Martedì, 18 Maggio 2021

Palermo, in 15 mesi scoperti quasi 500 furbetti del reddito di cittadinanza. Una truffa da 5 milioni

Solo da gennaio a oggi tra città e provincia sono state denunciate 270 persone per falso e truffa. E recuperare le somme è molto difficile

Foto di repertorio

Tra il primo gennaio e oggi, solo tra Palermo e provincia sono stati scovati 270 "furbetti del reddito di cittadinanza" che complessivamente avrebbero percepito indebitamente 2 milioni e 400 mila euro. Nel 2020, invece, erano stati in tutto 200 per un totale di 2 milioni e 300 mila euro in realtà non spettanti. I dati sono in continua crescita, spiega PalermoToday, basta pensare che nel 2019 (il Reddito di cittadinanza è stato introdotto con una norma ad aprile di quell'anno), erano state individuate appena 25 persone, che avrebbero sottratto 340 mila euro in tutto. Facendo due semplici calcoli, dall'introduzione del sussidio, soltanto la guardia di finanza di Palermo ha denunciato 495 "furbetti" per falso e truffa aggravata, che avrebbero intascato poco meno di 5 milioni di euro (4 milioni e 940 mila euro circa) senza averne diritto.

Le ultime 74 persone sono state scoperte oggi: tra loro c'era chi aveva omesso di dichiarare vincite al gioco per importi superiori a 20 mila euro ma anche proprietari di immobili.

Molto spesso i percettori hanno i tra i 40 e i 50 anni, sono più uomini che donne, vivono in città e nei comuni della provincia ed hanno una certa tendenza ad ommettere dati importanti - possesso di immobili, auto o moto di valore, ma anche vincite online - per definire i loro redditi. E' questo l'identikit sommario di chi percepisce indebitamente il Reddito di cittadinanza. E sono davvero molti i "furbetti", tanto che soltanto il comando provinciale della guardia di finanza di Palermo in meno di 15 mesi - cioè da gennaio dell'anno scorso a ieri - ne ha beccati 470. 

Mediamente, come spiegano gli investigatori, su mille controlli almeno il 20 per cento risulta percepire indebitamente un sussidio, che può essere il Reddito, ma anche il bonus spesa, per esempio. Come viene fuori dagli accertamenti del comando provinciale della guardia di finanza, molto spesso ci si "dimentica" di segnalare vincite online, anche molto consistenti. Dal 2019 complessivamente sono stati 3 milioni e 300 mila euro le somme intascate in questo modo e nascoste all'Inps da coloro che non avrebbero dunque avuto diritto al sussidio.

Difficile recuperare i soldi ottenuti senza diritto

I controlli vengono compiuti a ritmo serrato, ma se fossero fatti a monte, dall'Inps, questo permetterebbe di non erogare i soldi a chi non spettano. Visti i tempi troppo stretti in cui può operare l'istituto di previdenza, si è costretti ad intervenire a valle, ovvero quando ormai il sussidio è già stato speso da chi ha dichiarato il falso per ottenerlo. Anche perché le somme erogate devono essere utilizzate mensilmente, altrimenti viene decurato il 20 per cento della cifra spettante il mese successivo. La guardia di finanza individua una parte dei "furbetti", ma concretamente è molto difficile che lo Stato possa rientrare in possesso di quanto percepito indebitamente. A Palermo e provincia, come detto, si parla di quasi 5 milioni andati in fumo. La denuncia per falso e truffa aggravata, invece, può portare a condanne fino a 6 anni di carcere, che non è detto però vengano poi concretamente scontati in cella.
 

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