Giovedì, 25 Febbraio 2021
Il sussidio e il lavoro che non c'è

Reddito di cittadinanza, in 15mila hanno perso il beneficio nell'ultimo mese

Oltre 1,2 milioni di famiglie hanno potuto contare sul sussidio ma attenzione alle scadenze. E cosa succederà con il nuovo governo? Il punto

Nel mese di gennaio 2021 oltre 1,2 milioni di famiglie hanno potuto contare sul contributo del Reddito di Cittadinanza per arrivare a fine mese: si tratta di 2,8 milioni di persone coinvolte con un importo medio a nucleo pari a 573 euro. Sono questi i dati certificati dell'Inps che mette in evidenza come nell'ultimo mese 15mila famiglie hanno perso il beneficio dopo i controlli "prevalentemente per dichiarazioni non conformi rispetto ai redditi da attività lavorativa e al patrimonio mobiliare". 

Ma come sta andando l'operazione di riduzione di povertà? Bene ricordare che il reddito di cittadinanza è operativo anche per il 2021: il sussidio spetta a coloro che si trovano sotto la soglia di povertà. Inoltre un’integrazione al reddito è riconosciuta alle famiglie con soli componenti over 67 o disabili gravi (la pensione di cittadinanza che a gennaio ha coinvolto 115mila famiglie con un importo medio di 240 euro).

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Ai cittadini, in cambio del sussidio mensile sino a 780 euro (per i single con affitto a carico; per le famiglie con più componenti, l’integrazione prevista è maggiore, sino a 1380 euro), si richiede però la ricerca assidua di un’occupazione, assieme alla frequenza di corsi di formazione e al lavoro a favore del proprio Comune di residenza. Sono esclusi dalle attività di politica attiva del lavoro i disabili (che possono però beneficiare del collocamento mirato), i pensionati, gli over 65 e gli studenti.

Se molte polemiche sono sorte in merito alla mancata presa a carico da parte dei navigator di quanti oltre al sussidio contavano di poter trovare un lavoro, va ricordato che le attività di politica attiva sono sospese durante il periodo di emergenza per epidemia di coronavirus. Pertanto i beneficiari non perderanno il sussidio (anche perché di posti di lavoro in questo periodo proprio non se ne parla, ndr).

Il reddito di cittadinanza 2021

Attenzione: per chi ha presentato domanda di reddito di cittadinanza nei primi mesi di operatività della misura sono in scadenza i 18 mesi di fruizione. Infatti le prime domande sono state inviate nel marzo 2019 e chi ha iniziato a percepire il Reddito a aprile 2019 ha ricevuto l’ultimo assegno a settembre 2020 e ha dovuto attendere un mese di sospensione obbligatoria prima del rinnovo.

Per continuare a percepire il sussidio, è indispensabile presentare una nuova domanda. II rinnovo del Reddito di cittadinanza infatti non avviene in modo automatico, ma è necessario presentare una nuova domanda direttamente sul sito ufficiale, oppure sul sito dell’Inps, o in alternativa rivolgendosi ad un Caf o ad un ufficio di Poste Italiane.

Ma cosa cambierà per il futuro? L’attuale ministro del Lavoro Orlando ha intenzione di intervenire sulla misura, favorendo l’incontro tra domanda e offerta di lavoro ed assicurando  il collocamento dei disoccupati. Si dovrà anche decidere sul ruolo dei navigator e riguardo a una migliore gestione delle situazioni di povertà assoluta.

L’Inps ha recentemente chiarito che chi non ha inviato l’Isee entro il 31 gennaio 2021 subirà la sospensione del sussidio, che riprenderà ad essere erogato soltanto una volta presentata la dichiarazione ed elaborata l’attestazione da parte dell’Inps.

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Va ricordato che al reddito di cittadinanza si è aggiunto, ma solo temporaneamente, il reddito d’emergenza, un contributo finalizzato a sostenere le famiglie in difficoltà a causa dell’epidemia di coronavirus. 292mila le famiglie che hanno ricevuto almeno una mensilità del sussidio previsto dal decreto Rilancio con un importo medio mensile di 559 euro. 254mila le famiglie che hanno ricevuto almeno una mensilità del sussidio previsto dal decreto Agosto con un importo medio mensile di 550 euro. Il Decreto ristori ha aggiunto le mensilità di novembre e di dicembre che ha coinvolto 81mila famiglie che hanno beneficiato di un importo medio pari a 519 euro. È probabile che il nuovo governo riproponga tale misura.

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