Ecco quando partirà il reddito di cittadinanza

Verosimilmente intorno a maggio 2019, a ridosso delle elezioni europee. "Ma non sarà una marchetta elettorale", assicurano i 5 Stelle. Importo e requisiti: ecco le cose da sapere

Luigi Di Maio

Il M5s non molla: pensione di cittadinanza già dal 1° gennaio 2019 con il reddito che arriverà qualche mese più tardi. A ribadirlo, intervistata da Massimo Giannini per Circo Massimo, il viceministro dell'Economia Laura Castelli (M5s). "Il reddito di cittadinanza non è solo un sussidio ma è l'unico strumento necessario in un momento in cui il mondo del lavoro cambia" ha detto l'esponente M5s, spiegando che il governo "sta attivando una seria riforma dei centri per l’impiego".

Solo dopo si potrà partire con l'elargizione del sussidio. Quanto tempo ci vorrà? "Io presumo almeno 4 mesi" anche se una data certa ancora non c'è. Ad ogni modo "partirà il prima possibile". Facendo un rapido calcolo si scopre così che i primi assegni da 780 euro potrebbero arrivare a cavallo tra aprile e maggio del 2019, proprio a ridosso delle elezioni europee. Il M5s come il Pd di Renzi? "Gli 80 euro erano una marchetta elettorale che non produceva consumi", dice la Castelli.

M5s, la Castelli ammette: "Deficit all'1,6% vorrebbe dire non fare niente"

Parlando dell’annosa questione delle coperture, il viceministro ha però ammesso che mantenere il rapporto deficit Pil all’1,6%? “vorrebbe dire non fare quasi niente". I 5 Stelle sono dunque pronti ad assediare il fortino del Tesoro, nonostante il ministro Tria abbia più volte ribadito la sua intenzione di mantenere i conti in ordine.   

Secondo Arturo Artom, imprenditore vicino a Davide Casaleggio e all'universo targato M5S, per realizzare reddito di cittadinanza e Flat Tax il deficit dovrebbe essere portato al 2,3% del pil. In tal modo il governo avrebbe circa 12 miliardi in più di risorse da investire nelle riforme. Ma la Castelli non si sbilancia: "Quanti soldi ci saranno nella manovra? Non posso dire la cifra, i mercati ci stanno osservando e questi sono numeri delicati. Ma si farà gran parte del contratto di governo e ci sarà spazio per gli investimenti".

Come sarà il reddito di cittadinanza

Ma chi potrà beneficiare del reddito di cittadinanza? La cifra sarà quella promessa in campagna elettorale (780 euro) o inferiore? Sia la Castelli che altri esponenti dei 5 Stelle in questi giorni hanno ribadito che il sussidio spetterà a tutti coloro che ne hanno diritto: ovvero chi è senza reddito o percepisce un salario inferiore alla soglia stabilita dalla legge (in questo caso avrà diritto ad una integrazione al reddito). 

Anche sull'importo il M5s non arretra: sarà di 780 euro per le persone singole, ma potrà arrivare anche a 1.638 euro al mese in caso di famiglie composte da 2 genitori disoccupati e 2 figli minorenni e a poco più di mille euro in caso di famiglia composta da un genitore e un figlio minorenne. 

Le stime dei costi

Nei giorni scorsi, fonti qualificate del M5s hanno riferito all'ANSA che in manovra "ci aspettiamo almeno dieci miliardi per il reddito di cittadinanza". Ma gli stessi 5 Stelle in campagna elettorale hanno stimato in 17 miliardi il costo totale del sussidio (compresa la riforma dei centri per l'impiego).

Secondo l'INPS di Boeri però i costi reali sarebbero circa il doppio. La cifra fornita dal M5s si basa infatti sulle stime dell'ISTAT, le quali nel calcolare l'importo dell'assegno tengono in considerazione anche il così detto "affitto imputato". Per dirla in parole povere, secondo queste stime, chi ha una casa di proprietà in cui abita riceverà i 780 euro meno il valore della rendita "imputata".

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E' stata senz'altro una chiusura d'intervento singolare quella di Laura Castelli, deputata del Movimento 5 stelle che ieri alla Camera si è lasciata scappare un liberatorio "gesto dell'ombrello". La discussione era particolarmente accesa alla Camera dei Deputati con, all'ordine del giorno, la ratifica dell'accordo Italia-Francia per la Tav, di cui il M5S è forte oppositore

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