Mercoledì, 3 Marzo 2021

La tortuosa strada verso il reddito di cittadinanza: 780 euro "solo per pochi"

Pasquale Tridico, docente di economia a Roma Tre e consigliere di Di Maio, fa chiarezza su alcuni requisiti. Ma i conti non tornano e l'ultima parola spetta al parlamento

Sul reddito di cittadinanza "molto presto uscirà il testo finale per partire da aprile con l'erogazione". E' quel che assicura Pasquale Tridico, docente di economia del lavoro all'Università Roma Tre e consigliere del vicepremier Luigi Di Maio, in un'intervista al Corriere della Sera. Tridico mette in chiaro alcuni paletti che dovrebbero caratterizzare l'intervento: il reddito di cittadinanza pieno, cioè a 780 euro, dovrebbe andare solo a chi risulterà senza entrate e senza una casa di proprietà. Mentre chi ha una casa di proprietà prenderà al massimo 500 euro.

L'Isee della famiglia non dovrà superare "9.360 euro. Ma si terrà conto della numerosità del nucleo", spiega. Se "ho reddito di 15 mila euro e ho tre figli a carico essi abbattono il mio reddito e l'Isee sarà sotto i 9.360 euro richiesti". La misura "piena, cioè 780 euro al mese, è per un individuo che paga un affitto e ha Isee zero. Se è già proprietario di casa, l'importo si riduce", prosegue Tridico.

L'economista aggiunge che "si sta ragionando su una misura fino a 500 euro più 280 per l'affitto" e "in questa ipotesi chi vive nella casa di proprietà prenderebbe al massimo intorno a 500 euro. Secondo i calcoli di Tridico "il reddito di cittadinanza sarà spalmato in modo abbastanza omogeneo sul territorio: il 46,5% dei possibili beneficiari si trova al Centro-Nord. E si stima che il 20% di tutti i potenziali beneficiari ha la casa di proprietà e la quota maggiore è concentrata nel Sud".

Secondo i risultati di un sondaggio realizzato da Index research per Piazza Pulita (La7), il 57,3% degli italiani ha un parere negativo sull'introduzione del reddito di cittadinanza. Solo il 30,5% degli intervistati pensa invece che il sussidio per chi non ha un'occupazione sia una misura positiva per l'economia, mentre il 12% non sa o non risponde.

Reddito di cittadinanza, tutte le domande (per ora) senza risposta

Reddito cittadinanza, restano molti punti di domanda

Tutto per ora resta "sulla carta": il governo deve ancora chiudere il testo della legge di Bilancio. Della manovra sono state approvate in Consiglio dei ministri solo le linee fondamentali, ma l’articolato non è stato ancora inviato a Camera e Senato. La trafila parlamentare in ogni caso deve arrivare a termine entro il 31 di dicembre.

La manovra allo stato attuale prevede interventi per 37 miliardi nel 2019 e le coperture dovrebbero essere garantite dai 22 miliardi provenienti dall’aumento del deficit (2,4% del Pil), da possibili tagli delle spese per 6,9 miliardi e da presunte maggiori entrate per 8,1 miliardi.

C'è un grosso punto di domanda, che potrebbe avere un peso importante: non è noto al momento se il reddito di cittadinanza (così come pensioni di cittadinanza e quota 100 per i pensionamenti) entrerà direttamente nel disegno di Legge di Bilancio o se ci saranno provvedimenti collegati (o emendamenti) durante il passaggio alle Camere. Non è una questione di poco conto, anche perché i conti al momento non tornano: se saranno davvero 9 i miliardi previsti per il 2019 per il reddito di cittadinanza, e se fossero spesi a partire da aprile, in media i 5 milioni di poveri assoluti di cui parla lo stesso Tridico nell'intervista al Corriere della sera potrebbero ricevere mediamente a testa non più di 200 euro al mese. 9 miliardi sembrano quindi insufficienti, e prima del passaggio della Legge di Bilancio alle Camere sarà necessario chiarire come suddividere le risorse a disposizione.

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