Venerdì, 30 Luglio 2021
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Reddito di cittadinanza, lo scontro non va in vacanza: rabbia M5s sul referendum, ma spunta una proposta

Giacomoni (Fi): "Vogliamo che i nostri giovani si diano da fare e diciamo loro: Lavorate, accettate anche un lavoro con una paga bassa e lo Stato è pronto a integrare la differenza tra il salario mensile e mille euro". Renzi non molla sul referendum. Rabbia M5s

Tra chi chiede referendum per abolirlo, chi ne pretende modifiche e chi lo difende a spada tratta, il reddito di cittadinanza continua a fare discutere.

"Un milione 350mila minori e 450mila persone con disabilità beneficiano del Reddito di Cittadinanza. Questi numeri sono la migliore risposta a chi, come Matteo Renzi e Giorgia Meloni, propone ridicoli referendum (peraltro vietati dalla legge) e inutili mozioni parlamentari per abolire una misura sacrosanta che durante la pandemia ha contribuito a ridurre il rischio di tensioni sociali. Per questi cittadini, il RdC ha rappresentato e rappresenta una scialuppa di salvataggio, uno strumento di inclusione sociale. È evidente che Renzi e Meloni non sappiano dov'è di casa la vergogna". Lo afferma in una nota Maria Pallini, deputata del MoVimento 5 Stelle componente della commissione Lavoro. "Il Reddito - ricorda Pallini - è uno strumento che aiuta concretamente anche tanti lavoratori. Il 15-20% dei percettori, infatti, ha un contratto precario: ciò vuol dire che, malgrado le panzane che continua a raccontare Matteo Salvini secondo cui per colpa del RdC non si trovano lavoratori stagionali, essi non hanno uno stipendio dignitoso e quindi c'è bisogno di una legge per introdurre il salario minimo come quella proposta dal M5S. Invece di parlare di cose che non capisce e non conosce solo per fare sterile propaganda, Salvini studi, che è meglio".

La proposta di Forza Italia

"Vogliamo che i nostri giovani si diano da fare e diciamo loro: 'Lavorate, accettate anche un lavoro con una paga bassa e lo Stato è pronto a integrare la differenza tra il salario mensile e mille euro". Così, intervistato da 'Il Giornale', il deputato di Forza Italia, Sestino Giacomoni, membro del coordinamento di presidenza del partito azzurro, illustrando la proposta di Forza Italia dell'imposta negativa, mutuata dagli studi del premio Nobel per l'Economia Milton Friedman, per superare il reddito di cittadinanza. "Un conto è l'assistenza nei confronti di chi si trova in una condizione di svantaggio fisico-psichico - ha spiegato -, un altro conto è il reddito di cittadinanza che spesso è un disincentivo al lavoro. Rispolveriamo l'idea di Milton Friedman per integrare la soglia minima di mille euro al mese e la proporremo di nuovo al governo Draghi per superare il sussidio grillino. L'integrazione sarà universale, nel senso che è indirizzata a tutti i cittadini, e varrà per un periodo limitato in quanto è probabile che chi si dà da fare in quell'arco di tempo riesca a conseguire un reddito superiore a quello minimo da no tax area".

"È una proposta - ha sottolineato Giacomoni - che incarna la nostra filosofia così come la richiesta di non far pagare una pressione fiscale al 60% a imprese che hanno riaperto da poco dopo vari lockdown: è la nostra equazione liberale dello sviluppo e del benesssere. Abbiamo fatto in modo che le parole d'ordine della riforma fiscale non siano più redistribuzione e progressività ma crescita e semplificazione e finché saremo nel governo come centrodestra unito non ci saranno nuove tasse né sulla casa né sul risparmio".

Renzi non molla sul referendum

L'ex premier Renzi da Napoli non molla affatto e prosegue la sua crociata contro il reddito di cittadinanza, anche se i tempi per presentare il quesito referendario sono stretti. Per l'ex rottamatore "il reddito di cittadinanza è stato pensato al solo scopo di continuare ad avere consenso. È un voto clientelare garantito e organizzato che i 5 stelle intendono rappresentare e che noi vogliamo scardinare". Ma sulle tempistiche ammette: "Sul referendum abrogativo del reddito di cittadinanza c’è un problema sulle tempistiche legato al fatto che la Costituzione e la legge attuativa del principio referendario danno dei tempi molto stretti che ci fanno finire nell’imminenza delle elezioni. Stiamo dunque ragionando nel merito di come riuscire a farlo entro la legislatura – dice Renzi – se ce la si fa, o se raccogliere le firme e poi farlo subito dopo, all’inizio della prossima legislatura". Non c'è al momento una proposta di Italia Viva alternativa al reddito di cittadinanza.

Il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, sostiene che "la discussione ha un tasso di strumentalità che fa sospettare che si sia in procinto di attivare una pericolosa, sbagliata, campagna contro i poveri e di criminalizzazione della povertà. Se questo fosse non sarebbe utile per il Paese, che ha bisogno di pace sociale, coesione e non ha bisogno di riaprire fratture profonde. Ha bisogno semmai di migliorare, non di destrutturare e aprire conflitti laddove non è necessario".

Il reddito di cittadinanza è confermato

La misura simbolo del M5S è in ogni caso confermata, confermatissima. E' stata già puntellata con 4 miliardi aggiuntivi di qui al 2029 dall’ultima legge di bilancio e dall’ulteriore miliardo previsto dal decreto Sostegni. Dal momento che nella relazione tecnica del decreto legge istitutivo di questa misura (4/2019) si ipotizzava "un profilo temporale della spesa aggiuntiva connessa al reddito e alla pensione di cittadinanza" con un orizzonte 2023 e con costi di quasi 22 miliardi, il conto per i prossimi 9 anni salirebbe già a quasi 27 miliardi (circa 20 quelli effettivamente già "contabilizzati"). In aggiunta ai 12,7 miliardi di stanziamenti all’epoca previsti per il passato biennio 2019-2020. 

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