Sabato, 17 Aprile 2021

Contributi, copertura Inail e addio cottimo: cosa c'è nella norma sui rider

La legge per tutelare i lavoratori della gig economy sembra in dirittura d'arrivo, anzi, secondo Di Maio potrebbe essere inserita nel decreto crescita: ecco quali sarebbero le principali novità

Foto di repertorio

Addio cottimo, maggiori tutele e copertura per gli infortuni: la norma sui rider sembra in procinto di vedere la luce e ad assicurarlo è il ministro del Lavoro e vicepremier Luigi Di Maio. Dopo una prima discussione avviata nei primi mesi del governo gialloverde, la legge in soccorso dei fattorini del food delivery sembrava caduta in un silenzio tombale, invece adesso potrebbe diventare realtà all'interno del decreto crescita: ''La norma sui rider è pronta – ha scritto Di Maio su Facebook - Sarà inserita nella legge sul salario minimo che è in discussione in questi giorni al Senato. Se potremo, proveremo a farla diventare legge anche prima, inserendola nella fase di conversione del “decreto crescita”, ma su questo ci sarà bisogno dell’autorizzazione dei presidenti delle Camere''.

Rider, norma in arrivo

Ma per quale motivo si è dovuto aspettare così tanto per una legge che tutelasse questi lavoratori? Come confermato dallo stesso Di Maio, la misura doveva essere inserita già nel decreto che ha 'dato vita' al reddito di cittadinanza, ma questo non è stato possibile: "Ci avevamo già provato nel decreto sul reddito di cittadinanza, ma la norma era stata esclusa per estraneità di materia. Inoltre un disegno di legge ad hoc richiederebbe troppo tempo. Purtroppo la norma riders non è stata varata subito, perché prima di approvarla abbiamo voluto provare in tutti i modi la strada della concertazione: siamo riusciti a far sedere attorno a un tavolo le aziende di food delivery, le associazioni dei rider e le parti sociali, ma alcune divergenze incolmabili non ci hanno permesso di approdare alla sottoscrizione di un accordo".

Cosa c'è nella norma sui rider

Ma allora cosa contiene questa norma? Quali sono le tutele di cui potranno beneficiare i rider che si occupano di consegnare il cibo ordinato online o tramite app? Il testo completo della norma non è ancora stato reso pubblico, ma nel suo post Di Maio ha elencato alcune novità che serviranno a ''tutelare lavoratori il cui stipendio dipende da un algoritmo e che non hanno tutele minime''. In attesa del testo ufficiale, il ministro ha anticipato alcune importanti novità: 

  • Copertura Inail per gli infortuni; 
  • Migliore contribuzione Inps che supera la gestione separata;
  • Divieto di retribuzione a cottimo.

Tre cambiamenti che in questi mesi erano stati chiesti a gran voce dai lavoratori della gig economy, che finalmente, citando Di Maio, ''potranno finalmente essere definiti lavoratori e non sfruttati''. Dopo le polemiche scaturite dalla 'black list' dei vip che non danno mance ai rider, una notizia che sicuramente farà contenti i fattorini del food delivery, ma prima di cantare vittoria sarà meglio attendere che la norma entri in vigore. Intanto, rimane in programma lo sciopero previsto per il primo maggio su Milano, ma che potrebbe coinvolgere anche i rider di altre città. 

Sbarra (Cisl): "Basta chiacchiere"

"Basta chiacchiere, è venuto il momento di adottare soluzioni stabili e durature". Così Luigi Sbarra, segretario generale aggiunto Cisl, commenta l'annuncio del ministro dello Sviluppo, Luigi Di Maio, dopo 5 mesi di stallo del confronto tra governo, sindacati e piattaforme del food delivery, dell'imminente presentazione da parte del Mise di norme a favore dei rider. "È dallo scorso mese di novembre che il confronto è venuto meno con le parti sociali in modo immotivato e il ministero si era riservato di formulare proposte che non sono mai state presentate ufficialmente. Pertanto come Cisl valutiamo positivamente la volontà del Ministro Di Maio di tornare a costruire un risultato concreto, ma i ritardi non sono certamente da addebitare alle parti sociali che non sono state messe in condizione di svolgere una trattativa", spiega ancora Sbarra che chiede a Di Maio di presentare dunque le proposte annunciate ieri già nell'incontro con i sindacati in materia di salario minimo programmato per il prossimo pomeriggio del 6 maggio.

"Per il sindacato conta molto di più definire un pacchetto di diritti minimi completo, piuttosto che discutere in quale provvedimento di legge questi debbano essere adottati. È positivo l'annuncio di voler superare la retribuzione a cottimo, ma ricordiamo al Ministro come già il Tribunale di Torino abbia stabilito che i Rider abbiano diritto alla retribuzione fissata dal ccnl della logistica firmato dai sindacati più rappresentativi. È ora di sancire questo diritto", sollecita ancora Sbarra che condivide l'idea di estendere le coperture Inail e Inps a queste forme di lavoro sempre più assimilabili al lavoro dipendente, ma assieme a "forti norme per la tutela della privacy e la trasparenza degli algoritmi di cui però il Ministro non parla". E la Cisl indica nelle piattaforme del food delivery la vera causa dei ritardi con cui le norme prenderanno corpo:"le aziende non hanno mai veramente messo in campo finora un' aperta disponibilità alla trattativa sindacale", accusa ricordando come per la Cisl "la soluzione contrattuale e non legislativa continui a rappresentare la soluzione migliore da perseguire per assicurare subito diritti salariali e tutele normative alle persone".

Tarlazzi (Uil): "Applicare ai rider il contratto logistica"

"Per dare diritti e tutele ai lavoratori rider basta applicare il Ccnl Logistica, Trasporto merci e Spedizione, che ha già recepito questa tipologia di lavoratori con adeguati riconoscimenti salariali, normativi e previdenziali e con le necessarie flessibilità". Ad affermarlo il segretario generale della Uiltrasporti, Claudio Tarlazzi, che aggiunge: "In generale, non serve il salario minimo, ma serve dare valore legale alla contrattazione collettiva, estendendone la copertura anche a quella piccola percentuale di lavoratori che adesso non si vedono applicare i contratti nazionali di lavoro".

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