Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Economia

Reddito di cittadinanza, novità in vista: ministri al lavoro per modificare i requisiti

Il caso sollevato dall'erogazione dell’assegno all'ex Br Federica Saraceni ha convinto il governo ad intervenire: allo studio nuovi paletti

Requisiti più stringenti per accedere al reddito di cittadinanza. Le polemiche sollevate dall'erogazione all’ex Br Federica Saraceni hanno convinto l’esecutivo ad intevenire per evitare che il sussidio finisca anche a chi si è macchiato di reati molto gravi. L’assassina del giuslavorista Massimo D'Antona percepisce infatti un assegno da 623 euro nonostante stia ancora scontando la sua pena ai domiciliari. Il suo non è certo l’unico caso del genere. Come ha ricordato l’Inps, la norma prevede il blocco del sussidio solo a chi ha avuto una condanna nei 10 anni precedenti. E dunque situazioni di questo genere non sono solo possibili, ma appunto previste dalla legge attualmente in vigore.

Reddito di cittadinanza ad ex brigatista, Di Maio: "Un'ingiustizia"

Di fronte all’indignazione generale, il M5s ha finto stupore. Per Di Maio comunque la norma va cambiata: ''Ho letto l'appello-intervista accorata e pacata della vedova D'Antona. C'è una brigatista che è stata messa agli arresti domiciliari e percepisce il reddito di cittadinanza. Per noi è molto importante intervenire - ha affermato il capo politico del M5s parlando del caso Saraceni -, questo non lo possiamo permettere, spero di incontrare presto la vedova D'Antona. Ho sentito poco fa il ministro Bonafede: mi ha detto che non c'è bisogno nemmeno di una legge per sbloccare questa ingiustizia, ma se dovesse servire presentiamo un emendamento a uno dei tanti decreti che abbiamo in Parlamento e blocchiamo l'erogazione del reddito di cittadinanza a questa brigatista che sta agli arresti domiciliari''.

Ministri al lavoro per modificare i requisiti di accesso al rdc

Il  ministro del Lavoro Nunzia Catalfo ha fatto invece sapere che si terrà già oggi "un incontro tecnico a cui parteciperanno anche il ministero della Giustizia e l'Inps per avviare rapidamente l'iter di modifica della disciplina di accesso al Reddito di cittadinanza, i cui requisiti in materia sono già più stringenti delle precedenti misure di sostegno al reddito quali la social card e il Reddito di inclusione (Rei)". Peraltro, "dai dati in nostro possesso, risulta che la Saraceni è già stata beneficiaria di Rei. Su questa vicenda comunque c'è la massima attenzione". 

Allo studio del governo ci sarebbe dunque una norma ad hoc per evitare che chi ha commesso reati gravissimi possa beneficiare del sussidio. Si tratta però di un tema delicato. Luigi Saraceni, padre dell’ex brigatista finita al centro delle polemiche, ha espresso così i suoi dubbi su Radio Capital: "Che ne facciamo di una persona che è stata condannata ad una lunga pena che l’ha scontata quasi tutta e che non ha un reddito? La buttiamo in una discarica?".

La proposta del Pd: reddito anche a chi si macchia di reati gravi, ma solo in caso di ravvedimento

 Una proposta sul tavolo c’è già ed è quella del Pd che tramite Graziano Delrio ha chiesto di modificare la norma, "legandola - nel caso di detenuti per gravi reati - ad effettivo ravvedimento, ad effettiva collaborazione con lo Stato". "Nessuno - ha detto Delrio  - può ferire in alcun modo la sensibilità dei familiari delle vittime. Nessuno può premiare chi non si ravvede e collabora. Nessuno può mettere in discussione il principio del fine rieducativo della pena".   

Per la quasi totalità dei beneficiari del reddito di cittadinanza ovviamente non cambierà nulla. Qualche settimana fa si era parlato di possibili modifiche al sussidio, caldeggiate soprattutto dal Pd. Il tema però è scomparso dai radar. Tra le ipotesi che circolavano c’era l'intenzione di revocare il sussidio economico a chi non si fosse presentato per due volte ai colloqui presso i centri per l’impiego, nonché modifiche alle soglie Isee. Ma a quanto pare non se ne farà nulla. 

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