Reddito di cittadinanza, la reazione del "furbetto" beccato a lavorare (in nero)

Ismaele La Vardera, inviato del programma Le Iene, va da due palermitani che oltre all'assegno mensile del reddito di cittadinanza intascano (in nero) i guadagni delle loro attività commerciali. All'inizio negano, poi uno di loro reagisce con minacce, schiaffi e calci. Ecco cosa rischiano i furbetti del sussidio

(Reddito di cittadinanza, Le Iene beccano due "furbetti": il video)

Se tanti sono gli italiani veramente in difficoltà e che godono del reddito di cittadinanza fortemente voluto dal Movimento 5 stelle, esistono anche i "furbetti" che intascano il sussidio economico non rispettando la legge. Lo dimostrano le cronache di questi mesi, con le forze dell'ordine impegnate costantemente nei controlli. Secondo l'Ispettorato del Lavoro, da aprile ad agosto sono stati individuati 185 casi di "furbetti" del reddito di cittadinanza beccati a lavorare in nero nonostante fossero beneficiari del sussidio. Il sospetto però è che i casi possano essere in un numero superiore: una lotta impari, a quanto pare, quella tra furbetti e forze dell'ordine. Per questo Ispettorato del Lavoro e Guardia di Finanza hanno deciso di correre ai ripari inasprendo le multe (qui tutti i dettagli).

Reddito di cittadinanza, la reazione del "furbetto" beccato a lavorare in nero 

L'ultimo "caso" a Palermo, dove l'inviato de Le Iene Ismaele La Vardera ha incontrato due palermitani che oltre all'assegno mensile dallo Stato intascano (in nero) i guadagni di un'attività commerciale. "Mi hanno dato 500 euro di reddito di cittadinanza", aveva spiegato uno di loro al telefono, raccontando di essere disoccupato da diversi anni e che di tre persone in famiglia nessuno lavorava. L'altra persona aveva invece raccontato di prenderne 638. Quando la "iena" è andata a chiedere spiegazioni ai due sul luogo di lavoro, all'inizio hanno negato addirittura di stare lavorando. Poi uno di loro ha reagito con minacce, schiaffi e calci nelle parti intime.

Le pene per i "furbetti" del reddito di cittadinanza

La legge prevede pene molto severe per i cosiddetti "furbetti" del reddito di cittadinanza, anche la reclusione da due a sei anni per chiunque presenti dichiarazioni false, oppure ometta informazioni dovute. E' prevista invece la reclusione da uno a tre anni nei casi in cui si ometta la comunicazione all’ente erogatore delle variazioni di reddito o patrimonio, nonché di altre informazioni dovute e rilevanti ai fini della revoca o della riduzione del beneficio. In entrambi i casi, non solo è prevista la decadenza dal beneficio, ma chi ha frodato lo Stato dovrà restituire indietro quanto indebitamente percepito.

Reddito di cittadinanza, doppio sequestro per i furbetti

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