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Mercoledì, 5 Ottobre 2022
La stretta sul gas

Riscaldamenti giù di un grado: ci saranno controlli nelle case private?

Il ministro Cingolani smentisce l'ipotesi di un giro di vite: "È difficile entrare nelle docce e nelle caldaie dei cittadini". Si punta dunque sulla responsabilità degli italiani (oltre che sulla loro propensione al risparmio) ma non sono escluse verifiche negli edifici pubblici e con riscaldamento centralizzato. Non convince il piano Ue per limitare i consumi da remoto

Termostati giù di un grado, riscaldamenti ridotti di un'ora al giorno e accesi per due settimane in meno. È questo il piano annunciato dal ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, per fronteggiare il caro bollette e risparmiare sul consumo di gas. La stretta prevista dal piano del governo per ridurre i consumi di gas naturale cambia a seconda delle zone climatiche. In Italia ce ne sono 6, con fasce dalla A alla F, in base al clima medio registrato.

Nelle località più calde, inserire nella fascia A (ovvero le isole di Lampedusa e Linosa, nonché la zona di Porto Empedocle nell'agrigentino), i riscaldamenti si potranno accendere per massimo 5 ore al giorno dall'8 dicembre al 7 marzo. All'estremo opposto troviamo le località più fredde dell'arco alpino inserire nella zona F che non avranno alcuna restrizione.

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Viene però spontaneo chiedersi: ci saranno dei controlli o sarà tutto affidato al buonsenso degli italiani? Interrogato sul punto Cingolani è stato ben poco diplomatico. "Diciamo le cose come stanno è molto difficile entrare nelle caldaie e nelle docce dei cittadini" ha detto in collegamento telefonico con "24 Mattino", su Radio 24.  Quando si parla di verifiche e sanzioni, ha aggiunto il ministro, "bisognerebbe avere anche gli strumenti per farlo in maniera capillare. In secondo luogo c'è anche una materia di invasione della privacy del cittadino".

In effetti la materia rischia di essere scivolosa anche dal punto di vista legislativo. È la stessa Costituzione, all'articolo 14, a sancire l'inviolabilità del domicilio privato, stabilendo che "non vi si possono eseguire ispezioni o perquisizioni o sequestri, se non nei casi e modi stabiliti dalla legge secondo le garanzie prescritte per la tutela della libertà personale".

Ma d'altra parte il governo non sembra orientato a prendere questa direzione. Non è escluso che delle sanzioni possano essere previste, ma lanciare controlli a tappeto nelle singole abitazioni oggi appare fantascienza. Il discorso potrebbe essere in parte diverso per gli edifici pubblici o quelli centralizzati "dove è possibile andare a fare un controllo a campione e vedere se la temperatura è abbassata rispetto alla media degli anni precedenti". Per questo tipo di edifici, ha detto Cingolani, "ci si può anche pensare, però qui bisogna innanzitutto dare a tutti i cittadini le informazioni sul modo migliore per risparmiare". 

L'ipotesi di razionare l'energia, Cingolani: "Difficile da attuare"

In realtà ci sarebbe anche una seconda possibilità. Ovvero ridurre da remoto la potenza dei contatori delle case private, in automatico e senza intervento dell'utente, grazie a contatori 'intelligenti', i così detti "smart metering", installati nelle abitazioni. L'ipotesi è contenuta nella bozza del piano dell'Unione Europea per il razionamento di energia elettrica e gas. La proposta prevede la riduzione della potenza dei contatori in determinate fasce orarie così da non permettere l'utilizzo di più elettrodomestici contemporaneamente in alcune ore della giornata. 

Cingolani non sembra però credere a questa possibilità: "Dal punto di vista tecnico nutro qualche dubbio" ha spiegato. "Non tutti i cittadini europei hanno il contatore elettronico in casa. Mi sembra difficile da attuare. Che ci sia una forma moral suasion per usare le fasce orarie corrette ed avere di avere una giusta sequenza di dispositivi elettrici in casa lo trovo ragionevole ma i cittadini lo fanno già automaticamente per risparmiare dati i costi folli".

Il ministro dunque punta tutto sul senso di responsabilità dei cittadini, ben consapevole che molti italiani sceglieranno comunque di essere parsimoniosi per evitare bollette da capogiro. Cingolani ha anche aggiunto che se il 70% delle famiglie seguisse le disposizioni contenute nel piano del governo, il risparmio potrebbe aggirarsi sui 3 miliardi di metri cubi di gas. Non tantissimo in realtà, considerando che il consumo nazionale è di circa 70 miliardi di metri cubi annui.

Il governo comunque non ha intenzione di calcare la mano. "Noi siamo un paese intelligente e civile, stiamo risparmiando perché l'energia costa tanto" ma "non mi sembra un atteggiamento corretto quello di dire 'se non fai così ti sanziono'. Piuttosto bisogna spiegare esattamente quali sono le misure con cui risparmiare". 

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