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Venerdì, 27 Gennaio 2023
Economia

Pratiche sprint per il reddito di inclusione: "Tutto fatto in 20 giorni"

Il decreto per il contrasto alla povertà, che istituisce il reddito di inclusione, stabilisce la road map. L'intera procedura quindi, considerata anche una "tolleranza" di ulteriori 5 giorni dovuti ai vari passaggi non dovrebbe durare più di venti giorni

Venti giorni per ottenere l'accesso al reddito di inclusione (Rei). A stabilirlo è la road map delineata dal decreto per il contrasto alla povertà, che mette nero su bianco tappe e scadenze "sprint" per rendere facile e veloce l'accesso al beneficio per quanti vorranno farne richiesta. 

Ci saranno infatti sportelli, i cosiddetti "punti per l'accesso al Rei", ai quali presentare la domanda per il sussidio e da cui ricevere una risposta, come riporta Rainews. Tali sportelli andranno identificati sul territorio e quindi tocca al Comune raccogliere la domanda, verificarne i requisiti di cittadinanza e residenza e inviarla all'Inps entro 10 giorni lavorativi.

Nei successivi cinque giorni, l'Istituto di previdenza deve verificare il possesso dei requisiti e, in caso di esito positivo, riconoscere il beneficio, che sarà poi erogato mensilmente tramite una carta di pagamento elettronica (la cosiddetta Carta Rei), che sarà simile a una carta prepagata.  L'intera procedura quindi, considerata anche una "tolleranza" di ulteriori 5 giorni dovuti ai vari passaggi non dovrebbe durare più di venti giorni.

La Carta Rei potrà essere usata per metà dell'importo anche per il prelievo di contanti, mentre finora l'uso è stato vincolato sempre ad acquisti nei supermercati, nelle farmacie o alle poste.  

Questo il meccanismo per il primo anno di funzionamento del Rei. Dopo di che, una volta entrato a regime, ci saranno anche delle scadenze fissate anche per la sottoscrizione del progetto personalizzato, la cosiddetta "parte attiva" a cui l'aiuto è condizionato. Questa procedura dovrà essere invece completata in cinquanta giorni. Il Comune avrà un mese di tempo per valutare la situazione e e indicare la via d'uscita, con progetti semplici, ovvero mirati a recuperare problemi specifici, o complessi, con vere e proprie équipe di sostegno.

La prima fase partirà nel 2018 e le domande potranno essere fatte partire da dicembre 2017, almeno secondo le intenzioni. 

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