Mercoledì, 25 Novembre 2020
Milano

Rider ''sottopagati'', Uber Italia commissariata per caporalato

Il decreto amministrazione giudiziaria, deciso dal Tribunale di Milano, è stato notificato alla filiale italiana dell'azienda americana dalla Guardia di Finanza. Un fattorino ha messo a verbale: ''La mia paga era sempre di 3 euro a consegna indipendentemente dal giorno e dall'ora"

Foto di repertorio

Il Tribunale di Milano ha deciso di commissariare con l'accusa di caporalato l'azienda Uber Italia. Nella giornata di oggi il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della guardia di finanza di Milano, che ha condotto le indagini, ha notificato il decreto di amministrazione giudiziaria alla filiale italiana del colosso statunitense.

Rider, Uber Italia commissariata per caporalato

Secondo quanto si è appreso da fonti investigative, il materiale probatorio raccolto in diversi mesi di indagine su Uber Eats, il servizio di consegna a domicilio del gruppo, ha portato la Procura di Milano a chiedere al Tribunale il provvedimento di amministrazione giudiziaria. Nel mirino degli investigatori le condizioni in cui erano costretti a lavorare almeno un migliaio di rider: "Alcuni - secondo i giudici - erano sottopagati e spesso privati anche delle mance, in una situazione descritta come di totale illecità".

"La mia paga era sempre di 3 euro a consegna indipendentemente dal giorno e dall'ora": ha messo a verbale un rider che ha lavorato per il servizio Uber Eats. Per i giudici di Milano, Uber, attraverso società di intermediazione di manodopera, avrebbe sfruttato migranti "provenienti" da contesti di guerra, "richiedenti asilo" e persone che dimoravano in "centri di accoglienza temporanei" e in "stato di bisogno". Il provvedimento di amministrazione giudiziaria durerà un anno e commissario giudiziario è stato nominato Cesare Meroni.

La reazione di Uber Italia: ''Condanniamo ogni forma di caporalato''

"Uber Eats ha messo la propria piattaforma a disposizione di utenti, ristoranti e corrieri negli ultimi 4 anni in Italia nel pieno rispetto di tutte le normative locali. Condanniamo ogni forma di caporalato attraverso i nostri servizi in Italia". E' quanto si legge in una nota di Uber Italia. Inoltre, sottolinea la società, "partecipiamo attivamente al dibattito sulle regolamentazioni che crediamo potranno dare al settore del food delivery la sicurezza legale necessaria per prosperare in Italia. Continueremo a lavorare per essere un vero partner di lungo termine in Italia".

Uber Italia, i sindacati: "Caporalato è notizia grave"

"Il commissariamento di Uber Italy deciso dal Tribunale di Milano è una notizia che per la sua gravità ci lascia attoniti. Siamo in presenza di un caporalato digitale, non solo quindi nelle campagne, che cancella i diritti e lede la dignità dei lavoratori". Ad affermarlo i segretari nazionali della Cgil Tania Scacchetti e Giuseppe Massafra.

"Immigrati in condizioni di fragilità, richiedenti asilo, provenienti da Paesi in guerra che, attraverso società di intermediazione di manodopera, operavano come rider, sfruttati da caporali attraverso la compravendita degli account di consegna. Ciclofattorini - aggiungono Scacchetti e Massafra - pagati pochi euro l'ora e senza che la multinazionale, come si apprende leggendo la notizia, abbia mai impedito questa ingiustizia". Per i due dirigenti sindacali "quanto disposto dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Milano è una misura forte che porta alla nomina di un amministratore prima ancora del processo, ma condivisibile perché il caporalato non può avere cittadinanza in un Paese che si definisce civile". "Ora è importante attendere gli sviluppi della vicenda, tutelando il lavoro è continuando a rivendicare diritti e tutele per i ciclofattorini delle piattaforme del food delivery. In queste battaglie - concludono Massafra e Scacchetti - i lavoratori avranno sempre la Cgil al loro fianco".

Uber, Deliverance Milano: "Caporalato fenomeno endemico"

Uber Eats commissariata dal Tribunale di Milano per caporalato "è l'ennesimo segnale che ci dimostra non soltanto uno dei lati più oscuri della gig economy, ma anche il fatto che sempre più urgente risulta la necessità di arrivare alla regolamentazione di questo lavoro attraverso la definizione di un accordo collettivo e l'applicazione di un contratto nazionale per tutta la categoria". Lo scrive Deliverance Milano, il collettivo di rider milanesi. "Come RiderXiDiritti, la rete nazionale dei lavoratori che unisce gruppi di fattorini in tutta Italia, abbiamo già denunciato a più riprese le irregolarità commesse dalle piattaforme come Uber eats nel corso degli anni. Il caporalato, infatti, è un fenomeno endemico nel mondo dei rider che riguarda anche altre compagnie del settore", afferma il collettivo.

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