Mercoledì, 3 Marzo 2021
La protesta

Il corteo funebre di ristoratori e baristi che vogliono le riaperture

La protesta dei titolari delle attività economiche fin sotto la regione Lombardia

Il corteo di protesta

Sono partiti dalla Brianza alla volta di Milano, con gli annunci funebri sulle auto in corteo, per far sentire ancora la propria voce e chiedere di poter tornare a lavorare. È esplosa di nuovo mercoledì mattina la rabbia delle categorie più penalizzate dai divieti imposti dall'emergenza covid. Non sono bastate infatti le aperture limitate reintrodotte con la zona gialla: ristoratori, baristi, proprietari di locali e titolari di palestre si sono messi in marcia verso il palazzo della regione Lombardia per esprimere, ancora una volta, tutto il loro dissenso. Duecento adesioni all'incirca con una trentina di auto in corteo che hanno viaggiato tra le corsie, accompagnate dalle forze dell'ordine a chiudere la serie.

La protesta dei ristoratori in Lombardia

Il corteo di protesta è partito intorno alle 8.30 da Verano Brianza e le auto hanno percorso tutta la Valassina fino al capoluogo lombardo passando per viale Fulvio Testi e viale Zara. Anche questa volta a risentirne è stato il traffico con il tratto congestionato come accaduto lo scorso 21 gennaio quando la manifestazione dei ristoratori aveva causato rallentamenti e disagi. "Tutto bloccato come lo siamo noi", si legge in un post che accompagna il video postato dai manifestanti.

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Proprio il 21 gennaio scorso, i titolari di bar e ristoranti avevano sfilato sotto il Pirellone con bare e manifesti a rappresentare la morte dei loro locali. "Ormai siamo morti viventi - avevano spiegato -. Lo prendiamo in quel posto indipendentemente dal fatto che siamo zona rossa, arancione o gialla. Avevamo investito soldi per mettere i nostri locali in sicurezza perché ci era stato detto che era necessario, invece ora siamo chiusi da mesi e le nostre attività stanno agonizzando. Ancora qualche mese e saremo morti del tutto".

valassina carabinieri incidente corteo-2-2

La Lombardia ora vuole aprire i ristoranti (con servizio al tavolo) anche di sera

Regione Lombardia, intanto, spinge per permettere ai ristoranti di tornare a lavorare con il servizio ai tavoli fino a sera. Da lunedì, con il ritorno in zona gialla, bar e locali hanno infatti riaperto le porte ai clienti, ma i titolari devono continuare a chiudere alle 18, potendo proseguire soltanto con asporto, fino alle 22, e consegne a domicilio, senza limiti d'orario. La soluzione - e dal Pirellone lo hanno chiarito più volte - non soddisfa regione Lombardia, che martedì sera è tornata a chiedere un intervento del governo. La "scusa" è stata un'intervista del viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri, che ha auspicato un rapido ritorno al passato. "Con il progredire della vaccinazione, devono, e sottolineo devono, riaprire i ristoranti anche la sera - le parole dell'esponente di governo a 'I fatti vostri' -. Occorre far tornare le persone progressivamente alle proprie attività e a una nuova normalità, pronti a fare un passo indietro se dovesse arrivare una variante aggressiva". 

A fargli eco ci ha pensato subito Guido Guidesi, assessore allo sviluppo economico di regione Lombardia. "Il ministro Speranza dia subito seguito alle parole del vice ministro Sileri e permetta agli esercenti di poter svolgere la loro attività fino alle 22 così che non abbiano ulteriori danni", il suo appello affidato a una nota ufficiale. "Si tratta - ha concluso l'assessore - di una decisione di assoluto buon senso che noi chiediamo da tempo". E proprio martedì ad alzare il pressing sul governo ci hanno pensato anche Confcommercio e Confesercenti, che hanno presentato al Comitato tecnico scientifico un protocollo di proposte per riaprire in sicurezza i locali anche la sera.

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