Lunedì, 1 Marzo 2021
Quando arrivano i ristori

Cartelle esattoriali e soldi ai danneggiati dal Covid: il Dl Draghi prende forma

Niente più fondi a pioggia: nel nuovo decreto fiscale i contributi saranno selettivi. E sulle cartelle esattoriali pesa la scadenza del 28 febbraio: 50 milioni di atti pronti a essere notificati

Attesa per il nuovo decreto Ristori, il primo del governo Draghi ed il quinto dall'inizio della pandemia del Covid. Riprende infatti il percorso legislativo del nuovo round di aiuti che dopo la crisi di governo potrebbe arrivare a inizio marzo.

Il nuovo ministro dell'Economia Daniele Franco al suo arrivo al Mef ha iniziato a lavorare a tutti dossier aperti, e dunque anche quello per i risarcimenti alle attività colpite dalle restrizioni per contenere la seconda ondata del Covid. Ma i tempi tecnici e la politica richiederanno ancora dei giorni per il varo del decreto legge. La bozza lasciata dal governo Conte stanziava le risorse grazie alle coperture dello scostamento da 32 miliardi di euro approvato a gennaio. A queste risorse in deficit andrebbero aggiunti i 5,4 mld accantonati dalla precedente tranche di Ristori.

La novità del nuovo decreto ristori

Il nuovo decreto ristori potrebbe prevedere una novità. Confermata l'intenzione di superare il criterio dei codici Ateco, i contributi saranno selettivi sulla base delle perdite di fatturato nel 2020 rispetto al 2019 pari ad almeno il 33%. In cantiere anche un nuovo round anche di indennità per partite Iva e professionisti e bonus per i lavoratori precari che non accedono alla cig. 

La proroga delle cartelle esattoriali

Il decreto legge fisco dovrebbe contenere anche un capitolo destinato alle scadenze fiscali. Lo stop alla notifica delle cartelle esattoriali scade il 28 febbraio: il precedente governo ragionava ad uno slittamento di due mesi ma in assenza di un nuovo stop dal primo marzo l'Agenzia delle Entrate farebbe scattare l'invio di oltre 50 milioni di atti. Ma per evitare che le Entrate si trovino a gestire una montagna di notifiche si ipotizza anche una dilatazione delle notifiche e dunque dei termini di prescrizione.

Sul versante fiscale andrebbero anche prorogate le scadenze per il pagamento delle rate della rottamazione per oltre un milioni di contribuenti che avevano aderito: si tratta di cinque rate sospese per la definizione agevolata e due rate per il saldo e stralcio. In assenza di proroghe andrebbero versate in un'unica soluzione pena il decadimento dell'agevolazione.

Nel decreto legge dovrebbero trovare spazio anche norme per allungare la Cig d'emergenza. Nelle intenzioni del precedente governo si ragionava ad una nuova tranche di 26 settimane e 8 settimane per l'industria. 

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