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Lunedì, 24 Giugno 2024
La proposta

Un rimborso per i ritardi in autostrada? Intanto parte la class action: "30 euro per ogni ora persa in coda"

Assoutenti ha presentato un'istanza per chiedere l'istituzione di un sistema di indennizzi  per gli automobilisti che subiscono ritardi a causa delle code in autostrada, un po' come avviene già per treni e aerei. In attesa di risposte, l'associazione ha anche lanciato una class action per i ritardi nelle tratte interessate da un provvedimento dell'Antitrust: ecco tutto quello che c'è da sapere

Con l'arrivo delle belle giornate e l'allentamento delle misure restrittive dovute all'emergenza Covid, gli automobilisti italiani sono tornati ad affollare le autostrade che, ormai sempre più spesso, diventano delle ''prigioni'' a cielo aperto dove i viaggiatori restano per ore, anche sotto il sole rovente, a causa di disagi e rallentamenti dovuti alla maggiore affluenza e alla presenza di cantieri. Imbottigliamenti che poi si traducono in forti ritardi per gli automobilisti, danni morali ed economici per cui non è previsto nessun risarcimento. Eppure, se il ritardo avviene in treno o in aereo, esistono degli indennizzi pressoché automatici per i viaggiatori. Allora perché non avviene lo stesso anche per le autostrade? È il quesito che ha spinto Assoutenti a lanciare ''l'indennizzo traffico'', chiedendo al ministero delle Infrastrutture e della Mobilità, all'Autorità dei Trasporto e al Parlamento di istituire una compensazione pecuniaria da ritardo come già avviene con treni e aerei.

L'idea: rimborsi e indennizzi per i ritardi in autostrada

Un'iniziativa spiegata dal presidente Furio Truzzi: ''Chiediamo oggi al Mims e a tutte le istituzioni competenti di studiare un “indennizzo traffico” al pari di quanto avviene già da anni con treni e aerei. Oggi se un treno o un aereo arriva a destinazione con eccessivo ritardo, ai passeggeri spetta un risarcimento in denaro regolato dalle norme nazionali e comunitarie. Non esiste alcun motivo per cui lo stesso meccanismo non debba essere adottato nel settore autostradale, dal momento che gli utenti pagano salati pedaggi per attraversare la rete, subendo spesso ritardi intollerabili che creano un evidente danno morale e materiale''.

''In vista delle partenze estive degli italiani - prosegue Truzzi - abbiamo dunque chiesto al Mims, all’Autorità dei Trasporti e alle Commissioni parlamentari un incontro urgente per definire la possibilità di introdurre una compensazione pecuniaria anche in favore di quegli utenti che subiscono disagi sulle autostrade italiane, indennizzo che dovrà essere automatico, proporzionato ai ritardi subiti e a carico delle società concessionarie''.

Come potrebbe funzionare il sistema dei rimborsi

Ma è possibile istituire un sistema di rimborsi e indennizzi? Come potrebbe funzionare? Lo abbiamo chiesto proprio al presidente di Assoutenti: ''Il tema è molto complesso e va analizzato con cura. Per treni e aerei esiste il biglietto, inoltre le compagnie aeree e ferroviarie hanno dei protocolli che si attivano in caso di ritardi eccezionali, che prevedono oltre al rimborso del biglietto anche degli indennizzi. Il nostro problema è diverso. Intanto bisogna capire se nelle istituzioni esiste la ''voglia'' di farlo, un fronte comune che abbia l'intenzione rendere realtà quella che al momento è soltanto un'idea''. 

''Come farlo? Ovviamente saranno le autorità competenti a studiare un meccanismo che sia semplice per i consumatori, una sorta di automatismo che consenta agli automobilisti di essere rimborsati in caso di ritardi brevi, e di ricevere un indennizzo in caso di ritardi eccezionali. Se paragoniamo le autostrade a delle ''ferrovie'' di asfalto e considerando la soglia europea di un'ora di ritardo, oltre la quale scattano i rimborsi per i biglietti del treno, si potrebbe sviluppare un sistema informatico in cui, per i ritardi oltre l'ora un rimborso nel pedaggio da pagare al casello d'uscite, e un indennizzo per i ritardi superiori alle due ore. Ovviamente - spiega Truzzi - i ritardi dovranno essere giustificati da code in autostrada: servirà un sistema di validazione curato dalle autorità con il gestore delle autostrade, che ha gli strumenti per monitorare in tempo reale l'andamento del traffico. Con questa premessa, va poi definito il meccanismo per erogare gli eventuali rimborsi''.

Ma, come è ben noto, tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare, o come in questo caso, le istituzioni: ''Se passa il messaggio che l'autostrada rientra tra i diritti di un cittadino per cui si hanno diritto a rimborsi e indennizzi, questi dovrebbero essere validi in tutta Italia, da Nord a Sud. Noi abbiamo tutti quelli che hanno titolo a pronunciarsi sull'argomento - ha sottolineato Truzzi - dal ministro Giovannini a chi ha studiato l'indennizzo per i treni, fino alle commissioni parlamentari e ai politici che potrebbero dimostrare un po' di sensibilità sul tema''. 

La class action di Assoutenti: "30 euro per ogni ora persa"

In attesa di capire se e quando le istituzioni si pronunceranno sull'eventualità di istituire un indennizzo per i ritardi in autostrada, Assoutenti ha promosso una class action per ottenere agli automobilisti la restituzione delle maggiori somme pagate a causa della mancata riduzione dei pedaggi e un indennizzo per il danno subito a causa del furto di tempo dovuto alla mala gestione dei cantieri. 

Le tratte coinvolte dalla class action sono quelle oggetto del provvedimento dell'Antitrust, che ha inflitto ad Aspi una sanzione da 5 milioni di euro per pratiche commerciali scorrette: 

  • A16 Napoli-Canosa,
  • A14 Bologna-Taranto,
  • A26 Genova Voltri-Gravellona Toce,
  • A7 Milano-Serravalle-Genova,
  • A10 Genova-Savona-Ventimiglia, 
  • A12 Genova-Rosignano.

Ad aprire la strada verso i risarcimenti è stata proprio la decisione dell'Antitrust: ''L'Autorità - spiegano da Assoutenti - riconosce un ingiusto arricchimento della società che non ha ridotto i pedaggi in quelle tratte afflitte da criticità e disservizi vari, producendo un danno all’utenza in termini di qualità del servizio, tempi di percorrenza, code, ritardi''.

''I nostri legali - ha spiegato Truzzi a Today.it - hanno fatto una stima equitativa, per la quale un'ora persa è stata quantificata con l'equivalente di 30 euro. Il tempo ''rubato'' dalle code nei tratti indicati dal provvedimento dell'Antitrust può essere verificato per i clienti Telepass e per quelli in possesso di una ricevuta''.

E chi non ha questi requisiti come fa? La soluzione arriva dalla tecnologia, come racconta il presidente di Assoutenti: ''Ci stiamo organizzando con un sistema di valutazione tramite cellulare con cui è possibile ricostruire il tempo impiegato a percorrere una data tratta: in questo modo, anche gli utenti senza una ricevuta o un altro documento che dimostri il ritardo, possono accedere alla class action che verrà depositata a settembre. Si tratta di microdiritti - conclude Truzzi - ma alla fine sono proprio quelli che fanno la differenza''.

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