Il rischio sommossa per lo stop al reddito di cittadinanza in Sicilia

Il 30 settembre scade il diritto al sussidio per chi lo percepisce da 18 mesi. E dall'isola arriva un grido d'allarme

La legge istitutiva del reddito di cittadinanza prevede uno stop di un mese dopo 18 mesi di assegni ricevuto per rivedere la domanda e i requisiti del percettore del sussidio. E il 30 settembre scade il diritto al sussidio per chi lo percepisce da 18 mesi. In Sicilia dall’inizio dell’avvio del programma sono 560mila i cittadini beneficiari della misura: la regione è la seconda d’Italia per numero di percettori dopo la Campania, che supera i 600 mila beneficiari. Ma l’assessore regionale al Lavoro Antonio Scavone ha scritto alla ministra Nunzia Catalfo per annunciarle che lo stop potrebbe far rischiare una sommossa nell'isola.

Il rischio sommossa per lo stop al reddito di cittadinanza in Sicilia

Attualmente, come ha raccontato nei giorni scorsi Repubblica nell'edizione di Palermo, in Sicilia gli idonei al lavoro sono circa 120 mila, gli altri sono esenti per motivi di salute o familiari. Degli idonei oltre la metà ha più di 35 anni e una scarsa scolarizzazione, tanto da rendere molto difficile qualsiasi reinserimento lavorativo: in 75 mila hanno ad oggi firmato il patto di lavoro, solo 55 sono stati chiamati dai Comuni per lavori sociali. Secondo il dato raccolto dall’assessore al Lavoro Antonio Scavone attraverso i Centri per l’impiego, in regione dall’inizio del reddito di cittadinanza in 19mila hanno ottenuto un contratto a tempo determinato: ad oggi però non si sa quanti di questi contratti sono realmente attivi. Ecco cosa ha scritto Antonio Fraschilla:

 «Parliamoci chiaro, rischiamo una sommossa nelle nostre città se non ci saranno garanzie sul ripristino dell’assegno — dice l’assessore Scavone — ho sollecitato alla ministra una circolare da inviare agli uffici per accelerare le pratiche visto che l’emergenza Covid rende di difficile accesso le nostre strutture e anche i Caf che devono rispettare le norme anti Covid».

La Sicilia, dopo la Campania, è la Regione che ha il maggior numero di persone coinvolte dal reddito di cittadinanza. E uno stop di un mese, senza certezze sulla ripresa del sussidio, sta creando già problemi. «In tanti si stanno rivolgendo a noi per chiedere celerità nello smaltimento delle pratiche — dice Marco Cannata del Caf Asia — ma nemmeno noi abbiamo certezze sui tempi di lavorazione delle pratiche da parte dell’Inps. Inoltre noi siamo preoccupati anche per la mole di persone che dovrà rivolgersi alla rete dei Caf in piena pandemia e con rischi per tutti, anche per noi operatori».

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"Lavoro? No, preferisco il reddito di cittadinanza"

Il pericolo paventato dall'assessore è chiaro: se già occorrevano dai 15 ai 30 giorni nel 2019 per sbloccare una domanda, oggi con l'emergenza coronavirus il rischio è che i tempi siano molto più lunghi. 

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