rotate-mobile
Domenica, 29 Maggio 2022
Economia

Rischiamo di restare senza diesel?

Già costa più della benzina e la situazione delle scorte inizia a preoccupare

I prezzi del carburante potrebbero presto iniziare a diminuire, ma resta la preoccupazione per la situazione del diesel. In particolare, l'attenzione è rivolta alle scorte e ai probabili, ulteriori, rincari dovuti ad eventuali carenze delle forniture. C'entrano la guerra in Ucraina e un aumento della richiesta per la ripresa economica dopo i lockdown della pandemia.

Perché il diesel costa più della benzina?

Le scorte di diesel in Europa cominciano a scarseggiare e l'aumento della domanda iniziato con la ripresa delle attività economiche post-lockdown della pandemia sta portando i prezzi a livelli mai visti, superiori a quelli della benzina. I Paesi europei, fa notare Il Sole 24 Ore, dipendono dall’estero per quasi un quinto del fabbisogno di diesel, gasolio e altri derivati. Per avere un'idea: dei circa 1,4 milioni di barili al giorno che importiamo, oltre la metà arrivava da Mosca. "Anche per il petrolio greggio, da cui si ricava ogni tipo di carburante, la Russia era tra i nostri primi fornitori, con circa 2,5 milioni di barili al giorno. E se si guarda alle importazioni via mare (che sono già crollate, a differenza di quelle via oleodotto) l’Italia fino a poco tempo fa era addirittura il terzo acquirente al mondo, con 184mila barili al giorno in media nel 2021 secondo stime di Kpler: ci superavano solo la Cina (con 723mila) e i Paesi Bassi, sede di enormi raffinerie (con 497mila)" si legge sul Sole 24 Ore.

In più, molte raffinerie europee importavano da Mosca semilavorati con cui produrre il diesel, come il gasolio sottovuoto. L'Unione Europea non ha seguito gli Stati Uniti nell’embargo ai combustibili russi (ma c'è un piano per emanciparsi dal punto di vista energetico). Le importazioni di petrolio e derivati stanno comunque crollando, dopo che diverse società hanno annunciato l'impegno di non acquistare più da Mosca, tra cui anche le italiane Eni e Saras, oltre a Shell, Bp, TotalEnergies,Repsol, Cepsa, Galp. Shell e Bp hanno già limitato le forniture di diesel alla Germania, mentre l’austriaca Omv lo ha fatto per i distributori in Ungheria, dove il Governo ha imposto un tetto ai prezzi alle pompe di benzina scatenando un assalto ai rifornimenti anche da parte di automobilisti stranieri. In Francia sono invece i grossisti ad aver iniziato a tagliare le consegne.

Il diesel scarseggia non solo in Europa, ma anche nel resto del mondo, già da prima dell’invasione russa dell’Ucraina. L'improvvisa crescita della domanda dopo i lockdown della pandemia aveva fatto tornare i prezzi ai livelli pre Covid, arrivati a fine 2021 ai massimi storici. Le scorte sono crollate ovunque: in Europa e a Singapore sono ai minimi stagionali dal 2008, negli Usa addirittura dal 2005. E i prezzi (quelli all’ingrosso) sono saliti a livelli mai visti, superando la settimana scorsa 1.000 dollari per tonnellata per consegna nel Nord Europa. La crescente domanda di diesel e la guerra in Ucraina hanno dunque causato un aumento dei prezzi che potrebbe iniziare ad arrestarsi quando si assesterà il sistema delle forniture. Che però dovrà rivedere e superare la sua dipendenza dalla Russia.

Guerra Russia Ucraina: ultime notizie in diretta

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Rischiamo di restare senza diesel?

Today è in caricamento