Paragone è stata tutt'altro che diplomatica.

"Il governo Conte andrà avanti?"

"Per me no, però non credo che in caso di caduta finisca la legislatura: per me questa legislatura può durare più del governo Conte"

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