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Domenica, 5 Dicembre 2021
Sussidi che restano

Reddito di cittadinanza 2022: le due grosse novità in arrivo dal 1º gennaio (e Beppe Grillo lo difende a spada tratta)

Il fondatore M5s: "Ogni critica non è un attacco al M5S, ma un’offesa a oltre 3 milioni di persone che fino a ieri non riuscivano a mettere insieme il pranzo con la cena, e che finalmente non si sentono più invisibili". Cosa cambierà dal 1 gennaio 2022

Resterà, ma cambierà. E non si tratterà probabilmente solo di dettagli. Il reddito di cittadinanza è stato rifinanziato con 1 miliardo per portare la spesa 2022 al livello del 2021, pari a 8,6 miliardi. In realtà il governo Draghi aggiungerebbe solo circa mezzo miliardo per l’anno prossimo, visto che a bilancio ci sono già i 474 milioni assicurati dal governo Conte II nel 2020.

Reddito di cittadinanza: due strette nel 2022

Vengono introdotte anche due strette: una sui controlli potenziati ex ante, anziché ex post come oggi, e un meccanismo di incentivi e disincentivi per spingere al lavoro i beneficiari. I dettagli sono tutti da definire. Si pensa a un taglio dell’assegno se si rifiuta l’offerta di lavoro e alla possibilità di cumulare Reddito e occupazione part-time.

Il reddito di cittadinanza è difeso tanto dal M5S quanto dall Pd, per voce del ministro Orlando, anche se rispetto alla richiesta iniziale, si è avuta una sforbiciata di 0,5 miliardi nella cifra finale messa a disposizione per l'anno prossimo. Si prevede scatterà un meccanismo di décalage dell’assegno, in caso di rifiuto della seconda offerta di lavoro (attualmente il percettore del Rdc incassa lo stesso importo che perde solo al rifiuto della terza offerta “congrua” di lavoro). Il governo ha anche annunciato una stretta sui controlli in chiave anti furbetti.

Altra possibile novità dovrebbe essere una marcata semplificazione per l'accesso agli sgravi contributivi per le aziende che assumono i percettori del Rdc: la legge istitutiva ha fissato un numero eccessivo di paletti e in due anni e mezzo gli incentivi incassati dai datori di lavoro sono relativi a meno di 400 assunzioni.

Pensioni con Quota 102 e reddito di cittadinanza con décalage: come sarà la manovra di Draghi

Grillo difende il reddito di cittadinanza: "Riforme sociali tra le più importanti della storia"

"Il Reddito di Cittadinanza è una delle riforme sociali più importanti della storia della nostra repubblica". Lo scrive il fondatore del M5s, Beppe Grillo, difendendo su Twitter la misura di sostegno contro la povertà voluta dal movimento in un lungo post. "Proviamo quindi a 'far di conto'", sul reddito di cittadinanza scrive sul suo blog "Giuseppe rag. Grillo" (così si firma)  partendo dai dati Inps aggiornati agosto 2021 che "ci raccontano che sono 1,36 milioni i nuclei beneficiari, per oltre 3 milioni di persone, con un importo medio di 546 euro, in particolare. Prevalgono i nuclei composti da tre e quattro persone, rispettivamente 646mila e 673mila. I nuclei con minori sono quasi 443mila, con un numero di persone coinvolte di oltre 1,64 milioni, mentre i nuclei con disabili sono quasi 231mila, con oltre 536mila persone coinvolte.

"La platea dei percettori di Reddito di cittadinanza e di Pensione di Cittadinanza è composta da 2,58 milioni di cittadini italiani, 318mila cittadini extra comunitari con permesso di soggiorno UE almeno da 10 anni in Italia, e 119mila cittadini europei. La distribuzione per aree geografiche vede 592mila beneficiari al Nord e 427mila al Centro, mentre nell’area Sud e Isole supera i 2 milioni di percettori".

"Nel corso del 2020, all’apice del periodo pandemico, i beneficiari di reddito di cittadinanza - continua Grillo - sono arrivati a 3,7 milioni di persone. Insieme al reddito di emergenza sono state raggiunte quasi 5 milioni di poveri, quanti ne certificava l’Istat, più o meno, in povertà assoluta. Il reddito di cittadinanza serve anche ad integrare il reddito da lavoro, per molti, i cosiddetti working poor, part time, mamme sole con bambini, che non raggiungono una certa soglia. Il 20% circa dei beneficiari di reddito di cittadinanza riceve una integrazione di reddito. Nel 2020, prima della Pandemia, l’Istat certificava una drastica riduzione della povertà sul 2019, grazie al rdc. Il coefficiente di Gini, ovvero l’indice che misura la disuguaglianza, si è ridotto di quasi un punto. Anche la Caritas ha riconosciuto più volte il grande ruolo svolto dal RdC di contrasto alla povertà. Per molti il RdC è l’unica forma di reddito. Una liberazione anche dallo sfruttamento, dal soggiogo, dal lavoro nero e dai salari da fame.

