Domenica, 26 Settembre 2021
Economia

Il Dieselgate si allarga, dopo Volkswagen e Fca sospetti su Renault: aperta inchiesta a Parigi

Anche i motori della casa francese avrebbero superato i limiti di emissioni. Marchionne assicura: "Nessuna frode" dopo la denuncia dell'ente automobilistico americano e Fca recupera in Borsa: il gruppo rischia una multa fino a 4 miliardi

Il caso “dieselgate” si allarga: Fiat Chrysler Automobiles (Fca) e Renault finisco sotto accusa per aver applicato software per fare truccare le emissioni dei motori diesel in modo che corrispondessero a quelle dichiarate nell’omologazione dei veicoli.  E' la stessa accusa per cui la compagnia automobilistica tedesca Volswagen dovrà pagare una sanzione di 4,3 miliardi di dollari, da aggiungere ai 17,5 miliardi di dollari già concordati come risarcimento civile per la class action, perché riconosciuta colpevole dal dipartimento di Giustizia Usa di frode e violazione del Clean Air Act per aver installato sui suoi veicoli diesel un 'defeat device' che consentiva di denunciare livelli di emissioni inferiori a quelli reali. 

Dopo la polemica esplosa solo giovedì con tra l'agenzia americana per la tutela ambientale e Fca, oggi è il turno della casa automobilistica Renault. Tre giudici francesi indagheranno sui dispositivi utilizzati dalla casa transalpina per controllare le emissioni dei suoi motori diesel che si sospetta siano truccati. La notizia ha fatto crollare il titolo in borsa.

Il nuovo fascicolo giudiziario è stato aperto il 12 gennaio scorso dalla procura di Parigi, esito dell'inchiesta aperta dalla direzione generale della Concorrenza, dei Consumi e Anti-frodi per verificare le emissioni di tutte le marche commercializzate in Francia in condizioni effettive di guida. Dai test risulta che molti tra i modelli Renault hanno superato i limiti delle emissioni di ossido d'azoto. La casa francese si difende e dice di non aver mai manipolato i dispositivi che regolano le emissioni. Ma, avendo constatato anomalie e "presunte mancanze", la commissione ha inviato il dossier alla magistratura.

L’origine della “truffa” va ricercata nel Regolamento europeo che ha stabilito limiti molto stringenti per le auto diesel Euro 5 ed Euro 6 sia per le emissioni di ossidi di azoto e CO2. Un regolamento che prevede che l’omologazione dei veicoli nuovi sia effettuata in laboratorio, in conflitto con la procedura internazionale utilizzata negli Stati Uniti, che stabilisce l’omologazione nelle “condizioni d’uso”.

DIESELGATE, MARCHIONNE: "NESSUNA FRODE"

Oggi Fca tenta un rimbalzo in borsa dopo che le sua azioni avevano lasciato il 16% del volore in un solo giorno. Sergio Marchionne nega che Fiat Chrysler Automobiles abbia violato le leggi americane sulle emissioni; rifiuta anche solo il paragone tra il suo gruppo e Volkswagen (chi lo fa "ha fumato qualcosa di illegale").  In sostanza, secondo Marchionne, l'Epa ha ritenuto che i modelli Fca incriminati non rispettassero i requisiti tecnici, non che Fca intendesse frodare i controlli. La differenza tra il caso Fca e il caso Volkswagen è che il software presente nei motori diesel del costruttore tedesco denunciava livelli di emissioni più bassi di quelli reali durante i test per poi funzionare normalmente in fase di marcia. Il sistema Scr presente nei motori della Grand Cherokee e della Dodge Ram 1500 invece funziona sempre allo stesso modo.

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Il gruppo Fca rischia una multa di 4,63 miliardi di dollari  "pari fino a 44.539 dollari per veicolo", ha spiegato rispondendo a una domanda di Consumer Report. Moltiplicando la multa per vettura con i circa 104.000 veicoli che avrebbero violato il Clean Air Act, si ottiene un risultato totale intorno ai 4,63 miliardi di dollari. La tesi dell'Epa è che Fca "ha installato senza comunicarlo un software di gestione delle emissioni nei modelli Jeep Grand Cherokees e Dodge Ram 1500 prodotti nel 2014, 2015 e 2016 con motori diesel a tre litri venduti in Usa".

La società intende collaborare con la nuova Amministrazione americana "per presentare i propri argomenti e risolvere la questione in modo corretto ed equo, rassicurando l'Epa e i clienti di Fca Us sul fatto che i veicoli diesel della società rispettano tutte le normative applicabili".  "I veicoli oggetto della notifica Epa - assicura il Ministero dei trasporti italiano - non sono omologati nè commercializzati in Italia"

DAL DIESELGATE UNA SPINTA ALLE AUTO ELETTRICHE

Il caso dieselgate ha accelerato la trasformazione delle tecnologie delle grandi case automobilistiche mondiali: Volkswagen è l’ultimo grande costruttore di automobili a scegliere le auto ibride ed elettriche, dopo Toyota, General Motors, Nissan, Hyundai, Ford, senza dimenticare la nordamericana Tesla. Bmw, Mercedes e Jaguar-Land Rover.

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