Reddito di cittadinanza, c'è la piccola grande svolta: chi può fare subito domanda

Chi si ritrova in difficoltà per aver, ad esempio, perso il lavoro potrà fare più agevolmente richiesta dell'Isee corrente, senza attendere l'anno seguente per ricevere sussidi. Il ministero del Lavoro: "Si allargherà la platea dei beneficiari del reddito di cittadinanza"

Reddito di cittadinanza, c'è la piccola grande svolta: chi può fare subito domanda

Reddito di cittadinanza, la platea si allarga (da subito). Qual è la rilevante novità degli ultimi giorni? Lunedì 7 ottobre, due giorni fa, è stato reso disponibile dal Ministero del Lavoro il nuovo modulo per chiedere l'Isee corrente. E' una conseguenza del Decreto crescita, che introduce modifiche. Cambiano i requisiti, diventano meno stringenti: da oggi basterà che si verifichi una (e non due come in passato) delle seguenti condizioni per chiedere l'Isee corrente: interruzione o riduzione dell’attività lavorativa o risoluzione del rapporto di lavoro in caso di contratto a tempo indeterminato; variazione della situazione reddituale del proprio nucleo familiare superiore al 25 per cento; interruzione di un qualche trattamento dalla pubblica aministrazione (trattamento assistenziale, previdenziale o indennitario esente da Irpef).

Reddito di cittadinanza e Isee corrente: legame forte

Che cos'è l'Isee corrente? E' un'istantanea, la più precisa e focalizzata a disposizione, per calcolare la situazione economica. E' legato al reddito di cittadinanza perché chi si ritrova in difficoltà economiche per aver perso ad esempio il lavoro potrà fare più agevolmente richiesta dell'Isee corrente e accedere così ai trattamenti antipovertà proprio come il reddito di cittadinanza.  Fino a oggi invece era più arduo richiedere l'Isee corrente, quindi meno persone potevano fare immediatamente richiesta per il reddito di cittadinanza, rassegnandosi ad attendere l'anno seguente e l'Isee ordinario prima di fare la domanda per il sussidio. 

Reddito di cittadinanza, così si allarga la platea di beneficiari

Facciamo un esempio: quest'anno - 2018 - coloro che speravano di ottenere il reddito di cittadinanza pur avendo lavorato nel 2017, di fatto erano molto spesso esclusi. Se infatti l'Isee preso come riferimento per capire se si avessero o meno i requisiti per il reddito di cittadinanza era quello dell'anno precedente, chi aveva perso il lavoro da poco in molte situazioni era sostanzialmente "fuori gioco" se il reddito complessivo della famiglia non scendeva di oltre un quarto.

Ora non sarà più così. L'Isee corrente quindi, in sintesi, può essere ottenuto quando peggiorano (o migliorano, ovviamente) le condizioni economiche familiari. E' giustissimo - non possono esserci polemiche su questo punto preciso - che eventuali benefici e agevolazioni a cui si ha diritto vengano erogati senza attendere tempi lunghi.

Il ministero del Lavoro spiega che così si cerca di "rendere meno rigidi i requisiti per ottenere l'indicatore provvisorio e venire incontro alle esigenze di quei cittadini cui è mutata, in peggio, la situazione economica. In conseguenza di ciò, si allargherà pure la platea dei beneficiari che potranno accedere al reddito di cittadinanza". Il nuovo Isee corrente avrà sei e non più due mesi di validità, aggiunge il Sole 24 Ore.

Rdc, come integrare la domanda e non avere brutte sorprese

In base agli ultimi dati disponibili, alle 8 di ieri mattina, 8 ottobre, erano già 264.637 le autocertificazioni integrative delle domande di Reddito o Pensione di Cittadinanza ricevuta dall'Inps in risposta agli sms inviati a quanti avevano presentato la domanda prima del 2 aprile 2019. Lo comunica l'Inps. Si tratta del 48,87 per cento del totale, che ha già dato riscontro nei primi 2 giorni lavorativi da quando è stato messo a disposizione sul sito istituzionale il link al quale collegarsi per integrare la domanda.

"Si ricorda che la necessità dell'integrazione delle domande nasce dalla circostanza che le prime richieste sono state effettuate, a partire dal 6 marzo 2019, utilizzando il modello che era stato elaborato in base a quanto prescritto dal Decreto Legge istitutivo del beneficio (D. L. 4 del 2019). Successivamente, la Legge di conversione (L. 26 del 2019) ha apportato modifiche al Decreto Legge istitutivo, chiedendo agli interessati di produrre ulteriore documentazione. Questo ha reso necessario cambiare il modello di domanda. Dal 2 aprile 2019 le domande sono state presentate secondo la nuova modulistica", spiega l'Inps. "La stessa Legge ha previsto che chi aveva legittimamente presentato la domanda prima del 2 aprile continuasse comunque a percepire il beneficio fino a settembre.

Da ottobre 2019 occorre però allineare il contenuto delle dichiarazioni rese da chi ha presentato la domanda nel mese di marzo a quello previsto dalla Legge di conversione", prosegue l'Inps. "Gli interessati sono stati avvertiti di questa possibilità tramite sms o e-mail ai recapiti da loro indicati. Messaggi che sono stati quindi inviati non per sollecitare nuove domande, ma per consentire a chi aveva già presentato domanda a marzo di integrarla in maniera molto semplice utilizzando il collegamento telematico e, permanendo il diritto, non subire la sospensione dell'erogazione della prestazione". "Il collegamento alla pagina rimarrà sempre attivo. Solo per le domande aggiornate fino al 21 ottobre, però, sarà possibile l'elaborazione nei tempi utili per la liquidazione della rata di Rdc/Pdc spettante per la mensilità di ottobre. Per chi effettuerà l'aggiornamento dopo il 21 ottobre, la prestazione resterà sospesa sino all'acquisizione della dichiarazione", conclude l'Inps.

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