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Sabato, 20 Aprile 2024
La doccia fredda

L'azienda che chiude all'improvviso e licenzia tutti i dipendenti

Succede alla Rotork Gears di Cusago in provincia di Milano. La multinazionale inglese avrebbe deciso di licenziare tutto il personale senza attivare gli ammortizzatori sociali. Nelle prossime ore è atteso un incontro con i sindacati

Non c'è solo la Gianetti Ruote, l'azienda di Ceriano Laghetto in provincia di Monza e Brianza che ha annunciato la chiusura dello stabilimento aprendo una procedura di licenziamento collettivo per 152 persone, comunicando lo stop con una mail. A pochi giorni dal termine del blocco dei licenziamenti, la Rotork Gears ha ufficializzato la chiusura del sito produttivo di Cusago, nell'hinterland ovest di Milano, aprendo la procedura di licenziamento collettivo per tutti i 28 dipendenti della società. La Rotork Gears fa parte del gruppo Rotork ed è una multinazionale inglese leader nel settore della produzione di attuatori e controllo dei fluidi.

Chiude la Rotork Gears di Cusago: tutti i 28 dipendenti licenziati

Macchinari spenti e tutti a casa, dunque, come ha reso noto la Fiom-Cgil nel pomeriggio di oggi, con una decisione arrivata all'improvviso. La notizia ha colto di sorpresa tutti i dipendenti che "sebbene fossero consapevoli del periodo di crisi che l'azienda stava attraversando, aggravato dalla pandemia che ha colpito in particolare modo il settore 'oil&gas', non si aspettavano una scelta simile da parte del Gruppo Rotork", ha spiegato Emanuela Morosi della Fiom di Milano.

La Fiom di Milano ha fatto sapere che ritiene inaccettabile la scelta della Rotork Gears che, inoltre, secondo il sindacato avrebbe deciso di non utilizzare gli ammortizzatori sociali e procedere con i licenziamenti. "La decisione dei vertici purtroppo è stata diversa: non solo non si è investito per consentire la ripresa del sito, ma anzi non più di un mese fa si è razionalmente provveduto ad eliminare una parte produttiva dell'azienda attraverso una cessione di ramo ad una società controllata", ha continuato Morosi. Mercoledì 7 luglio è previsto un incontro tra sindacati e azienda. Durante il tavolo le parti sociali chiederanno all'azienda "di invertire la rotta e di trovare soluzioni alternative che tutelino le lavoratrici e i lavoratori, così come hanno invitato a fare Confindustria e Cgil Cisl e Uil - ha concluso Morosi -. Se la risposta non fosse positiva siamo già pronti ad intraprendere iniziative di mobilitazione".

La crisi del lavoro peggiora, anche per via dell'emergenza Covid-19. Ieri abbiamo raccontato la storia di un supermercato di una società della grande distribuzione organizzata che ha "ceduto" alcuni lavoratori insieme alle mura del negozio e poi, dopo aver perso la causa per il loro reintegro, li ha trasferiti a 700 km di distanza. "Sono licenziamenti mascherati", ha denunciato l'Unione sindacale di base che sta seguendo questo caso. Secondo i sindacati, con lo sblocco dei licenziamenti in Italia dal 1° luglio il rischio bomba sociale è concreto.

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