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Sabato, 28 Maggio 2022
Economia

Lavoro gratis per il reddito di cittadinanza: il 'do ut des' di Di Maio

Il vicepremier e ministro del Lavoro è tornato a parlare della misura contro la povertà in occasione del XVII congresso della Uil: “Otto ore di lavoro a settimana a servizio della comunità”

Il reddito di cittadinanza, vero cavallo di battaglia della campagna elettorale del Movimento 5 Stelle, comincia a prendere forma attraverso le parole del ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio. L'elemento di novità snocciolato dal vicepremier sul palco del XVII congresso della Uil è significativo e cambia un po' le carte in tavola: chi riceverà il reddito di cittadinanza dovrà lavorare 8 ore gratis ogni settimana per il proprio Comune. 

Lavoro gratis per il reddito di cittadinanza

Una sorta di “do ut des” tra il cittadino e l'amministrazione comunale, in attesa che il soggetto in questione trovi un'occupazione stabile attraverso i centri di collocamento. “Il reddito di cittadinanza  - ha spiegato Luigi Di Maio -  uno strumento che crea le giuste obiezioni perché non lo conosciamo ma l'obiettivo non è dare soldi a qualcuno perché stia su un divano ma per dire con franchezza: tu hai perso il lavoro e ora devi seguire un percorso per formarti ed essere reinserito nel mondo del lavoro. Ma ma siccome hai figli mentre ti formi io ti do un reddito e in cambio tu dai al tuo sindaco 8 ore di lavoro gratuito di pubblica utilità". Un modo come un altro per far capire che il reddito di cittadinanza non dovrà essere inteso come un sussidio per stare a casa a non fare nulla, ma più come un incentivo per vivere in maniera dignitosa nell'attesa di un lavoro stabile, con un piccolo impegno da mantenere: otto ore a settimana di lavoro a servizio della comunità, da impiegare per svolgere lavori utili.

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Il Governo tira dritto

Quello delle ore di lavoro gratis è soltanto l'ultima novità sul reddito di cittadinanza che piano piano sta prendendo forma. Un altro particolare, quello delle due fasi, era stato anticipato dal premier Giuseppe Conte qualche settimana fa. Nell'intervento al Senato il presidente del Consiglio spiegò come nella prima fase gli investimenti verranno destinati al rafforzamento dei centri dell'impiego, mentre nella seconda arriveranno i soldi per i cittadini in difficoltà. In attesa di nuovi elementi, quello che appare certo è che il governo ha intenzione di andare avanti senza tentennamenti, come confermato dallo stesso Di Maio: “Io nel reddito di cittadinanza ci credo e non arretreremo. Ci metteremo insieme con le forze politiche e anche quelle sociali che vorranno condividerlo per realizzarlo senza abiure”.

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L'abolizione dei vitalizi

Durante il XVII congresso della Uil, il vicepremier ha parlato anche di un altro punto chiave del contratto Lega-M5s, l'abolizione dei vitalizi: “Questa - ha garantito - è la settimana buona per abolire i vitalizi dei parlamentari. E' una questione di giustizia sociale. E subito dopo taglieremo le pensioni d'oro, quelle sopra i 5mila euro netti, percepite senza aver versato i contributi corrispondenti”.

La replica a Macron

Dal palco dell'Eur, a Roma, è arrivata anche la replica alle parole del presidente francese Macron, che aveva definito definito la crescita dei populisti in Europa "come una lebbra":  “La vera lebbra è l'ipocrisia europea – ha ribattuto Di Maio -  Ed è l'ipocrisia di alcuni Stati che respingono gli immigrati a Ventimiglia e poi fanno la morale a noi su come gestirli”. Una polemica destinata a rimanere 'calda', con la nave Lifeline che rischia di diventare la nuova Aquarius. Per il reddito di cittadinanza invece, bisognerà pazientare ancora.

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