Domenica, 13 Giugno 2021
Economia

Ricariche telefoniche e credito esaurito: multa Agcom per Vodafone, Tim e Wind Tre

L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni sanziona Tim, Vodafone e Wind 3 per aver rimodulato i contratti ricaricabili con l'opzione che anticipa l'addebito dell'offerta ricaricabile in caso di credito esaurito

L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha comminato 696mila euro di multa ciascuno alle società Tim, Vodafone e Wind Tre. L'Agcom ha sanzionato i tre gestori giudicando in contrasto con la normativa di settore la modifica contrattuale operata dagli operatori riguardo all'esaurimento del credito.

In sostanza, spiega l'Autorità, se l'utente di un contratto prepagato esaurisce il proprio credito e non effettua una ricarica utile al rinnovo dell'offerta, gli operatori non bloccano più il traffico in uscita ma lo rendono disponibile pur in assenza di una volontà espressa dall'utente medesimo, addebitando un costo aggiuntivo ai clienti che, anche inconsapevolmente o involontariamente, fruiscono dei servizi voce, sms e dati. Il costo del traffico erogato viene poi detratto dalla successiva ricarica. L'Agcom ha ritenuto che "la condotta degli operatori non possa configurarsi come semplice esercizio dello jus variandi per il quale, in applicazione dell'art. 70, comma 4 del Codice delle comunicazioni elettroniche, non è necessaria l'accettazione da parte degli utenti essendo sufficiente la garanzia di un diritto di recesso dal contratto senza costi".

Perché l'Agcom ha multato Tim, Vodafone e Wind Tre

E secondo quanto verificato dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni nel corso di un'istruttoria avviata lo scorso mese di luglio, sottolinea ancora la nota, "gli operatori non si sono limitati, infatti, a modificare le originarie condizioni del contratto prepagato sottoscritto, ma vi hanno inserito un quid novi che, in quanto tale, doveva essere accettato dagli utenti. La condotta menzionata è risultata inoltre in contrasto con quanto previsto dalla delibera n. 326/10/CONS (misure di tutela degli utenti dei servizi di comunicazione mobili e personali), che obbliga gli operatori a far cessare immediatamente la connessione dati nel caso in cui il credito disponibile sia completamente esaurito e a riattivarla soltanto dopo aver ricevuto un'espressa manifestazione di volontà da parte dei clienti".

Nello specifico, quindi, l'Agcom vieta la pratica con cui i gestori hanno modificato i contratti di offerte ricaricabili per introdurre un servizio aggiuntivo, quello che appunto fa scattare un addebito anticipato quando l'utente esaurisce il credito telefonico. Secondo l'autorità, il problema non è questo servizio in sé, ma il fatto che gli operatori lo hanno attivato agli utenti senza il loro consenso. Gli operatori telefonici possono modificare tariffe e caratteristiche di servizi già esistenti nel contratto, ma non aggiungere servizi nuovi senza il consenso dell'utente: questo il principio stabilito dall'Agcom. 
 

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