Reddito di cittadinanza e quota 100: c'è il "tagliando" all'orizzonte

"Va fatto un tagliando a quota 100 e reddito di cittadinanza, ci sono cose che non funzionano" dice Orlando (Pd). Già rinnovate un milione mezzo di dichiarazioni Isee, ancora pochi giorni di tempo. Forza Italia: "Abrogare reddito di cittadinanza e quota 100"

Reddito di cittadinanza: ci saranno novità nel 2020? Foto: Ansa

"Va fatto un tagliando a quota 100 e reddito di cittadinanza": è il pensiero Andrea Orlando, vicesegretario del Pd. A proposito di Quota 100, il tagliando "va fatto perché oggi è una lotteria che penalizza le donne e i lavoratori che hanno vuoti contributivi" dice in un'intervista all'Huffington Post. Poi l'ex ministro affronta il delicato tema della possibili modifiche alla misura simbolo del Movimento 5 stelle.

Reddito di cittadinanza verso il "tagliando"

"Lo stesso ragionamento -  continua - vale per il reddito di cittadinanza, che è uno strumento ingiustamente demonizzato ma che abbiamo visto non funziona su due fronti: nel rapporto con le politiche attive del lavoro e nell’affrontare situazioni di povertà assoluta". Non è detto però che tutto fili liscio. Fino a questo momento infatti il Movimento 5 stelle non ha voluto nemmeno sentir parlare di toccare né quota 100 né (tantomeno) reddito di cittadinanza. Ma gli equilibri sembrano essere leggermente cambiati in seno al governo dopo il tracollo pentastellato alle elezioni regionali, e il Pd pensa ragionevolmente di trovare più ascolto da oggi nel M5s.

"Io non pongo le questioni nei termini di un prendere lo lasciare o con lo spirito di chi si sente più forte, alla luce dei nuovi equilibri elettorali che ha disegnato il paese, ma dico che non sarebbero accettabili dei no pregiudiziali - avverte Orlando - Verificando che ci sono, nei meccanismi di questi provvedimenti, cose che non funzionano, si cambia. Sono certo che questo approccio ragionevole sarà condiviso". Non è dato sapere se le possibili novità che ha in mente il Partito Democratico riguardano solo la fase due, quella attiva di ricerca lavoro, oppure anche alcuni dei requisiti per poter ottenere il reddito di cittadinanza.

Reddito di cittadinanza, rinnovate un milione mezzo di dichiarazioni

Sono state rinnovate intanto fino a questo momento un milione e mezzo di dichiarazioni Isee da parte dei beneficiari di reddito o pensione di cittadinanza. Farlo è la condizione per continuare a ricevere il sussidio nei prossimi mesi. L'Inps stessa comunica il dato ricordando che la dichiarazione va presentata entro il 31 gennaio per evitare che il beneficio venga sospeso temporaneamente.

"L'erogazione del beneficio - spiega una nota - proseguirà quindi, per chi ha rinnovato l'Isee e per chi lo farà entro il 31 gennaio, senza soluzione di continuità nel mese di febbraio".

La dichiarazione Isee costituisce infatti il presupposto per la verifica dei requisiti richiesti dalla legge per la concessione del beneficio. "Per la verifica dei requisiti - prosegue - viene preso a riferimento l'Isee valido presente negli archivi dell'Inps l'ultimo giorno del mese di gennaio. Nel caso in cui la dichiarazione Isee non venisse rinnovata entro il 31 gennaio, oppure presenti nell'attestazione omissioni o difformità, il reddito o la pensione di cittadinanza verranno sospesi fino al rinnovo della dichiarazione o alla regolarizzazione dell'Isee difforme. Naturalmente, la sospensione non influisce sulla decorrenza maturata del beneficio".

Forza Italia: "Abrogare reddito di cittadinanza e quota 100"

"Le decine di miliardi bruciati con il reddito di cittadinanza e "quota 100" non hanno prodotto un solo posto di lavoro, e, peggio ancora, non hanno portato consensi elettorali, come ben sanno dalle parti del M5s". Lo dichiara Osvaldo Napoli, del direttivo di Forza Italia alla Camera "Se invece dell'ansia da prestazione elettorale, i partiti al governo negli ultimi due anni avessero davvero avuto a cuore la crescita del Paese e la creazione di posti di lavoro avevano una strada davanti molto semplice: pagare i debiti contratti dalle Pubbliche amministrazione con le imprese fornitrici e i liberi professionisti, con ciò salvando posti di lavoro a rischio e aiutando a crearne di nuovi".

"I danni prodotti dal populismo sono enormi e gli italiani ne stanno pagando le conseguenze. Dalla Corte di Giustizia europea, per una volta amata da tutte le opposizioni italiane, è arrivato l'ennesimo richiamo al nostro governo per ritardato pagamento delle imprese. Un altro brutto voto per un brutto governo", conclude il politico di lungo corso.

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