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Sabato, 26 Novembre 2022
Effetto domino

Il caro bollette spegne il Natale: i sindaci costretti a rinunciare alle luminarie

L'appello al ministero della Transizione ecologica per avere più fondi e non tagliare le spese sulla festa più amata. La letterina dei bambini di una squadra di hockey a Babbo Natale: "La luce costa tanto, ma non fare chiudere il palaghiaccio"

Niente albero di Natale in piazza, niente lucine, niente insegne luccicanti. Tutta colpa del caro bollette. Da Nord a Sud il Natale 2022 nelle città italiane rischia di essere il più austero di sempre. I costi sono troppo alti anche per le Amministrazioni e i sindaci, per fare quadrare i conti, potrebbero essere costretti a tagliare le spese per la festa più amata. A dirlo sono gli stessi primi cittadini. A iniziare da quelli della Puglia, del Brindisino per l'esattezza. Guidati da Toni Matarrelli, che rappresenta Mesagne, hanno annunciato che scriveranno una lettera al ministero per la Transizione ecologica chiedendo una nuova tranche di aiuti e prefigurando come ipotesi estrema quella di "spegnere" il Natale.

Quella di un Natale al buio è davvero l'opzione estrema ma di certo i sindaci si trovano a programmare cosa fare nel periodo festivo adesso, in un periodo di forte crisi. Da una punta all'altra dello Stivale, si sono visti recapitare bollette astronomiche e devono decidere su cosa risparmiare.

Ad Alleghe, in provincia di Belluno, i bimbi dell'Alleghe Hockey che si allenano al palaghiaccio si sono rivolti non a ministri, ma a Babbo Natale. "Ci hanno detto che la corrente costa tanto e si deve chiudere - hanno scritto nella loro letterina, riveduta e corretta per la crisi -. Tu che sei magico, se non ci aiuti siamo rovinati, perché i grandi non ci ascoltano. Non vogliamo regali se non il ghiaccio per poter stare insieme" nel palazzetto sportivo, la cui attività è pregiudicata dal peso insostenibile della bolletta elettrica.

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A Venezia a prendere posizione è il sindaco Luigi Brugnaro. "In giunta stiamo pensando al Natale...Noi non spegneremo la città, sarà accesa anche se sappiamo che avremo dei costi in più", rassicura. Brugnaro. Anticipa però che si ricorrerà "all'efficientamento sugli orari magari, chiuderemo un po' prima le luci alla sera, le accenderemo giuste giuste quando c'è il tramonto, le spegneremo dopo le feste di Natale prima di arrivare a Carnevale e metteremo luci a led". Insomma si cercheranno strategie alternative.

Nel mese di febbraio i sindaci avevano lanciato l'Sos spegnendo simbolicamente l'illuminazione degli edifici simbolo per una sera. Già allora definivano "non sufficienti" le iniziative del Governo e denunciavano la difficoltà di "erogare con continuità i servizi pubblici ai cittadini". Adesso in bilico c'è il Natale.

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