"Un 'salario di riserva' come dicono gli economisti, che in assenza di un salario minimo legale - si legge nel post - offre un cuscinetto al di sotto del quale non si sprofonda in povertà assoluta, e si è liberi di decidere se accettare un lavoro da fame o continuare a cercare senza morire di fame. Durante la Pandemia, insieme al Reddito di emergenza è stato non solo uno strumento di contrasto alla povertà, ma anche una tutela verso la disperazione, che ha consentito quella necessaria coesione sociale, contro i rischi di tenuta civile".

"La maggior parte di queste persone, oltre i 2/3, non sono occupabili, ma sono minori, disabili, anziani - continua il fondatore M5s - Si legge nell’ultimo Rapporto dell’Inps che negli anni precedenti all’introduzione del RdC, gli attuali percettori non risultavano proprio negli archivi contributivi come lavoratori: solo una piccola percentuale, meno del 20%, aveva un record di 9 settimane all’anno di lavoro. Gli occupabili quindi sono pochi, circa 700 mila persone, e di questi secondo i dati dell’Anpal, circa 350mila persone hanno avuto un contratto di lavoro. Si tratta comunque di occupabili con scarse qualifiche, istruzione bassa, in prevalenza licenza media ed elementare. Inclusione, assistenza e formazione questo serve a queste persone. I controlli sono sia ex ante che ex post. Ex ante l’Inps ha rifiutato 1 milione di domande. Quindi circa il 40% grazie a controlli incrociati su reddito e patrimonio. Inoltre, l’INPS ha revocato 130mila domande di RdC circa, per motivi vari tra cui: false dichiarazioni di reddito, di patrimonio, di residenza, di nucleo, oppure omissione di dichiarazione di condannati per specifici reati, all’interno del nucleo".

I furbetti pesano "solo" l'1 per cento sul totale

"Ex post - continua Grillo - la Guardia di Finanza insieme ad Inps e le altre forze dell’ordine, hanno contestato a percettori irregolari circa 217 milioni di euro, di cui 127 milioni già recuperati. Si tratta di circa l’1% di prestazione RdC irregolarmente spesa ad oggi. Questa quindi è una delle misure più controllate. Purtroppo le truffe esistono su tante prestazioni: false invalidità, percettori di naspi con lavoro nero, cassa integrazione ad aziende che non ne hanno bisogno o che fanno lavorare i beneficiari anche in cassa integrazione, ecc, e spesso per un valore superiore all’1%.

"Ma questi dati non fanno notizia. Per chi avesse ancora voglia di svilire una delle idee più rivoluzionarie di questo paese, ricordo che ogni critica al reddito di cittadinanza non è un attacco al M5S, ma un’offesa a oltre 3 milioni di persone che fino a ieri non riuscivano a mettere insieme il pranzo con la cena, e che finalmente non si sentono più invisibili", conclude Grillo.

Sileoni (Fabi): "Via il reddito a chi rifiuta un lavoro"

"Il reddito di cittadinanza va difeso, ma è chiaro che chi rifiuta un lavoro non può riceverlo. Fino a oggi, ha fallito per due cause principali. La prima dal punto di vista organizzativo, soprattutto nel Sud del Paese, lo Stato è pressoché assente: il collegamento tra gli enti locali (come le regioni che gestiscono i navigator) e le persone meno abbienti è tutto da riorganizzare. Il secondo motivo è legato a ragioni ideologiche, di partito, di contrapposizione politica: localmente c`è chi ha remato contro volutamente perché fallisse insieme a chi lo ha proposto". Lo ha detto il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, durante la trasmissione Mattino Cinque in onda su Canale 5.

"Credo che la dignità delle persone debba essere riconosciuta attraverso il lavoro e tutte le iniziative che contribuiscono a diminuire la povertà vanno sostenute. Esistono 10 milioni di persone tra poveri e precari a basso reddito. Un sussidio per i più poveri è necessario, anzi indispensabile. Siamo stati gli ultimi in Europa ad attuarlo. È vero: ha prodotto solo 152.000 posti di lavoro, ma credo che vada sostenuto e difeso. Servono correttivi per farlo diventare uno strumento per arrivare al lavoro, ma se il lavoro non c`è diventa indispensabile perché contrasta la povertà soprattutto per i prossimi mesi ed anni nei quali purtroppo potrebbero esplodere altre crisi aziendali", ha aggiunto Sileoni.

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