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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Economia Ragusa

Tassa sui rifiuti 'pazza' da 2mila euro: l'odissea di una cittadina

La storia paradossale arriva da Ragusa, in Sicilia, dove il Comune ha chiesto ad una signora una cifra esorbitante con motivazioni "carenti e contraddittorie”. Soltanto con l'aiuto di Confconsumatori la donna è riuscita ad ottenere l'annullamento

Il caso della tassa sui rifiuti 'gonfiata' dai Comuni per errore aveva già fatto scalpore nel mese di novembre 2017, ma dalla Sicilia arriva una storia ancor più paradossale, sempre legata alla Tari o Tarsu (Tassa Smaltimento Rifiuti Solidi Urbani). Protagonista della vicenda una donna di Ragusa, che ha visto lievitare la sua tassa sui rifiuti fino alle cifra 'monstre' di 2.048 euro, nel silenzio tombale degli uffici comunali, che hanno continuato a chiedere l'ingente somma con motivazioni “carenti e contraddittorie”, come scritto anche nella sentenza della Commissione Tributaria. 

L'inizio di tutto

La vicenda, che ha richiesto l'intervento di Confconsumatori, ha inizio nel 2012 quando, dopo aver già pagato la Tarsu, la donna ha ricevuto dal Comune di Ragusa una integrazione relativa a una superficie di 50 metri quadrati, superiore a quella dichiarata per la propria casa. Nonostante fosse una richiesta quantomeno inaspettata, la donna decise comunque di pagare anche il supplemento. Ma la storia non finisce certo qui. Arriviamo al 2015, quando alla donna arriva una nuova richiesta riferita sempre allo stesso immobile e alla stessa annualità (il 2012): ma stavolta la somma da pagare è lievitata ancora, arrivando a superare i 2mila euro. Il Comune infatti riteneva che dovessero essere assoggettate a tassazione anche una mansarda non abitabile e un’area esterna all’abitazione (altri 232 metri quadri). Sorpresa dalla nuova richiesta, la donna si era recata presso gli uffici comunali per avere delle spiegazioni, ma non aveva ricevuto alcuna risposta. 

La sentenza

Preoccupata per la somma da pagare, la donna si è così rivolta agli uffici locali della Confconsumatori dove l’avvocato Maira Crocco, le aveva consigliato di procedere con la perizia di parte e di portare la controversia davanti alla Commissione Tributaria. Soltanto grazie all'intervento degli avvocati la cittadina ha impugnato l'avviso di accertamento in cui veniva indicata l'ulteriore metratura su cui la signora avrebbe dovuto pagare il supplemento.  

"Ridateci la Tari": la protesta dei cittadini

“Una dettagliata perizia in corso di causa ha evidenziato che la superficie dell’immobile sottoposto a tassazione corrispondeva a quella dichiarata dalla signora e non a quella presunta dal Comune – ha spiegato l’avvocato Samantha Nicosia responsabile Confconsumatori Ragusa – il Comune, inoltre, non ha contestato i dati emersi dalla documentazione e dalla relazione tecnica presentata dalla nostra associata”. I giudici hanno così deciso di dare ragione alla consumatrice, annullando l'avviso di accertamento e giustificando la decisione con la "carente e contraddittoria motivazione” del Comune di Ragusa.

Il paradosso

Ma c'è un altro particolare assurdo relativo a questa vicenda, come spiegato a Today dall'avvocato Nicosia: “La cosa ancor più paradossale è che, nonostante ci sia una sentenza, per le annualità successive il Comune continua a inviare la Tarsu errata alla signora, per cui stiamo facendo un nuovo ricorso. Rimane il fatto che esiste una consulenza tecnica, a cui il Comune non si è opposto in sede legale, che conferma che la metratura corretta su cui pagare la tassa è quella indicata dalla signora”. Una tacita ammissione sottolineata anche nel documento della sentenza.

La sentenza: il documento ufficiale

Il monito

Il caso della signora di Ragusa al momento sembra isolato, ma non è certo l'unico. Nello scorso anno sono balzate agli onori della cronaca molte vicende collegate alle 'tasse pazze', in cui le amministrazioni hanno chiesto ai consumatori di pagare ingenti somme di denaro con motivazioni spesso inadeguate o erronee. Per questo motivo, l'avvocato Samantha Nicosia ha voluto lanciare un messaggio a tutti i cittadini che ricevono bollette 'troppo' salate: “Non allarmatevi quando vi trovate di fronte a bollettini salati e tasse anomale, prima di pagare è necessario approfondire bene le richieste: è diritto dell’utente ricevere i chiarimenti da parte dell’Ente impositore e si ha sempre la facoltà di dimostrare e far valere i propri diritti e le proprie ragioni”. Quindi, massima attenzione, se non si vuole correre il rischio di pagare cifre astronomiche non dovute.

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