Mercoledì, 14 Aprile 2021

Reddito di cittadinanza e Quota 100: c'è la "traccia" per il 2020

La prossima manovra, la prima del governo M5s-Pd, è ancora tutta da scrivere, ma ci sono i primi punti fermi: reddito di cittadinanza e Quota 100 non si toccano, la strada è tracciata. Gualtieri lo avrebbe confermato ai sindacati. Rdc verso un milione di domande accolte

Reddito di cittadinanza confermato nel 2020 (Ansa)

Quota 100 e reddito di cittadinanza (rdc) confermati. Anzi, confermatissimi. A quanto si apprende, nel corso dell'incontro di oggi con i sindacati a Palazzo Chigi, il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, avrebbe confermato la 'sopravvivenza' di reddito di cittadinanza e Quota 100, le due misure bandiera varate dal primo governo Conte. Decisione messa in preventivo, perché mai e poi mai il Movimento 5 stelle avrebbe potuto "mollare" su quella che sbandiera come sua misura simbolo, e il destino di Quota 100 sembra essere quello di andare a esaurimento. Sul reddito di cittadinanza intanto si possono trarre già le prime conclusioni.

Reddito di cittadinanza, la traccia per il 2020

La conferma del reddito di cittadinanza per l'anno prossimo va di pari passo con gli aggiornamenti sulla sua reale portata. Sono secondo i dati disponibili a oggi 960.007 le domande di reddito di cittadinanza accolte fino al 4 settembre 2019 a fronte di 1.460.463 richieste arrivate all'Inps. Lo si legge sugli Osservatori Inps appena aggiornati dai quali si evince che 90.812 domande sono ancora in lavorazione mentre 409.644 sono state respinte. Secondo alcune stime il risparmio, rispetto agli importi stanziati inizialmente del governo, è superiore - e non di poco - al miliardo di euro

In tutto sono oltre 2 milioni e 300mila le persone coinvolte nei nuclei familiari di percettori del reddito di cittadinanza. E'quanto emerge dalle tabelle Inps sul Reddito di cittadinanza aggiornate al 4 settembre secondo le quali per i 960.007 beneficiari (in famiglie nel complesso con 2.348.423 persone) l'importo medio mensile erogato è stato di 481 euro. Nel complesso i cittadini italiani beneficiari sono stati 861.789, pari all'89,7% del totale.

Qualche altro dato interessante. Tra i percettori del Reddito di cittadinanza ce ne sono 208.974 (il 21% del totale) che ricevono importi inferiori o pari a 200 euro al mese mentre ce ne sono 38.372 (il 4%) che ricevono oltre 1000 euro al mese. E' quanto emerge dai dati diffusi oggi dall'Inps sul Reddito. Il 46,8% riceve tra i 400 e gli 800 euro. Ci sono 169.950 persone che prendono importi tra i 200 e i 400 euro mentre 281.372 hanno importi tra i 400 e i 600 euro (il 29,3%). Ricevono infine tra i 600 e gli 800 euro ben 168.000 beneficiari di Reddito di cittadinanza.

Quota 100 confermata per il 2020

Quota 100 quindi confermato per l'anno prossimo, e probabilmente anche per il 2021. Ma sul fronte pensioni il leader Uil, Carmelo Barbagallo chiede al premier Giuseppe Conte di tenere alta la guardia in vista della prossima manovra. Restano infatti alcune preoccupazioni: "I pensionati hanno sempre fatto da bancomat del Paese. Ora serve una svolta, bisogna dare un segnale positivo ai 15 milioni di pensionati che, peraltro, svolgono anche una funzione di ammortizzatori sociali. Serve l'adeguamento delle pensioni, dunque, e l'avvio delle Commissioni per la separazione della previdenza dall'assistenza e per l'individuazione dei lavori gravosi", spiega.

Non solo. "E' altrettanto urgente prevedere risorse per il rinnovo dei contratti. Sul fisco, poi: si devono ridurre le tasse ai lavoratori dipendenti e ai pensionati. Ci sono molti temi da affrontare", prosegue Barbagallo che invita il governo a stabilire "un calendario di incontri per provare a trovare soluzioni condivise sulle varie specifiche questioni".

La prossima manovra, la prima del governo M5s-Pd, è ancora tutta da scrivere, ma ci sono i primi punti fermi: reddito di cittadinanza e Quota 100 non si toccano.

Non c'è solo il reddito di cittadinanza, l'ultima idea è il reddito per il lavoro (ma non per tutti)

quota 100 infografica ansa-2

Fonte: Ansa/Centimetri

Rdc Campania, De Luca: "Navigator vadano a protestare all'Anpal, la Regone non c'entra"

"I navigator vadano a protestare davanti alla sede dell'Anpal, la Regione Campania non c'entra niente e i centri per l'impiego della Campania non hanno bisogno di supporto esterno". Lo ha detto il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, interpellato da Radio Crc sulla vicenda dei navigator campani e sulla mancata firma della convenzione con Anpal.

"La Regione Campania - ha aggiunto De Luca - non c'entra niente, nessuno ha chiesto prima se avevamo bisogno di collaboratori tecnici esterni. I nostri centri per l'impiego certificano che non hanno bisogno di niente. Non capisco francamente che sostegno dovrebbero dare i navigator e sono contrario al fatto che possano fare il doppio lavoro: abbiamo avvocati che hanno gli studi professionali, o professionisti di altri settori, che poi a fine settimana possono prendersi 2500 euro per due anni per fare non si sa bene cosa, nessuno ce lo ha spiegato".

De Luca non ha risparmiato altre bordate: "Siamo in una regione nella quale, se fai mezzo contratto di lavoro a tempo determinato, dopo 6 mesi vengono sotto la Regione per essere assunti a tempo indeterminato senza fare i concorsi. Questa cosa non intendiamo accettarla, da oggi in poi si fanno cose pulite e serie, chi vuole essere assunto partecipa ai concorsi pubblici. Cose strane di emergenza, blocchi stradali e manifestazioni sono storie con le quali abbiamo a che fare da 20 anni, migliaia di persone sono state prese in giro da decenni e poi hanno l'obiettivo di andare sotto le istituzioni per farsi assumere senza concorsi. Il mio pieno sostegno ai navigator - ha concluso De Luca - se vanno a protestare con Anpal che ha fatto la selezione per un contratto di collaborazione di 2 anni, la Regione non c'entra niente".

concorso pubblico ansa-2

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