Giovedì, 29 Luglio 2021
Economia Italia

I migranti lavorano in Ue ma i soldi finiscono a "casa loro": così perdiamo 30 miliardi l'anno

Secondo Eurostat l'Italia è il secondo paese europeo per rimesse verso Paesi extra-Ue. Consultando i dati di Banca d'Italia inoltre si possono vedere nel dettaglio i paesi "beneficiari" di questo tesoretto che vede primeggiare Bangladesh e Filippine e Senegal. Il caso Romania: dal 2016 le rimesse valgono oltre mille milioni di euro

Un fiume di denaro che si muove in verso opposto ai migranti: un flusso enorme di denaro inviato da migranti che lavorano negli Stati membri dell'Unione Europea verso paesi non-Ue che nel 2016 è stato pari a 30,3 miliardi, in leggero calo rispetto ai 31,3 miliardi del 2015.

Secondo i dati pubblicati oggi da Eurostat con 6,2 miliardi di rimesse di migranti presenti sul suo territorio, l'Italia è il quarto paese dopo Francia (10 miliardi), Regno Unito (7,1 miliardi) e Spagna (6,8 miliardi) in termini di trasferimenti verso paesi Ue e extra-Ue.

Parimenti le rimesse dei migranti italiani verso l'Italia ammontano a 2,160 miliardi, di cui 738 milioni da paesi Ue e 1,422 miliardi da paesi extra-Ue

Il flusso di denaro dal resto del mondo è stato di 9,9 miliardi nel 2016, con un saldo negativo di 20,4 miliardi per l'Ue, 100 milioni in più rispetto all'anno precedente. Per capire la dimensione del fenomeno si può ben vedere come le rimesse dei migranti, i risparmi privati dei singoli, rappresentano tre volte l'aiuto allo sviluppo su scala mondiale.

"La maggioranza di questi trasferimenti è costituito da flussi di denaro inviati da migranti verso i loro paesi d'origine", spiega Eurostat. l'ufficio statistico dell'unione europea nel suo studio ( eurostat rimesse- leggi Pdf).eurostat rimesse-2

Consultando i dati che Banca d'Italia inoltre si possono vedere nel dettaglio i paesi "beneficiari" di questo tesoretto che vede Bangladesh e Filippine e Senegal come i principali paesi meta delle rimesse. Balza all'occhio infine il particolare rapporto economico che si è instaurato tra Romania ed Italia: secondo i dati di Bankitalia dal 2016 ad oggi le rimesse dei cittadini romeni che vivono in Italia hanno raggiungo quota 1131 milioni di euro. Qui il link per il dettagio delle rimesse verso l'estero degli immigrati in Italia (zip)

Dati comunque parziali perché le “rimesse verso l’estero degli immigrati in Italia” comprendono le transazioni transfrontaliere tra due persone fisiche effettuate tramite un istituto di pagamento o altro intermediario autorizzato, senza transitare su conti di pagamento intestati all’ordinante o al beneficiario (regolamento in denaro contante). L’obbligo statistico di segnalazione di tali operazioni è stato soppresso il 16 febbraio 2016 ma la Banca d'Italia continua a rilevare i dati da banche residenti e istituti di pagamento italiani che prestano il servizio di rimessa di denaro tramite la matrice dei conti; su base volontaria per gli istituti di pagamento comunitari.

L'impatto dell'immigrazione sui conti italiani

Il numero di residenti di origine straniera residenti in Italia è ormai identico a quello degli italiani espatriati, a quota 5,3 milioni. Il contributo degli immigrati al fisco supera i 3,2 miliardi di euro e questi pagano 600.000 pensioni a cittadini italiani, mentre a percepire assegni pensionistici è soltanto lo 0,3% degli stranieri residenti in Italia.

Conti in tasca per il sistema previdenziale l'immigrazione è un vero e proprio affare per l'Italia. Nonostante l'attualità e il dibattito politico si focalizzino su sbarchi e crescente presenza immigrata sul territorio nazionale, in realtà alla fine del 2016 i cittadini stranieri residenti erano appena 21.000 in più rispetto all'anno precedente: in aumento il numero di persone straniere che lo scorso anno hanno acquisito la cittadinanza italiana, in tutto 204.000, in possesso di tutti i requisiti previsti per legge, tra cui permesso di lungo soggiorno, residenza continua per almeno dieci anni, buona conoscenza della lingua italiana, autonomia economica e abitativa.

Il tesoretto dei “cervelli in fuga”: 2 miliardi all'anno dalla rimesse degli italiani all'estero

Nel paese il 10% dei matrimoni sono misti e il 15% delle nascite sono straniere. Quasi un milione i bambini di origine straniera che frequentano scuole e universita' non hanno ancora ottenuto la cittadinanza italiana.

La composizione multietnica e multireligiosa dell'Italia è ormai un dato di fatto. Da sfatare il mito dell''invasione islamica: dal 2000 in Italia c'e' una netta prevalenza di cristiani tra gli immigrati, che sono il 53%, con una prevalenza di non cattolici, mentre i musulmani sono solo un terzo.

In costante aumento le imprese a gestione immigrate, in tutto 571.000, mentre gli stranieri rappresentano il 10,5% di tutti gli occupati. Questi imprenditori possono facilmente diventare "agenti dell'internazionalizzazione dei prodotti e servizi delle aziende italiane" nei paesi di origine.

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