Lunedì, 18 Ottobre 2021
"Cara casa"

La riforma del catasto del governo Draghi

La ridefinizione del valore degli immobili ai fini fiscali prende forma e sarà contenuta nel disegno di legge delega fiscale: "Un calcolo oramai vecchio da superare" secondo il premier Mario Draghi

"Con la riforma del catasto non si pagherà né più né meno che prima, ma si rivedono le rendite per come sono state fissate". Lo ha detto il premier Mario Draghi presentando i contenuti del Documento di Economia e finanza in cui sono contenuti anche i primi riferimenti a una riforma della tassazione sugli immobili

"È presto per quantificare quante risorse verranno postate per la riforma fiscale, prima dobbiamo presentare la legge delega fiscale dove viene descritto l'involucro fiscale e per quanto riguarda il catasto si fa una presentazione di tipo informativo statistico" spiega il premier Draghi: "La tassazione avviene in questo modo: si prende un numero di non so quanti anni fa, si moltiplica per 160 e si ottiene un importo, questo è quel che ho capito. Perché 160? È un altro numero che non ha nessun senso come rendite catastali originali".

Secondo quanto spiegato dal premier il governo vuole fare una operazione di trasparenza, determinando le rendite attuali senza cambiare il carico fiscale del catasto. "Tutti pagheranno la stessa cosa quanto prima. Nessuno pagherà di più, nessuno di meno. Per fare questo aspetto di trasparenza ci vogliono anni". Una rassicurazione che tuttavia non raffredda le polemiche nate intorno alla modifica degli aspetti fiscali inerenti agli immobili. Il rischio che l'Esecutivo si prepari ad alzare le tasse sulla casa e sulle famiglie è altissimo" sbotta dall'opposizione Giorgia Meloni: "Rassicurazioni e smentite non bastano e non fanno stare tranquilli i cittadini".

La riforma del catasto

La riforma del catasto che sarà contenuta nel disegno di legge delega fiscale trae origine dalla stima dell'esistenza di oltre un milione di immobili fantasma non accatastati e quindi abusivi. Tuttavia il fatto che il governo possa rivedere i parametri di rendita catastale ha fatto scaturire il timore che possano nascere dei ritocchi all'insù per la fiscalità. "Il cambio di calcolo da vani a metri quadrati comporterà un aumento generalizzato delle rendite, che a sua volta si tradurrà in un aumento di Imu, Tari, Imposta di Registro e Iva" spiega Massimo Bitonci, capogruppo Lega in commissione Bilancio Camera e capodipartimento politico per le Attività Produttive, già sottosegretario al Mef. "Se non si interviene per far pagare al milione e più di immobili abusivi e fantasma, sarà una riforma-fregatura per milioni di italiani ed una vittoria per gli evasori" chiosa. Ma vediamo di capirci di più.

Lo scopo della riforma del catasto è quella di una definizione del valore degli immobili ai fini fiscali più aderente alla realtà del mercato.

Tasse sulla casa, chi pagherà di più?

Con la riforma del catasto si vuole suddividere i Comuni in aree di mercato omogenee e passare dalla classificazione degli immobili da vani a metri quadrati, semplificando altresì la classificazione in classi e categorie. Riportando il valore dell'immobile al prezzo di mercato e mantenendo le stesse aliquote la tassazione salirebbe fino a raddoppiare nelle grandi città. Ne sanno qualcosa i precedenti governi che hanno visto bloccato ogni tentativo di riforma di fronte alla considerazione che la forte differenza tra valori di mercati ed estimi in vigore avrebbe portato a un inasprimento delle imposte.

Attualmente gli estimi su cui è basato il sistema catastale risalgono alla fine degli anni '80 quando venne introdotta l'Ici, la vecchia tassa sulla casa.

  • Gli estimi sono sganciati dal valore reale di mercato;
  • La consistenza non tiene conto dei metri quadri ma dei vani catastali a prescindere dalla dimensione.

Oggi gli estimi, con coefficienti moltiplicatori diversi a seconda del tributo, servono da base imponibile per:

  • Imu;
  • imposte di registro;
  • tasse di eredità o donazione;
  • Irpef (per la seconda casa se sfitta e si trova in un comune in cui il contribuente possiede una casa di residenza);
  • reddito Isee

Una tassazione che finisce per colpire il possibile reddito che i proprietari di una casa possono ottenere dall'immobile, finendo così per punire il risparmio di chi non paga un affitto.

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