Lunedì, 1 Marzo 2021

Reddito di cittadinanza: il milione di persone senza assegno per un mese e il rischio sommosse

In Sicilia, dove governa la destra e ad andare “in scadenza” sono 100 mila persone, si invocano proroghe. Ma il ministero del Lavoro non è d'accordo

Foto di repertorio

Un milione di persone a partire da oggi resterà senza reddito di cittadinanza perché la legge del governo Lega-M5s dice che la misura dura al massimo un anno e mezzo. Successivamente, se si è in possesso dei requisiti, si può mandare una nuova richiesta, ma bisogna comunque restare fermi un mese. E quell’anno e mezzo è già passato per 410 mila nuclei che ora non potranno ottenere l’accredito di fine ottobre.

Reddito di cittadinanza: il milione di persone senza assegno per un mese e il rischio sommosse

Per questo lo stop al reddito di cittadinanza dal 30 settembre potrebbe generare sommosse, come ha fatto notare qualche giorno fa l’assessore regionale siciliano al Lavoro Antonio Scavone in una lettere alla ministra del Lavoro Nunzia Catalfo. L'assessore ha chiesto di introdurre una proroga ma al ministero per ora non hanno preso in considerazione la possibilità, anche se il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha chiesto di cambiare la legge (ed è stato stoppato dal MoVimento 5 Stelle). 

Intanto, fa sapere il Fatto Quotidiano, una nota dei tecnici ha chiarito che i percettori coinvolti nei patti di inclusione sociale non saranno obbligati a proseguire il percorso con i comuni nel mese in cui non riceveranno i soldi, ma potranno farlo in maniera volontaria, mentre i lavori di pubblica utilità saranno interrotti perché verrà meno la copertura assicurativa dell'Inail. 

In Sicilia, dove governa la destra e ad andare “in scadenza” sono 100 mila persone, lo ha invocato l’assessore regionale al Lavoro Antonio Scavone: “Bisogna intervenire immediatamente – ha detto – ci devono essere delle proroghe ed evitare stop ai pagamenti, rischiamo che si vengano a creare situazioni particolari”. Paradossale, se vogliamo, che mentre gli esponenti della destra a livello nazionale si scagliano contro l’assistenzialismo e parlano di flop, quelli locali – costretti a fare i conti con la quotidianità – si spendono addirittura per rafforzarlo.

L'obiettivo che vuole perseguire il ministero è quello di mettere in comunicazione centri per l’impiego, agenzie private per il lavoro e imprese per far finalmente funzionare l’incrocio tra domanda e offerta e rendere più facilmente tracciabili le proposte non accettate dai percettori del Reddito. “Questo percorso – spiegano dal ministero – sarà portato avanti insieme alla Presidenza del Consiglio”. Ma se il lavoro non c'è come si fa a trovarlo?

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