Lunedì, 25 Gennaio 2021
Treviso

La disperazione del ristoratore per il nuovo Dpcm in una foto: "Questa è la mazzata finale"

Giuseppe "Beppo" Tonon gestisce un ristorante a Oderzo, in provincia di Treviso. "Questo è il mio papà, un uomo che si è fatto dal niente e ora...": il post della figlia su Facebook

Giuseppe Tonon, titolare di un ristorante a Piavon di Oderzo, Treviso

Fermo, con lo sguardo pensieroso e fisso nel vuoto. Giuseppe "Beppo" Tonon gestisce un ristorante a Piavon di Oderzo, cittadina in provincia di Treviso. Per lui il nuovo Dpcm che impone la chiusura delle attività ristorative alle 18 è stato "la mazzata finale", come ha confessato alla figlia Elena, che lo ha immortalato in una foto molto condivisa su Facebook e destinata a diventare uno scatto simbolo della nuova stretta per fronteggiare l'aumento dei contagi.

La disperazione di un ristoratore di Oderzo (Treviso) in una foto

"Questo è mio papà. Un uomo che si è fatto dal niente, dalla povertà di una famiglia di mezzadri veneti. Una famiglia numerosa dove le donne dicevano che non avevano fame pur di lasciare il cibo ai figli. Gente umile". Inizia così il post pubblicato sabato pomeriggio su Facebook da Elena Tonon, titolare, insieme al padre Giuseppe, del ristorante-gelateria Ca’ Lozzio di Oderzo. Una fotografia che parla da sola: c’è proprio lui, "Beppo" - questo il suo storico soprannome -, seduto all’ingresso della struttura nella sua elegante divisa blu.

La mascherina che pende da un orecchio, lo sguardo fisso in cerca di risposte. "È lì immobile il Beppo, seduto, pensieroso dopo aver scoperto che forse dobbiamo chiudere la nostra attività alle ore 18 e non dobbiamo neanche aprire alla domenica, giorno d’incasso assicurato per una attività come la nostra - prosegue il post della figlia -. “Questa è la mazzata finale” mi ha detto".

"A me dispiace, ma io non ci sto. Alla gente come me, quella con un po’ di sensibilità, gli si spezza il cuore. Non siamo gente che va a dire in giro che il Covid non esiste, siamo gente che ha sempre avuto una dignità. E la rivogliamo. Ce la faremo papà!".

Ristoranti e bar chiusi alle 18

Chiusura alle 18. Per la ristorazione il nuovo Dpcm potrebbe rappresentare davvero un punto di non ritorno. Nel dettaglio, tutte le attività sono consentite rispettando gli obblighi del distanziamento e l’uso obbligatorio delle mascherine sia all’aperto, sia al chiuso:

  • I ristoranti, i bar, i pub, le gelaterie e le pasticcerie possono rimanere aperti dalle ore 5 alle 18. Il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi;
  • Dopo le 18 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico ma resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti, che siano ivi alloggiati;
  • È fatto obbligo nei locali pubblici e aperti al pubblico, nonché in tutti gli esercizi commerciali di esporre all’ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale.

Le regole applicate ai ristoranti sono estese anche alle strutture agrituristiche. Resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nonché, fino alle ore 24, la ristorazione con asporto ma sempre con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. Continuano, poi, a essere consentite le attività delle mense e del catering. Restano infine aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, all’interno degli ospedali e negli aeroporti.

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