Mercoledì, 24 Febbraio 2021

Rider, i sindacati fanno causa a Deliveroo per l'algoritmo "Frank"

Filt, Filcams e Nidil Cgil hanno avviato un'azione legale nei confronti della multinazionale del food delivery per l'utilizzo dell'algoritmo, considerato discriminatorio dalle sigle. L'azienda si difende: “Informazioni non corrette”

Foto d repertorio

“Discrimina chi i lavoratori che usufruiscono dei diritti di sciopero e malattia”: le sigle sindacali Filt, Filcams e Nidil Cgil mettono nel mirino l'algoritmo 'Frank', avviando al Tribunale di Bologna un'azione legale per condotta discriminatoria nei confronti di Deliveroo, una delle principali multinazionali del food delivery. La notizia arriva direttamente dall'homepage della Cgil nazionale, dove una nota spiega che alla base della causa c'è "l'utilizzo dell'algoritmo 'Frank': per il sindacato emargina i lavoratori che per motivi personali legati a diritti come la malattia e lo sciopero, non si rendono continuativamente disponibili al lavoro".

Rider, i sindacati contro l'algoritmo 'Frank'

Nel ricorso, promosso per la prima volta in Europa e che rappresenta la prima applicazione della legge n. 128/2019 sui riders, si legge: "la 'cecità' di Frank, rispetto alle possibili condizioni personali, produce effetti discriminatori in quanto penalizza il diritto di sciopero, la malattia e i lavoratori con esigenze di conciliazione vita/lavoro".

Infatti, spiega la Cgil, "l'algoritmo, nell'elaborare i ranking reputazionali dei ciclofattorini, che determinano di fatto le future opportunità di lavoro e le priorità di prenotazione per le consegne, emargina, fino ad estrometterli dal ciclo produttivo, coloro che non riescono a essere disponibili a loggarsi nelle aree di lavoro loro assegnate".

La Cgil prosegue sottolineando che "il rider che non si adegua alla logica dell'algoritmo viene gradualmente escluso dalle possibilità di impiego, arrivando in alcuni casi a essere deloggato dal sistema".

"Con tale ricorso -afferma la Cgil - chiediamo al Giudice, che ha già fissato l'udienza per il prossimo 2 gennaio, di riconoscere il diritto dei riders ad associarsi per svolgere attività sindacali attraverso forme di astensione collettiva, con pieno riconoscimento dei diritti di sciopero e di malattia, senza subire penalizzazioni nelle future occasioni di lavoro". Inoltre, conclude la Cgil, "chiediamo che, con i lavoratori e le organizzazioni sindacali, venga predisposto un piano per rimuovere tutti i fattori di discriminazione che caratterizzano l'algoritmo".

Rider, la risposta di Deliveroo: “Informazioni non corrette”

"Le informazioni riportate relative al funzionamento di Deliveroo non sono assolutamente corrette. L'algoritmo di Deliveroo, e ogni altra articolazione di Deliveroo, non discrimina i rider che partecipano, legittimamente, a manifestazioni o scioperi. Né prende in considerazione informazioni personali dei rider quali sesso, età, nazionalità, ordini rifiutati e velocità". In una nota Deliveroo ha voluto smentire le notizie diffuse dai sindacati, sottolineando di di non essere stata informata "né direttamente né indirettamente" del ricorso annunciato oggi dalla Filt, Filcams e Nidil Cgil al Tribunale di Bologna per condotta discriminatoria relativo all'utilizzo "dell'algoritmo 'Frank'", che sarà discusso nell'udienza del 2 gennaio.

"I rider che collaborano con Deliveroo - si legge- sono lavoratori autonomi e sono liberi di accettare o rifiutare una proposta di consegna, senza alcuna discriminazione. I rider non sono penalizzati se rifiutano le proposte di consegna. E gli algoritmi sono creati dalle persone e l'algoritmo implementa delle regole che sono sviluppate dalle persone". L'algoritmo dunque, prosegue Deliveroo, "non discrimina tra i rider in base alle prestazioni e alle caratteristiche personali. Questo non accade mai. L'algoritmo Frank utilizza solo la posizione dei rider e il tipo di mezzo utilizzato per proporre le consegne. Questo è un bene per i rider perché consente di offrire loro gli ordini più convenienti, permettendo di fare più ordini quando lavorano e di aumentare i loro guadagni". Non esiste infine, "nessun sistema che favorisca i rider che accettano più ordini, così come viene riportato in alcune notizie", conclude.

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