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Sabato, 25 Giugno 2022
Il sussidio

Quanto si prende (davvero) in media di reddito di cittadinanza

Oltre due milioni di persone, solo nel mese di maggio, hanno ricevuto un sostegno al reddito tra reddito e pensione di cittadinanza. C'è anche però chi si è visto revocare il sussidio. Tutti i dati forniti dall'Inps

Un "esercito" di oltre due milioni di persone, solo nel mese di maggio, ha ricevuto un sostegno al reddito tra reddito di cittadinanza e pensione di cittadinanza. A tirare le somme è l'Inps. Secondo i dati dell'Istituto di previdenza, i nuclei beneficiari di reddito di cittadinanza e pensione di cittadinanza sono stati 1,05 milioni in totale (934mila reddito e quasi 116mila pensione), con 2,25 milioni di persone coinvolte (2,1 milioni reddito e quasi 132mila pensione). In media l'importo erogato a livello nazionale è di 542 euro (575 euro per il reddito e 273 euro per la pensione).  

C'è stato un calo nel numero dei percettori a maggio "da attribuire in modo significativo al fatto che circa 255mila nuclei hanno terminato di percepire il beneficio dopo 18 ovvero 36 mensilità, di cui circa 225mila appartenenti alla coorte di aprile 2019. Inoltre, di questi 255mila, quasi 200mila (80%) hanno già ripresentato domanda e pertanto dal mese prossimo è presumibile che siano nuovamente ricompresi dentro le statistiche".

Reddito di cittadinanza, chi lo incassa e a quanto ammonta

L`importo medio varia sensibilmente con il numero dei componenti il nucleo familiare, e varia da un minimo di 447 euro per i nuclei costituiti da una sola persona a un massimo di 718 euro per le famiglie con cinque componenti.

La platea dei percettori di reddito di cittadinanza e di pensione di cittadinanza è composta da 1,93 milioni di cittadini italiani, 226mila cittadini extra comunitari con permesso di soggiorno Ue e quasi 84mila cittadini europei.

Per i nuclei con presenza di minori (oltre 329mila, con 1,19 milioni di persone coinvolte), l`importo medio mensile è di 669 euro, e va da un minimo di 584 euro per i nuclei composti da due persone a un massimo di 723 euro per quelli composti da cinque persone.

I nuclei con presenza di disabili sono quasi 170mila, con 380mila persone coinvolte. L`importo medio è di 470 euro, con un minimo di 368 euro per i nuclei composti da una sola persona e un massimo di 681 euro per quelli composti da cinque persone. La distribuzione per aree geografiche vede 426mila beneficiari al Nord, 317mila al Centro e 1,5 milioni nell'area Sud e Isole.

Chi rischia di perdere il reddito di cittadinanza

Nel corso dei primi cinque mesi dell'anno, le revoche hanno riguardato quasi 29mila nuclei e le decadenze sono state 178mila. 

I motivi per cui il reddito di cittadinanza può essere perso o ridotto son diversi. 
Si prevede la decadenza dal Reddito di cittadinanza quando uno dei componenti il nucleo familiare:

  • non effettua la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro;
  • non sottoscrive il Patto per il lavoro ovvero il Patto per l’inclusione sociale;
  • non partecipa, in assenza di giustificato motivo, alle iniziative di carattere formativo o di riqualificazione o ad altra iniziativa di politica attiva o di attivazione;
  • non aderisce ai progetti utili alla collettività, nel caso in cui il comune di residenza li abbia istituiti;
  • non accetta almeno una di tre offerte di lavoro congrue oppure, in caso di rinnovo, non accetta la prima offerta di lavoro congrua;
  • non comunica l’eventuale variazione della condizione occupazionale oppure effettua comunicazioni mendaci producendo un beneficio economico del Reddito di cittadinanza maggiore;
  • non presenta una dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) aggiornata in caso di variazione del nucleo familiare;
  • venga trovato, nel corso delle attività ispettive svolte dalle competenti autorità, intento a svolgere attività di lavoro dipendente, ovvero attività di lavoro autonomo o di impresa, senza averlo comunicato.

Chiunque presenti dichiarazioni o documenti falsi o attestanti cose non vere oppure ometta informazioni dovute è punito con la reclusione da due a sei anni. È prevista, invece, la reclusione da uno a tre anni nei casi in cui si ometta la comunicazione all’ente erogatore delle variazioni di reddito o patrimonio, nonché di altre informazioni dovute e rilevanti ai fini della revoca o della riduzione del beneficio. In entrambi i casi, è prevista la decadenza dal beneficio con efficacia retroattiva e la restituzione di quanto indebitamente percepito. 

Se l’interruzione della fruizione del Reddito di cittadinanza avviene per ragioni diverse dall’applicazione di sanzioni, il beneficio può essere richiesto nuovamente per una durata complessiva non superiore al periodo residuo non goduto. Nel caso l’interruzione sia motivata dal maggior reddito derivato da una modificata condizione occupazionale e sia decorso almeno un anno nella nuova condizione, l’eventuale successiva richiesta del beneficio equivale a una prima richiesta.

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