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Domenica, 26 Maggio 2024
Cosa cambia

Riforma fiscale: spunta una novità sulle imposte per i dipendenti

Allo studio una deduzione delle spese per poter lavorare. I sindacati tiepidi sulle intenzioni della maggioranza: "Non ci hanno specificato nulla sulla riduzione delle aliquote Irpef" denuncia il segretario della Cisl

Il governo è al lavoro sulla riforma del fisco. La revisione delle aliquote Irpef - che verranno ridotte da quattro a tre - non è certo l'unica novità che la maggioranza intende introdurre per razionalizzare il sistema impositivo e, almeno secondo il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, "avviare un graduale processo di riduzione del carico fiscale" per "rendere più appetibile e attrattivo l'investimento nel territorio nazionale". Gli altri punti salienti della riforma li abbiamo riassunti anche in un altro articolo: si prevede, tra le altre cose, la revisione dell'Ires, l'imposta sul reddito delle società, e l'abolizione dell'Irap, l'imposta regionale sulle attività produttive.

L'esecutivo punta poi a estendere la flat tax incrementale (oggi prevista solo per le partite Iva) anche ai lavoratori dipendenti. Si tratta in buona sostanza di una tassazione agevolata (con imposta fissa al 15%) per la parte di reddito guadagnata in più rispetto alle annualità precedenti. 

La deduzione delle spese per lavorare

Una novità di cui finora non avevamo parlato è invece rappresentata all'articolo 5, comma 2.2, della bozza, che prevede "la possibilità di consentire la deduzione dal reddito di lavoro dipendente e assimilato, anche in misura forfettizzata, delle spese sostenute per la produzione dello stesso". Come riporta oggi "Il Corriere della Sera" la norma consentirebbe a un lavoratore di dedurre dall'imponibile le spese che sostiene per lavorare, come ad esempio quelle del trasporto pubblico o privato. 

Il governo comunque pensa a una revisione ben più profonda delle così dette tax expenditures, ovvero il groviglio di agevolazioni fiscali (sono più di 600) che pesano per oltre 160 miliardi sul bilancio dello Stato, ma allo stesso tempo riducono le tasse per diverse tipologie di contribuenti. Le spese fiscali sono destinate a subire una sforbiciata, ma è presto per dire chi verrà penalizzato e chi no.  

Cisl: "Riduzione delle aliquote? Non sappiamo se il taglio sarà in alto o in basso"

Proprio sulla riforma fiscale ieri c'è stato un incontro a Palazzo Chigi tra i leader dei principali sindacati ed esponenti di primo piano dell'esecutivo: il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, il vice ministro, Maurizio Leo e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano. Alle parti sociali è stato sottoposto lo schema di legge delega sul fisco in vista dell'approvazione da parte del Consiglio dei ministri di giovedì prossimo. I sindacati sono apparsi tiepidi, contestando soprattutto il metodo con cui si sta portando avanti la riforma. "Non si può a poche ore della convocazione del Cdm convocare le parti sociali per un'informativa sui delega fiscale parziale, sommaria e generica" ha fatto sapere il segretario della Cisl Luigi Sbarra al termine dell'incontro che invero è stato abbastanza breve secondi i canoni sindacali essendo durato non più di due ore. 

"Si parla genericamente di una riduzione delle aliquote - ha denunciato Sbarra - ma non sappiamo se si taglia in alto o in basso; si parla di una revisione degli scaglioni ma anche qui nulla ci è stato specificato". Secondo la Cisl il governo dovrebbe invece "istruire un tavolo permanente e strutturato oltre che accelerare il confronto sulla previdenza, sulle pensioni, su salute e sicurezza, sulla non autosufficienza, sul rilancio degli investimenti e sulla qualità e sulla stabilità del lavoro. Diversamente siamo pronti a valutare insieme alla Cgil le iniziative di mobilitazione da mettere in campo a sostegno delle nostre ragioni". 
 

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