Reddito di cittadinanza, quando l'offerta di lavoro può arrivare da tutta Italia

Cosa prevede la bozza del maxi-decreto voluto dal governo, ancora oggetto di limature

Reddito di cittadinanza, arriva la stretta. La nuova bozza della misura bandiera del Movimento Cinque Stelle, che approderà in Consiglio dei ministri giovedì prossimo, conterrebbe misure 'anti-divano' per disincentivare l'assistenzialismo. Fonti dell'esecutivo hanno spiegato all'Adnkronos che "nessuno prenderà il reddito a vita", grazie ad una serie di provvedimenti ad hoc. Si parte dall'offerta di lavoro. La prima, viene specificato, arriverà infatti in un raggio di 100 Km e nel caso in cui dovesse essere rifiutata, la seconda offerta prevederà un raggio di 250 km.

Reddito di cittadinanza: la terza offerta di lavoro da tutta Italia

In caso di un nuovo rifiuto, la terza offerta può arrivare da ogni angolo d'Italia. Sarebbe stata esclusa l'ipotesi circolata nelle ultime ore di revocare il reddito già dopo il rifiuto della prima offerta: "Lo spirito di queste misure è fare in modo che le persone accettino già il primo lavoro", spiegano le fonti. Il governo mira a far sì che "le offerte di lavoro arrivino in tempi brevi" in modo da stanare eventuali furbetti che lavorano in nero. La bozza prevede inoltre incentivi per chi accetta di spostarsi, mentre i componenti di famiglie con disabili saranno invece esentati dagli spostamenti.

reddito cittadinanza-4

Secondo i criteri previsti in tutte le bozze circolate finora, per "offerta congrua" si intende un lavoro entro i cento chilometri dalla residenza nei primi sei mesi di percezione del reddito, che salgono a 250 chilometri superati i sei mesi. Oltre i 18 mesi, per chi quindi ottiene un rinnovo del beneficio, è considerata "congrua" un'offerta di lavoro "ovunque nel territorio italiano", nel caso in cui nel nucleo familiare non figurino né minori né disabili.

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Nel testo si legge inoltre che l'Inps potrà scrivere ai potenziali destinatari del reddito di cittadinanza, per avvisarli che ne hanno diritto. Il maxi-decreto conferisce infatti all'istituto 30 giorni per predisporre i moduli per fare domanda di Rdc. "L'Inps - si legge nella bozza - è autorizzato ad inviare comunicazioni informative mirate sul reddito ai nuclei familiari che, a seguito dell'attestazione dell'Isee, presentino valori dell'indicatore o di sue componenti compatibili" con i criteri per l'accesso al sussidio governativo.

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