Martedì, 22 Giugno 2021
Crisi economica

Il giorno dopo il referendum in Grecia: panico Borsa, ma l'Euro tiene

Milano perde il 2,8%. Giù i mercati asiatici a eccezione di Shangai. Apertura in ribasso per l'Euro, poi la risalita: ora "vale" 1,1051 dollari. Questi i primi effetti del voto di Atene

ROMA - Borsa e banche ancora chiuse in Grecia. E' questo il primo "effetto" della vittoria del No al referendum di ieri e della notizia delle dimissioni di Varoufakis. E ora cosa accadrà ai mercati finanziari? Si profila una giornata intesa dopo che - lunedì scorso - dopo l'annuncio di Atene di indire il referendum in una giornata furono bruciati 290 miliardi di euro. Adesso, come spiegava ieri un broker, "sarà determinante verificare se c'è la olontà comunque di arrivare a un accordo tra Grecia e creditori.

RISCHIO "TURBOLENZE" - Non solo "borse e mercati", però, ma anche "rating". Turbolenze nel breve termine sono attese anche da Standard & Poor's ma per l'agenzia di rating l'Eurozona oggi è molto più robusta rispetto al 2011-2012. C'è il Fondo salva Stati e c'è il quantitative easing della Bce da 60 miliardi di euro al mese per acquisti di bond governativi. Ma nel medio periodo è ipotizzabile un allargamento degli spread all'interno dell'area euro, in particolare per paesi come Spagna, Portogallo e Italia. Sempre S&P stima che il maggior costo per finanziari sarebbe di 30 miliardi l'anno per i paesi euro e di questi 11 solo per l'Italia. 

PRIME REAZIONI - All'apertura dei mercati dopo il referendum l'Euro è andato giù, così come le borse asiatiche (ad eccezione di Shanghai) e il petrolio. In forte ribasso appare la moneta unica europea sul dollaro: un Euro viene scambiato a 1,1025 dollari. In netto calo anche le borse asiatiche: a Tokio il Nikkei ha ceduto il 2,08%, a 20.112 punti; Hong Kong perde il 3,73%, seguita dalla borsa malese, in ribasso dell'1,30%. Male anche la piazza australiana, giù dell'1,43%. Era partita bene, invece, la borsa cinese, sull'onda delle misure di sostegno all'economia varate dal governo, ma l'effetto Grecia ha poi prevalso, e Shanghai ha invertito la rotta perdendo lo 0,55%. Sempre sui mercati asiatici, infine, crollano le quotazioni del petrolio, con l'effetto Grecia che spinge le vendite. Il Wti viene scambiato a 54,75 dollari al barile, mentre il Brent si attesta a 59,54 dollari al barile. 

GIU' MILANO - Pesanti i listini europei, con Milano che perde il 2,8% come l'Eurostoxx 50: per il momento, però, sono stati evitati i temuti scenari da "panic selling": le vendite a catena che alcuni analisti si erano immaginati a causa degli scenari adesso imprevedibili per la risoluzione della crisi greca. 

L'EURO TIENE - Sostanziale tenuta dell'euro sul mercato dei cambi, all'impatto del risultato del referendum greco sul piano di aiuti proposto da Ue e Fmi. Una bocciatura ad ampia maggioranza, come chiesto dal governo, che solleva non poche incognite sulla futura permanenza del Paese quale membro pieno della valuta condivisa. Ma se sulle Borse il voto ha innescato netti calo degli indici, sui cambi, dopo un minimo di seduta a 1,0992 dollari, l'euro ha perfino imboccato una risalita a 1,1051 a tarda mattina. E la valuta unica resta ben più in alto del minimo toccato lo scorso 16 marzo, 1,0458 dollari.

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