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Venerdì, 3 Dicembre 2021
Manovra 2022

Si riduce il reddito di cittadinanza: i nuovi vincoli della Manovra Draghi

Previsto un progressivo décalage dell'assegno e il lavoro gratis presso il comune di residenza. La domanda di Rdc sarà equivalente a una dichiarazione di "immediata disponibilità al lavoro"

Saranno "improcedibili" le domande di Reddito di cittadinanza che non contengano le dichiarazioni di immediata disponibilità al lavoro. Lo prevede la bozza della Manovra 2022 presentata in Consiglio dei ministri per quanto riguarda le modifiche al reddito di cittadinanza.

"La domanda di RdC resa dall'interessato all'Inps per sé e tutti i componenti maggiorenni del nucleo - si legge nel testo - equivale a dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro, ed è trasmessa dall'Inps all'Anpal, ai fini dell'inserimento nel sistema informativo unitario delle politiche del lavoro".

Inoltre i beneficiari del sussidio potranno essere impegati dai Comuni nell'ambito dei progetti utili alla collettività gratuitamente. Nella manovra viene infatti imposto l'obbligo ai Comuni di impiegare almeno un terzo dei percettori di RdC residenti. "Lo svolgimento di tali attività da parte dei percettori di RdC è a titolo gratuito e non è assimilabile ad una prestazione di lavoro subordinato o parasubordinato e non comporta, comunque, l'instaurazione di un rapporto di pubblico impiego con le amministrazioni pubbliche". 

La riduzione dell'importo dell'assegno

Inoltre il reddito di cittadinanza si riddurrà. In base alle modifiche previste ci sarà infatti un progressivo decalage dell'assegno a partire dal sesto mese di percezione del beneficio.

"A decorrere dal 1 gennaio 2022, il beneficio economico mensile di cui all'articolo 3, comma 1, lettera a), del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito con modificazioni dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, è ridotto di una somma pari a 5 euro per ciascun mese a partire dal sesto mese di percezione del beneficio, nei limiti di quanto previsto al comma 5".

Dalla riduzione sono esclusi i soggetti fragili e con familiari a carico non autosufficienti.

Più controlli per revoca dell'Rdc

Con una triangolazione di dati tra Inps, ministero del Lavoro e ministero della Giustizia verrà effettuata una verifica sui percettori di reddito di cittadinanza che risultano condannati con sentenza passata in giudicato da meno di 10 anni per poi procedere alla revoca del beneficio. 

"Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge - si legge nel testo della bozza della manovra - nelle more della sottoscrizione di apposita convenzione tra l'INPS, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e il Ministero della giustizia, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, per lo scambio massivo dei dati, l'INPS, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, trasmette al Ministero della giustizia l'elenco dei soggetti beneficiari del RdC, per la verifica dei soggetti che risultino già condannati con sentenza passata in giudicato da meno di dieci anni per i reati di cui all'articolo 7, comma 3, del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, ai fini della revoca del RdC eventualmente percepito".

Più soldi ai centri per l'impiego

A partire dal 2022 inoltre saranno stanziati 70 milioni di euro per i centri per l'impiego per far fronte agli oneri di funzionamento. Inoltre è previsto lo stanziamento di altri 20 milioni dal 2022 per "le politiche attive del lavoro in favore dei giovani di età compresa tra i 16 e i 29 anni, non occupati né inseriti in un percorso di studio o formazione".

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