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Lunedì, 27 Maggio 2024
Volgiamo lo sguardo altrove

Reddito di cittadinanza: all'estero l'assegno è più generoso? Ecco come funziona

Quali sono le forme di sostegno in vigore in Francia, Spagna e Germania e a quanto ammonta l'assegno per i beneficiari

In Italia la sua introduzione ha diviso l'opinione pubblica e provocato discussioni e polemiche durate anni. Tant'è che alla fine, con il cambio di legislatura, il nuovo governo ha rimesso tutto in discussione (o quasi). Ma come funziona il reddito di cittadinanza negli altri Stati europei? Una delle argomentazioni più usate dai difensori del Rdc è proprio il fatto che nel resto d'Europa le varie forme di sostegno contro la povertà sono realtà già da molto tempo e nessuno si sognerebbe di cancellarle. Ma quali sono nei fatti gli strumenti messi in campo dai governi delle altre nazioni? Quali requisiti prevedono? E soprattutto: di quali importi parliamo? 

Revenu de solidarité active: il sussidio in vigore in Francia

Proviamo a capirlo insieme. Iniziando dalla Francia. Dove chi è in difficoltà economiche ha diritto al "Revenu de solidarité active" (Rsa) il cui importo minimo nel 2023 parte da poco meno di 600 euro, ma che per una coppia con 3 figli può sfiorare anche i 1.500 euro, mentre se i figli sono due si ferma a 1.250 euro circa. In Italia il contributo minimo per un single è invece di 500 euro a cui si aggiunge una quota per chi è in affitto che può arrivare fino a 280 euro. Una coppia con 3 minori percepisce circa 1.000 euro al mese (contributo per l'affitto escluso). 

L'Rsa può essere chiesto da tutti gli over 25 che hanno una residenza stabile in Francia, ovvero che trascorrono nel Paese almeno nove mesi l'anno, a patto (ovviamente) di avere un reddito inferiore a una determinata soglia. Chi ha tra 18 e 25 anni ha diritto all'assegno solo se ha già lavorato almeno due anni a tempo pieno o ha un minore a carico. I cittadini europei possono richiedere il sussidio se vivono in Francia da almeno 3 anni, ma devono aver già svolto un impiego ed essere iscritti al Pôle Emploi, il centro per l'impiego. Per gli extracomunitari è invece obbligatorio essere in possesso di un un permesso di soggiorno della durata di almeno 5 anni. I beneficiari sono tenuti a cercare attivamente un lavoro: se rifiutano di registrarsi al Pôle Emploi, non intendono sottoscrivere il "contrat d'insertion" o non accettano un'offerta di lavoro senza motivo il sussidio può essere prima ridotto e poi revocato del tutto. 

Il reddito di base in Spagna

In Spagna è invece in vigore l'Ingreso Mínimo Vital. Il beneficio spetta ai cittadini con almeno 23 anni che sono in condizioni di vulnerabilità economica, ovvero il cui reddito è di almeno 10 euro più basso rispetto all'importo mensile che gli verrebbe garantito dal "reddito minimo vitale". Un po' come avviene in Italia con l'Isee. L'importo minimo è pari a poco meno di 500 euro, ma è prevista una maggiorazione del 22% per chi ha un'invalidità pari o superiore al 65%. Inoltre, esattamente come in Italia e Francia, è prevista una scala di equivalenza che rimodula l'ammontare dell'assegno a seconda dei componenti del nucleo familiare. Per una famiglia ("unità di convivenza") composta da due adulti o un adulto e un minore l'importo del sussidio è di circa 640 euro; se i componenti del nucleo familiare sono 3 sale a poco più di 780 euro, mentre con 5 componenti si arriva a 1.080 euro. In questo caso dunque il sussidio italiano è più generoso. 

Come funziona in Germania

E veniamo al reddito di cittadinanza tedesco, meglio conosciuto come Bürgergeld. Il sostegno economico (Hartz IV) viene erogato a tutti coloro che non hanno un reddito sufficiente per mantenersi o mantenere la propria famiglia, anche se in possesso di un lavoro. L'Hartz IV copre l'assicurazione sanitaria e i costi dell'affitto e del riscaldamento. 

Il sistema delle sanzioni funziona in questo modo: nel caso in cui il beneficiario del sussidio rifiuti un lavoro o un corso di formazione, il contributo diminuirà del 30%, del 60% al secondo rifiuto per poi venire azzerato al terzo.

Con l'anno nuovo in Germania è entrata in vigore una riforma complessiva del Bürgergeld. La prima novità e che ci sarà un aumento del contributo che per una persona singola passerà da 449 a 502 euro, con un incremento di 53 euro.

Con la riforma Berlino vuole dare un segnale diverso anche sul versante del lavoro abbandonando le logiche punitive del passato. Ciò vuol dire che la priorità non sarà trovare un qualunque lavoro ai beneficiari, ma un lavoro di qualità e più in linea con le loro aspirazioni.  A tale fine viene riconosciuto un "periodo di attesa", e quindi di maggiore tolleranza, nel primo anno del sussidio. Inoltre le sanzioni che colpiscono chi non collabora adeguatamente sono ora meno dure, e i sussidi per chi magari non si presenta a un appuntamento di lavoro senza una valida giustificazione possono essere del 10%, del 20% e anche del 30% ma non oltre. 

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