Reddito di cittadinanza, prende 700 euro al mese e in casa ha una pasticceria abusiva

Denunciato il titolare del laboratorio abusivo: il caso sarà segnalato alla competente sede territoriale dell'Inps per l'emissione del provvedimento amministrativo di decadenza dell'erogazione del sussidio. E' successo a Salinagrande, in provincia di Trapani

In casa una pasticceria abusiva... e ogni mese il reddito di cittadinanza. Foto di repertorio Ansa

Puntuale come la pioggia a novembre, ecco un nuovo caso di "furbetto" del reddito di cittadinanza. A Salinagrande, in provincia di Trapani, la Guardia di Finanza ha scoperto un laboratorio dolciario all'interno di un appartamento: chi gestiva in casa la pasticceria abusiva ogni mese percepiva 700 euro di reddito di cittadinanza. I finanzieri hanno denunciato il titolare del laboratorio abusivo e sequestrato circa 160 chili di prodotti dolciari, tra cui la tradizionale "frutta martorana", pronti per essere rivenduti. A realizzare dolci, all'interno della cucina adibita a laboratorio, erano marito e moglie.

In casa una pasticceria abusiva... e ogni mese il reddito di cittadinanza

Secondo la ricostruzione delle Fiamme Gialle, in passato l'uomo aveva esercitato una regolare attività di pasticceria cessata nel 2000 e dal mese di giugno 2019 percepiva circa 700 euro mensili di reddito di cittadinanza. Precarie le condizioni igieniche del laboratorio al quale mancavano tutte le autorizzazioni sanitarie e i requisiti igienico-sanitari previsti dalle leggi e dai regolamenti.

Il titolare del laboratorio abusivo è stato denunciato per violazione delle norme che tutelano la pubblica salute, la produzione ed il commercio delle sostanze destinate all'alimentazione, nonché per aver dichiarato il falso ai fini dell'ottenimento del reddito di cittadinanza. E' stato inoltre avviato un controllo fiscale sul titolare del laboratorio per recuperare a tassazione i proventi frutto dell'abusiva attività commerciale e, nei prossimi giorni, sarà inviata una segnalazione alla competente sede territoriale dell'Inps per l'emissione del provvedimento amministrativo di decadenza dell'erogazione del reddito di cittadinanza.

Reddito di cittadinanza e "furbetti": quando si perde il sussidio

Negli ultimi giorni sono emersi diversi casi di percezione indebita del sussidio "anti povertà". Un'altra notizia simile, oggi, arriva da Sermoneta in provincia di Latina, dove in un'azienda agricola i carabinieri hanno scoperto che una persona, assunta regolarmente dal mese di giugno 2019, attualmente percepiva impropriamente il reddito di cittadinanza.

Le circostanze in cui il reddito di cittadinanza può essere perso o ridotto sono chiare. Nel dettaglio, è prevista la decadenza dal reddito di cittadinanza quando uno dei componenti il nucleo familiare:

  • non effettua la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro;
  • non sottoscrive il Patto per il lavoro ovvero il Patto per l’inclusione sociale;
  • non partecipa, in assenza di giustificato motivo, alle iniziative di carattere formativo o di riqualificazione o ad altra iniziativa di politica attiva o di attivazione;
  • non aderisce ai progetti utili alla collettività, nel caso in cui il comune di residenza li abbia istituiti;
  • non accetta almeno una di tre offerte di lavoro congrue oppure, in caso di rinnovo, non accetta la prima offerta di lavoro congrua;
  • non comunica l’eventuale variazione della condizione occupazionale oppure effettua comunicazioni mendaci producendo un beneficio economico del Reddito di cittadinanza maggiore;
  • non presenta una DSU aggiornata in caso di variazione del nucleo familiare;
  • venga trovato, nel corso delle attività ispettive svolte dalle competenti autorità, intento a svolgere attività di lavoro dipendente, ovvero attività di lavoro autonomo o di impresa, senza averlo comunicato.

Coloro che presentano dichiarazioni o documenti falsi o attestanti cose non vere oppure ometta informazioni dovute è punito con la reclusione da due a sei anni. È prevista, invece, la reclusione da uno a tre anni nei casi in cui si ometta la comunicazione all’ente erogatore delle variazioni di reddito o patrimonio, nonché di altre informazioni dovute e rilevanti ai fini della revoca o della riduzione del beneficio. In entrambi i casi, è prevista la decadenza dal beneficio con efficacia retroattiva e la restituzione di quanto indebitamente percepito.
 

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