Reddito di cittadinanza, "così non va": chi (e perché) ha chiesto una verifica

Maurizio Landini, segretario Cgil, non fa sconti al nuovo governo: chiede una verifica sul reddito di cittadinanza "perché la povertà non va combattuta solo con questo sussidio". Il futuro del reddito di cittadinanza con il nuovo governo M5s-Pd: facciamo il punto

Verifica sul reddito di cittadinanza: cosa chiede Landini al nuovo governo. Foto Ansa

Il reddito di cittadinanza va verificato: una sorta di tagliando per il sussidio fortemente voluto dal Movimento 5 stelle, un "controllo" per capire cosa va e cosa, invece, può essere migliorato. Ma è un beneficio economico che non basta, perché "la povertà non va combattuta solo con questo sussidio". La pensa così Maurizio Landini, segretario generale della Cgil che ha fatto le sue richieste sui temi economici al nuovo governo M5s-Pd. Intervenuto a Circo Massimo su Radio Capital, Landini ha detto che "si può essere poveri anche con un reddito basso perché in famiglia c'è una persona non autosufficiente, perché non ci sono asili, scuole".

Verifica sul reddito di cittadinanza: cosa chiede Landini al nuovo governo

Cosa fare, dunque, per combattere la povertà? Due le strade ipotizzate da Landini: un potenziamento dei servizi sociali e un piano straordinario di investimenti in infrastrutture pubbliche e private per creare lavoro. Focus sulle politiche attive per il lavoro, dunque, più che sul sussidio inteso come misura di sostegno alla povertà fine a se stessa. "Bisogna potenziare i servizi sociali. E poi un altro punto: i posti non li creano i centri per il lavoro, c'è bisogno di un piano straordinario di investimenti in infrastrutture pubbliche e private. Il lavoro si crea se ripartono investimenti", ha sentenziato il leader della Cgil. "Non esistono governi amici o nemici, noi li giudichiamo per quello che fanno. Finora i governi della disintermediazione sono tutti andati a sbattere. Crediamo necessario che si riattivi un confronto preventivo vero", ha detto Landini intervenuto a Radio Capital. Quanto all'eventuale taglio del cuneo fiscale, "lo sgravio deve andare tutto ai lavoratori e ai pensionati. E' anche l'unico modo per incrementare i consumi. Occorre poi insistere sulla lotta all'evasione, ci sembra che non ci sia mai stata la volontà di farlo".

Non solo. Maurizio Landini ha anche proposto una verifica su quota 100: "Va fatto un tagliando, capire chi l'abbia presa o meno. Anche perché non esiste solo quota 100. Occorre pensare ad una pensione di garanzia per i giovani, riconoscere davvero i lavori più pesanti, riconoscere la differenza di genere che non penalizzi le donne, introdurre un criterio di flessibilità di uscita. Sono preoccupato dal fatto che sul tema ci sia un vuoto nei programmi delle due forze politiche".

Il futuro del reddito di cittadinanza con il nuovo governo M5s-Pd

Ma torniamo al reddito di cittadinanza. Quale sarà il suo futuro col nuovo governo M5s-Pd? Tra le condizioni inderogabili chieste da Zingaretti a Di Maio per far nascere il nuovo esecutivo non c’erano né la cancellazione di quota 100 né la revisione del beneficio economico targato 5 stelle, che pure erano stati due provvedimenti molto criticati dai dem all’opposizione. Il sussidio "anti povertà" è una misura che avvicina M5s e centrosinistra: non sarà di certo abolito con l'alleanza giallorossa, né messo in discussione perlomeno nel suo impianto generale. Una rivisitazione, invece, può essere possibile, anche se è difficile ipotizzare un allargamento della platea. E non è escluso qualche aggiustamento per rendere la misura più efficace dal punto di vista dell'inserimento lavorativo. Parliamo della cosiddetta fase 2 del reddito di cittadinanza, partita proprio in questi giorni non senza difficoltà. Staremo a vedere. 

La prossima legge di Bilancio, d'altronde, è la sfida più impegnativa che il nuovo ministro dell’Economia Roberto Gualtieri dovrà affrontare, tra vincoli Ue e rilancio della crescita. Dalla sterilizzazione delle clausole di salvaguardia alla destinazione delle scarse risorse, passando per la revisione della spesa o gli interventi per crescita e sociale, la Finanziaria sarà un battesimo di fuoco per il neo ministro in un contesto di stagnazione per l’Italia e di rallentamento del pil globale. Per una manovra ridotta all’osso, con la sola sterilizzazione delle clausole di salvaguardia (23 miliardi) e le spese indifferibili, e dunque senza nessun intervento espansivo, servono circa 28 miliardi. Tra le risorse il governo può contare su un "tesoretto" di risparmi in arrivo da quota 100 e reddito di cittadinanza, "tesoretto" che tra minori richieste e verifiche di eventuali abusi del reddito potrebbe salire ulteriormente. Molto stimato a Bruxelles, Gualtieri rappresenta il garante dei conti che dovrà mettere d’accordo le due anime del governo e trattare con l'Ue cercando di ottenere qualche margine di flessibilità sul deficit, ma nel rispetto dei vincoli di bilancio.

Per approfondire:

reddito cittadinanza card ansa-2

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