Quota 100 e reddito di cittadinanza, tutto rinviato (e il tempo ora stringe)

I provvedimenti simbolo del governo legastellato saranno affrontati solo nel passaggio della manovra al Senato. M5s: "Non esiste l'ipotesi di fare scendere il reddito da 780 a 500 euro". Ma i numeri dicono che è complicatissimo partire già nei primi mesi del 2019

Si entra nel vivo. Un pacchetto di emendamenti al ddl bilancio, scritto da governo e relatori, è stato presentato. E' composto da 56 proposte che saranno esaminate a partire da domenica sera in commissione Bilancio alla Camera. Mercoledì il provvedimento è atteso in aula. Ma su pensioni e reddito di cittadinanza è ancora nebbia fitta (saranno affrontati solo nel passaggio al Senato). Per ridurre il disavanzo previsto per l'anno prossimo, a oggi programmato al 2,4% del prodotto interno lordo, si lavora alacramente alla parziale ridefinizione (quantomeno dei tempi) di quota 100 e del reddito di cittadinanza, i provvedimenti più onerosi e vere misure simbolo del governo legastellato. 

La strada appare stretta, e la trattativa con l'Europa per evitare la procedura d'infrazione potrebbe imporre scelte sui provvedimenti più importanti della manovra. Sono iniziate le prove di disgelo fra Italia e Ue sulle modifiche a quella che fino a qualche anno fa si chiamava "legge finanziaria". Giuseppe Conte ha annunciato che con Bruxelles "c'è un punto di incontro" e che l'obiettivo resta quello di evitare il cartellino giallo all'Italia. La palla passa al Parlamento, e ogni giorno che passa i tempi si fanno sempre più stretti fino ad arrivare quasi in zona di pericolo. Ogni anno, di questi tempi, la prima lettura della manovra era già stata completata, mentre questa volta deve ancora iniziare l'esame in prima lettura.

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Quota 100 e reddito di cittadinanza

Il primo pacchetto di proposte da parte del governo non contiene, a quel che si apprende, i temi caldi. Ma sono proprio i due pilastri, dal capitolo pensioni con 'quota 100' e taglio agli assegni d'oro al reddito di cittadinanza, a complicare ancora una volta la partita che si sta "giocando". Il tutto ruota, ovviamente, attorno alla necessità di ridurre il deficit-Pil del 2,4% finora considerato intoccabile. Sulle pensioni si starebbe consumando un nuovo braccio di ferro fra Lega e M5s. I pentastellati insistono per la presentazione subito del taglio alle pensioni d'oro, mentre la Lega vorrebbe che arrivasse contestualmente anche 'quota 100', su cui ci sarebbe un'intesa.  Ma l'intesa è tutt'altro che lontana.

Molto più complicata appare una soluzione condivisa sul reddito di cittadinanza (entrata in vigore e ammontare). "Sul reddito di cittadinanza ogni giorno si leggono nuove ipotesi ma come è partito così arriva. E' una misura che darà soldi solo alle persone che vorranno mettersi in gioco per trovare un lavoro. E' una misura di politica attiva del lavoro che darà sgravi alle imprese che assumeranno dalla platea del reddito di cittadinanza" ha assicurato ieri, da Treviso, il vicepremier Di Maio. 

"Non c'è mai, mai, mai stata neanche per un secondo l'ipotesi di farlo scendere a 500 euro. Sempre 780 euro". E' quanto precisano fonti di governo M5s sul reddito di cittadinanza, in merito ad alcuni retroscena di stampa. Ma i numeri dicono che il cavallo di battaglia del M5s rimane un rebus: il fondo in manovra (9 miliardi totali, di cui 7,1 per il reddito, uno per le pensioni e uno per la riforma dei centri per l’impiego) non basta per garantire dai primi mesi del 2019 i 780 euro alla platea stimata di possibili beneficiari.

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Il governo potrebbe contare su quattro-cinque miliardi di minori spese per quota 100 e reddito di cittadinanza, legate all’avvio di entrambe le misure da aprile anziché da gennaio: ma sono voci, ipotesi.  I grandi nodi saranno affrontati solo nel passaggio del disegno di legge di bilancio al Senato. l tempo stringe: quattro settimane esatte. Entro la fine dell’anno deve esserci l’approvazione del Parlamento. Il via libera definitivo deve arrivare entro il 31 dicembre, pena l’avvio dell’esercizio provvisorio.

Della Vedova: "Maggioranza non coglie gravità della situazione"

"Un rallentamento congiunturale sta per trasformarsi in Italia in crisi grave: una crisi da incertezza e sfiducia. A poche settimane ormai dalla fine dell'anno, nessuno sa cosa conterrà la Legge di Bilancio, quali gli obiettivi e quali gli strumenti. Blocco delle opere infrastrutturali, attacco ideologico al sistema finanziario e bancario, calo di attenzione per le imprese e assenza di politica industriale innovativa: non sarà la promessa di prepensionamenti e assistenzialismo destinato a incentivare il lavoro nero, ad arginare lo scontento degli imprenditori e la fuga degli investitori". Lo afferma il coordinatore di +Europa, Benedetto Della Vedova.

"Il segno negativo del Pil è un allarme che una maggioranza in preda a mille liti di potere interno sembra non voler cogliere, lasciando l`economia allo sbando (...e le aziende migliori, comprensibilmente, alla tentazione di cedere in buoni mani non italiane)", conclude.

Gelmini: "Il programma della Lega era diverso"

"Mi preoccupa il fatto che un nostro alleato fa finta di non capire e lascia fare ai grillini determinate cose. Per ora la Lega aumenta i consensi pur consentendo tutto e votando provvedimenti assurdi. Io me la prendo con Di Maio, ma a lui va riconosciuta una certa coerenza perché si è presentato in campagna elettorale parlando di reddito di cittadinanza. Poi c'è, invece, chi si è presentato con noi sulla base di un programma elettorale che diceva tutt'altro. Ma la Lega vota quel provvedimento e alla fine sembra essere 'di lotta e di governo'" dice Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.

Pensioni, quota 100 ha la data di scadenza? 

4.000 assunzioni centri per l'impiego

A partire dal 2019 le regioni "sono autorizzate ad assumere fino a 4.000 unità di personale da destinare ai centri per l'impiego". La spesa prevista ammonta a 120 milioni per il prossimo anno e 160 milioni a partire dal 2020. E' quanto contenuto in uno dei 56 emendamenti al ddl bilancio. Ed è primo tassello per la realizzazione del reddito di cittadinanza, nei piani dell'esecutivo.

Tra gli emendamenti presentati anche uno che prevede di raddoppiare le risorse per accorciare i tempi d'attesa per le prestazioni sanitarie - che passerebbero da 50 a 100 milioni all'anno, per il periodo 2019-2021 - e un altro che consente di dedurre l'Imu sui capannoni industriali da Ires e Irpef al 40%.

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