Mercoledì, 23 Giugno 2021
Crisi economica / Grecia

Referendum Grecia, con la vittoria del "Sì" addio governo Tsipras

Clamoroso annuncio del ministro Varoufakis: "In caso di sconfitta del No pronti a tornare alle urne". Intanto si abbatte la scure di Moody's: l'economia ellenica declassata ulteriormente

ATENE (GRECIA) - A poche ore dalla consultazione popolare sul piano di salvataggio prospettato dai creditori internazionali, appare sempre più incerto l'esito del referendum convocato dal governo di Atene. Secondo l'ultimo sondaggio MacroPolis, pubblicato ieri sera, il fronte del "sì" sarebbe in forte ascesa. Il 47% delle persone interpellate sarebbe infatti favorevole ad accettare le condizioni poste dai creditori, mentre il 43% avrebbe espresso l'intenzione di votare "no". Solo il 6,3% degli interpellati si è detto indeciso. 

TSIPRAS PRONTO A LASCIARE - Quel che sembra più certo, invece, è che la vittoria del sì potrebbe portare alle dimissioni del governo di Atene. Lo ha confermato lo stesso ministro dell'Economia Yanis Varoufakis. "Potremmo dare le dimissioni, ma lo faremo in uno spirito di collaborazione con coloro che ci seguiranno", ha detto il ministro alla radio australiana. 

LA SCURE DI MOODY'S - Intanto un'altra agenzia di rating, Moody's, ha "usato le forbici" sulla Grecia declassandola da Caa2 a Caa3 a causa del "rischio aggiuntivo" legato al referendum. Una nota dell'agenzia diffusa nella notte sottolinea che senza gli aiuti dei creditori internazionali Atene farà default sul suo debito in mano a privati. L'annuncio del referendum di domenica prossima, ha affermato Moody's, "crea un ulteriore rischio, più acuto, per i creditori privati". Secondo Moody's, infatti, una vittora del fronte del 'no' aumenterebbe il rischio di uscita del Paese dall'euro e determinerebbe "significative perdite di creditori del settore privato". 

Senza il sostegno dei creditori ufficiali e le riforme economiche e fiscali per ottenere quel sostegno e mettere su una via più sostenibile le sue finanze la Grecia farà default sul suo debito detenuto da privati

IL SONDAGGIO "GRECO" - Ma la grande incertezza sull'esito della consultazione popolare è stata confermata, ieri, da un altro sondaggio pubblicato dal quotidiano Efimerida ton synatkton, il 46% dei consultati è contro l'accettazione del piano, il 37% vuole che il governo di Atene lo sottoscriva e il 17% non ha una precisa idea al riguardo. Ma prima della chiusura delle banche la stessa questione vedeva il "no" al 57%, il "sì" al 30% e un 13% senza opinione. 

IL NEGOZIATO - Resta da vedere come abbiano influito gli ultimi sviluppi del complicatissimo negoziato, delle nuove aperture sul piatto dell'eurogruppo e della conferma, ieri, da parte del premier Tsipras, della richiesta di votare "no" domenica. Inoltre, e forse più di tutto, sull'esito del referendum pesano le difficoltà e i timori collegati alla prolungata chiusura delle banche, decisa dal governo di Atene all'inizio della settimana per mettere al sicuro la liquidità di emergenza degli istituti. 

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