Lunedì, 12 Aprile 2021
Crisi covid

I ristoratori che fanno causa al governo "per i danni da lockdown e Dpcm"

La class action è stata promossa da un centinaio di imprenditori di "Tni tutela nazionale imprese ristoratori Toscana", in presidio in piazza Montecitorio a Roma. Cosa chiedono

Un'azione collettiva contro il governo per i danni causati dal lockdown, e anche "per opporsi alle decisioni che limitano la libertà di impresa, decisioni messe in atto tramite i Dpcm". Un gruppo di imprenditori appartenenti a "Tni tutela nazionale imprese ristoratori Toscana", da alcuni giorni in presidio a oltranza in piazza Montecitorio a Roma, annuncia battaglia per difendere il settore della ristorazione, uno dei più colpiti dall’emergenza economica causata dalla pandemia di coronavirus. Gli avvocati del gruppo di imprenditori hanno depositato la citazione lunedì scorso al tribunale civile di Roma e spiegano che "il governo ha sbagliato con Dpcm e ristori".

Danni da Dpcm e lockdown: i ristoratori che fanno causa al governo

Sotto accusa gli strumenti normativi e l'entità dei rimborsi rispetto alle scelte di altri Paesi europei. L'azione collettiva, si legge in un comunicato, è stata notificata lunedì scorso ed è promossa da circa cento titolari di ristoratori, bar, pizzerie ed esercizi di somministrazione, per chiedere un accertamento del diritto di ottenere un risarcimento, tenendo conto della riduzione del fatturato, dei costi variabili e fissi, del danno da perdita di clientela e da perdita del valore aziendale nel suo complesso.

Danni, spiega Tni, "dovuti all'impossibilità di esercitare l'attività per effetto dei provvedimenti normativi che si sono susseguiti nel corso di tutta la pandemia". Le parti che hanno promosso il giudizio, spiegano i legali del gruppo, "contestano la mancata attribuzione di un risarcimento o comunque di un congruo indennizzo in conseguenza del pregiudizio economico derivante dalle pesanti limitazioni subite nell'esercizio delle proprie attività imprenditoriali. Quindi, evidenziano nel giudizio la palese inadeguatezza dei cosiddetti ristori, rivendicando il diritto alla conservazione dell'integrità delle loro aziende".

Gli aiuti, aggiunge il portavoce Pasquale Naccari, sono stati "briciole fino ad ora. Coprono al massimo il 4% del fatturato mensile. Siamo stanchi delle promesse, vogliamo fatti". Per questo motivo prosegue il presidio di Tni davanti a Montecitorio a Roma. La delegazione di ristoratori ha incontrato nei giorni scorsi il capo politico del Movimento 5 stelle, Vito Crimi, poi il presidente del gruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari, e la delegazione dei deputati di Fratelli d'Italia, alla quale il portavoce Naccari ha avanzato le richieste della categoria.

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