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Giovedì, 9 Dicembre 2021
La misura simbolo

Reddito di cittadinanza: solo il 38% dei beneficiari ha siglato il patto per il lavoro

I dati dell'Anpal sui beneficiari del sussidio "anti povertà" avviati alle politiche attive a fine settembre 2021

Alla data del 30 settembre scorso, i beneficiari di reddito di cittadinanza (Rdc) tenuti alla sottoscrizione del Patto per il lavoro sono stati pari a 1.109.287, in lieve riduzione rispetto al trimestre precedente. La quota di utenti inseriti all'interno delle politiche attive per il lavoro e presi in carico da parte dei servizi per l'impiego, però, è stata pari al 37,9%, poco più di tre punti percentuali rispetto a quanto rilevato a giugno 2021.

È l'Anpal (Agenzia nazionale politiche attive lavoro) a tracciare il consueto focus sul reddito di cittadinanza che conferma le principali caratteristiche sia a livello territoriale, con una prevalenza nel sud e nelle isole, sia per quel che riguarda l'età (poco meno del 40% ha meno di 29 anni) e la distribuzione per genere, con le donne che sono poco più degli uomini (52,9%). L'utenza mostra altresì alcune fragilità, tra cui un basso livello di istruzione: quasi il 72% dei beneficiari ha conseguito al massimo un titolo di studio secondario inferiore e il 4,1% ha una cittadinanza diversa da quella italiana.

Il 63% dei beneficiari del reddito di cittadinanza non ha avuto alcuna esperienza di lavoro dipendente o para subordinato nei due anni precedenti al 30 settembre 2021. È pari dunque al 37% la percentuale di beneficiari che invece ha già vissuto esperienze lavorative. È nelle regioni del nord-est che tale valore è più consistente (ha esperienza un beneficiario su due), mentre è di circa un terzo la quota dei beneficiari del sud e delle isole che hanno già lavorato.

Da segnalare anche le differenze legate al genere - hanno esperienza lavorativa il 45% degli uomini e il 30% delle donne - e alla cittadinanza, con una quota di stranieri che è già stata occupata, pari al 52% contro il 34,5% dei beneficiari italiani. Guardando alla quantità di lavoro maturato si registra - tra coloro che hanno esperienze lavorative alle dipendenze o in para subordinazione - la presenza di una quota pari al 42,5% di individui che hanno lavorato complessivamente fino a un massimo di sei mesi. La restante percentuale di beneficiari si suddivide fra coloro che hanno esperienze più lunghe: il 19,7% ha lavorato fra i 6 e i 12 mesi, l'11,6% fra i 12 e i 18 mesi, il 26,2% oltre 18 mesi.
 

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