Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Economia Roma

Renzi sbaglia i conti, l'economia italiana cresce ancor meno del previsto

Il Fondo Monetario Internazionale taglia le stime per l'Italia: crescita ferma allo 0,9% ma il ministro dell'economia, Pier Carlo Padoan in audizione in Parlamento conferma le stime del Governo: "Crescita Pil all'1% è obiettivo ambizioso ma realizzabile"

WASHINGTON (Stati Uniti) - L'Italia prosegue la sua ripresa a passo ridotto e il prossimo anno la sua crescita toccherà lo 0,9%.Lo prevede il Fondo Monetario Internazionale che nel suo World Economic Outlook, appena presentato a Washington, ha tagliato - rispetto alle sue cifre di luglio - di un decimo di punto le stime del Pil per l'anno in corso e per il prossimo, rispettivamente al +0,8% e al +0,9%. Per gli esperti economisti americani in Italia mentre la disoccupazione calerà ulteriormente di tre decimi di punto all'11,2%, il calo del rapporto debito/Pil non sarà uno degli obiettivi possibili da raggiungere neppure nel 2017.

Stime che smentiscono i calcoli del Governo che nella nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza si era mostrato leggermente più ottimista per il 2017 ascrivendo una crescita del Prodotto interno lordo del +1%.

La crescita italiana, secondo le cifre dell'istituzione di Washington, resta la più bassa nel gruppo delle economie più avanzate. Gli altri tre maggiori Paesi dell'Eurozona faranno tutti meglio: dalla Germania, accreditata rispettivamente di un +1,7% e di un +1,4%, alla Francia (+1,3% in entrambi gli anni) alla Spagna (+3,1% e +2,2%). E anche gli altri partner del G7, con la sola eccezione del Giappone, correranno di più: Usa (+1,6% e +2,2%), Regno Unito (+1,8 e +1,1%) e Canada (+1,2% e +1,9%), mentre Tokyo si dovrà accontentare di un +0,5% e di un +0,6%.

La scarsa velocità dell'economia italiana andrà a impattare al denominatore sul rapporto debito Pil che, nemmeno del 2017 riuscirà a calare, anche se è vicino alla stabilizzazione, passando dal 133,2% dell'anno in corso (132,7% nel 2015) al 133,4% del prossimo. In ulteriore miglioramento il deficit tricolore che in rapporto al PIl passerà dal 2,6% del 2015 al 2,5% di quest'anno al 2,2% del 2017. Positivi anche i risultati sul fronte del mercato del lavoro, con il tasso di disoccupazione che, dall'11,9% della forza lavoro registrato lo scorso anno, scenderà all'11,5% nel 2016 e all'11,2% il prossimo.

Il ministro Padoan ribadisce lo stop all'aumento dell'Iva e le misure di stimolo all'economia

"L'obiettivo di un Pil 2017 in crescita dell'1% è ambizioso ma realizzabile". Lo ha detto il ministro dell'economia, Pier Carlo Padoan, nel corso di un'audizione alle commissioni riunite bilancio di Camera e Senato sulla Nota di aggiornamento al Def. "Anche noi consideriamo questo obiettivo sia ambizioso perché abbiamo il dovere di esserlo ma è realizzabile" ha detto dopo le valutazioni di Banca d'Italia espresse ieri. 

"Questa ambizione - ha aggiunto - è sostenuta in modo concreto da una manovra che dà un boost, una spinta alla crescita". "Il Pil programmatico non è una scommessa. E' la stima dell'effetto che la manovra produce sul prodotto" ha sottolineato Padoan.

Il Ministro ha ricordato che il governo "è intervenuto con un mix di interventi che agiscono simultaneamente sul piano della politica di bilancio, sul piano delle riforme strutturali e del sostegno agli investimenti, piani che si sostengono reciprocamente". "E' questo mix che, presente anche nella manovra di finanza pubblica 2017, consente di spingere la crescita" ha aggiunto. "Il sostegno coordinato alle diverse componenti della domanda e dell'offerta contemplato nella manovra consentirà di amplificare gli effetti degli interventi congiunturali e di rafforzare quelli degli interventi strutturali"

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