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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
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L'Emilia Romagna sfoggia il suo Reddito: "Caro Governo, copia"

La Regione Emilia-Romagna ha investito 70 milioni di euro per il biennio 2018-2019 per il Reddito di solidarietà che garantisce una media di circa 300 euro ad oltre 25.000 persone e un percorso socio-lavorativo di reinserimento

"Il reddito di cittadinanza non è uno strumento contro la povertà, ma l'ennesimo sussidio di disoccupazione". La denuncia viene da Elisabetta Gualmini, vicepresidente della Regione Emilia-Romagna con delega a Welfare, in occasione della presentazione dei dati al 15 novembre su Reddito di solidarietà, la misura di contrasto alla povertà della Regione Emilia-Romagna avviata nel settembre 2017 e che, da luglio 2018, va a integrare il Reddito di inclusione nazionale.

In Emilia-Romagna sono 10.546 le famiglie beneficiarie per un totale di oltre 25.000 persone (in un anno 34.000 domande). Più della metà delle famiglie in possesso della carta prepagata è inserita in un percorso socio-lavorativo di reinserimento.

"Mi auguro che il Governo ci pensi bene prima di buttare all'aria uno strumento che sta dando una mano a decine di migliaia di persone e che si ravveda scegliendo di potenziare una misura che c'è già e non credo che la nuova misura possa andare a regime nel giro di tre mesi" spiega Gualmini.

Come funziona il reddito di Solidarietà

Più del 60% dei beneficiari del Res ha più di 46 anni, il 32% ne ha più di 56. La maggior parte delle famiglie beneficiarie ha redditi da lavoro ma si tratta di lavoro precario e malpagato indice di come la povertà non sia solo un problema legato alla mancanza di un lavoro, ma dipende anche da altri fattori.

Dallo scorso luglio la Regione Emilia Romagna ha modificato il Res: inizialmente era stato adottato per andare a intercettare le famiglie che non avevano i requisiti per accedere al Sia/Rei, ma da quando la platea del Rei è stata allargata (sono stati tolti i requisiti della presenza di figli, persone disabili o donne in gravidanza), il Res è diventata una misura integrativa di quella nazionale. La soglia minima è di 110 euro a persona che, moltiplicata per il numero di componenti, va ad aggiungersi al Rei.

La Regione Emilia-Romagna ha investito 70 milioni di euro per il biennio 2018-2019 per il Reddito di solidarietà che garantisce una media di circa 300 euro per i nuclei unipersonali a quasi 900 per quelli di cinque o più persone.

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